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Dazi Usa, l’Europa (per ora) risponde solo a parole e punta a negoziare

(Adnkronos) – La risposta dell'Europa ai dazi di Donald Trump è immediata. Ma, almeno per ora, si limita alle parole. Ursula von der Leyen le pronuncia da Samarcanda, a sette ore dall'annuncio delle misure commerciali imposte dal presidente americano. Chi si aspettava contromisure a fronte di tariffe del 20% sui prodotti della Ue importati negli Stati Uniti, è però rimasto deluso. Il messaggio politico è orientato verso tutta l'apertura possibile al negoziato. Allo show di Trump, andato in scena nel giardino della Casa Bianca, si contrappone l'immagine istituzionale di uno statement che sarà ricordato per la sua glaciale impostazione. Parole dirette, pronunciate prime in inglese, poi in francese e in tedesco, scandite per rendere plastica la postura che la presidente della Commissione Ue vuole sia più chiara possibile.  La premessa, necessaria, è che i danni dei dazi sono evidenti, "un colpo per l'economia globale" e "colpiscono milioni di consumatori in tutto il mondo". L'analisi si fonda sulla convinzione, condivisa da quasi tutti gli economisti, che le tariffe "non siano la soluzione ai problemi del commercio mondiale". Fin qui, in estrema sintesi, il giudizio di "profondo rammarico" per le scelte fatte dal Presidente americano. Poi c'è lo spazio dedicato alla reazione. Inevitabilmente poco, soprattutto perché andando oltre le formule di rito l'Europa arriva impreparata, e in ordine sparso, a una svolta che Trump aveva annunciato ancora prima di rientrare alla Casa Bianca. Non a caso arriva, puntuale, il richiamo alla compattezza e all'unità, perché "siamo tutti nella stessa tempesta". Resta generica la promessa di reagire, con misure che di fatto ancora non ci sono e che vanno studiate, concordate e limate secondo i diversi umori dei partner europei. Mentre è ribadita più volte la piena disponibilità a mettersi intorno a un tavolo con Trump, "non è troppo tardi per affrontare le preoccupazioni attraverso i negoziati". Una posizione che va incontro soprattutto alle preoccupazioni di chi, a partire dall'Italia di Giorgia Meloni, ritiene che l'Europa non possa perdere il rapporto con il suo storico alleato. Nonostante gli Stati Uniti, con i dazi di Trump, mostrino di voler mettere più distanza possibile con l'altra sponda dell'Atlantico e con il resto del mondo. (Di Fabio Insenga)  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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