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30 Settembre 2026

Contratti nazionali terziario: 220 euro in più e regole sul lavoro

Tre milioni di addetti al commercio e ai servizi attendono un aumento di 220 euro e una revisione completa dei diritti di lavoro

Contratti nazionali terziario: 220 euro in più e regole sul lavoro

Il terziario privato si appresta a una fase negoziale cruciale: tre contratti collettivi nazionali, in vigore per oltre 3 milioni di lavoratori, scadranno il 31 marzo 2027. Le tre sigle syndicali – Filcams (CGIL), Fisascat (CISL) e Uiltucs – hanno approvato una piattaforma comune durante l’Assemblea nazionale unitaria tenutasi all’Auditorium della Conciliazione di Roma. Questo documento segna l’inizio di un dialogo che andrà a toccare non solo le retribuzioni, ma anche la struttura stessa dell’impiego, il welfare e l’ingresso dell’intelligenza artificiale nei processi produttivi.

La proposta è il risultato di una consultazione capillare: più di 1 500 delegati hanno votato a favore dopo aver partecipato a più di 4 000 assemblee nei luoghi di lavoro. Entro il 30 settembre il testo sarà inviato alle principali organizzazioni datoriali – Confcommercio, Confesercenti, Federdistribuzione e le associazioni cooperative – per avviare i negoziati con l’obiettivo di chiudere il rinnovo prima della scadenza, evitando i ritardi che hanno caratterizzato le tornate precedenti.

Richiesta principale: aumento salariale di 220 euro al mese

Al centro della piattaforma emerge la domanda di un incremento di 220 euro mensile a regime. Tale cifra è pensata per colmare il divario di potere d’acquisto creatosi negli ultimi anni e per dare una risposta concreta alle richieste di miglioramento dei scatti di anzianità sia in numero sia in valore. Parallelamente, i sindacati chiedono maggiorazioni più consistenti per il lavoro domenicale, festivo e notturno, oltre a un limite massimo alle domeniche lavorate e al rispetto della volontarietà, con tutele aggiuntive per chi ha responsabilità di cura familiare.

Precarietà e part-time: nuove regole per il lavoro flessibile

Il documento dedica particolare attenzione al fenomeno del part-time involontario. Si propone di innalzare l’orario minimo contrattuale, di rendere più stringenti le clausole elastiche e di introdurre un diritto di ripensamento per i lavoratori costretti a ridurre l’orario per motivi organizzativi. La piattaforma insiste inoltre su una priorità nel passaggio al tempo pieno, sulla consolidazione delle ore supplementari ormai abituali e sul miglioramento delle condizioni per i contratti a termine e la somministrazione, così da ridurre il divario tra forme contrattuali precarie e rapporti di lavoro stabili.

Digitalizzazione, inquadramenti e welfare

Un ulteriore capitolo riguarda la revisione degli inquadramenti professionali alla luce della digitalizzazione e dell’uso crescente dell’intelligenza artificiale nei settori della distribuzione e dei servizi. I sindacati chiedono che l’innovazione non si traduca in riduzione dell’occupazione o in maggiori carichi, ma in una qualità del lavoro migliorata. Accanto a ciò, la piattaforma prevede un potenziamento del welfare contrattuale: assicurazione sanitaria integrativa, previdenza complementare, maggiori tutele per la salute e la sicurezza, conciliazione vita-lavoro e protezioni specifiche per la genitorialità, nonché misure contro discriminazioni e molestie. Si rivendica inoltre un rafforzamento dei diritti di informazione e partecipazione sindacale, soprattutto per i lavoratori impiegati negli appalti e nei franchising, dove la frammentazione dei rapporti rende più difficile la tutela uniforme.

Il ruolo delle associazioni datoriali

La piattaforma sarà trasmessa a Confcommercio, Confesercenti, Federdistribuzione e alle associazioni cooperative (Ancc-Coop, Confcooperative Consumo e Utenza, Agci). Il prossimo tavolo di contrattazione definirà l’ammontare preciso degli aumenti, il ritmo di erogazione e le eventuali scaglioni temporali. La sfida per le parti datoriali sarà bilanciare le esigenze di competitività aziendale con la richiesta di una riforma complessiva che valorizzi i lavoratori, contempli la lotta alla precarietà e incorpori le nuove tecnologie senza sacrificare l’occupazione.

Il risultato delle trattative, previsto entro la fine di marzo 2027, definirà il nuovo equilibrio tra la competitività delle imprese italiane e la dignità dei tre milioni di addetti al commercio, alla distribuzione e ai servizi.

Paolo Mariani
Autore

Paolo Mariani

Paolo Mariani, giornalista esperto di mercato del lavoro e politiche occupazionali, racconta contratti, carriere e trasformazioni del mondo professionale con taglio pratico e attento ai diritti dei lavoratori.