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6 Settembre 2026

Cristina Seymandi: la sfida per Palazzo Civico con un progetto civico autonomo

Cristina Seymandi, nota imprenditrice torinese, punta alla poltrona di sindaco con una lista civica indipendente. Il suo progetto politico mira a rivoluzionare la politica cittadina con un approccio innovativo.

Cristina Seymandi: la sfida per Palazzo Civico con un progetto civico autonomo

Cristina Seymandi, l’imprenditrice torinese diventata famosa per un video virale, sta preparando il suo ritorno sulla scena politica con un’ambizione: diventare sindaco di Torino nel 2027. La sua strategia? Una lista civica indipendente che metta insieme professionisti e competenze della città.

Seymandi ha dichiarato che la sua motivazione principale è personale: vuole che sua figlia, che studia ingegneria aerospaziale, possa restare a Torino per lavorare. Questo desiderio si trasforma in un progetto politico che punta a risolvere problemi come il caro affitti la sicurezza lo sviluppo industriale e il futuro delle periferie.

Un progetto politico con radici profonde

La politica non è nuova per Seymandi. Durante l’amministrazione di Chiara Appendino, ha lavorato nello staff dell’assessore Alberto Unia, occupandosi del rapporto con quartieri e associazioni. Nel 2021 si è candidata con Torino Bellissima, la lista civica di Paolo Damilano, raccogliendo 318 preferenze.

Il suo impegno per le periferie è continuato anche a livello nazionale: dal giugno 2025 collabora con la Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie.

La sfida contro Lo Russo e il centrodestra

Seymandi non nasconde la sua critica verso il sindaco uscente Stefano Lo Russo, evidenziando che rappresenta solo il 24,5% dell’elettorato. «Se non vi va bene Lo Russo, andate a votare», ha dichiarato, invitando i torinesi a partecipare alle elezioni.

Non mancano le frecciate anche verso il centrodestra, in particolare verso Maurizio Marrone, vicepresidente della Regione Piemonte. Seymandi lo giudica «una persona per bene», ma critica la sua gestione delle questioni femminili, citando un episodio in cui Marrone ha discusso della riapertura della Stanza dell’ascolto al Sant’Anna senza la presenza di donne.

Un progetto civico autonomo

Il progetto di Seymandi punta a intercettare quella parte di Torino che ha smesso di andare alle urne. Il claim del gruppo di lavoro è chiaro: «Competenza, innovazione e vicinanza: Torino torna a guidare il futuro».

Seymandi evita di trasformare il progetto in una candidatura personale già chiusa. «Prima definiamo il programma e poi, se nella lista risulterò la più idonea, mi candiderò», precisa. La sua strategia è quella di partire da una piattaforma civica autonoma e valutare successivamente eventuali accordi con altri partiti.

Una frontiera è già tracciata: Seymandi ha escluso ogni collaborazione con il movimento politico del generale Roberto Vannacci, dichiarando: «Non posso stare con qualcuno che nega il femminicidio».

La corsa verso il 2027 è iniziata. Da una parte Lo Russo, dall’altra il centrodestra con Marrone, e in mezzo Seymandi con il suo progetto civico autonomo. Questa volta, il nome di Cristina Seymandi non è al centro del gossip, ma direttamente nella partita per il futuro politico di Torino.

Susanna Riva
Autore

Susanna Riva

Susanna Riva osserva Bologna dalla finestra dell’Archivio di Stato dove una volta ha passato una settimana a consultare faldoni sulle cooperative cittadine: quel documento segnò la scelta editoriale di approfondire responsabilità istituzionali. Tiene linea critica nella redazione, amante del caffè lungo e del taccuino sempre pieno.