Salta al contenuto
2 Novembre 2026

Mancano 21mila lavoratori a Padova e il contratto a termine spaventa

Le imprese padovane puntano a 21mila nuove assunzioni, ma la mancanza di contratti a tempo indeterminato rende difficile trovare il personale giusto.

Mancano 21mila lavoratori a Padova e il contratto a termine spaventa

Secondo l’indagine mensile Excelsior, promossa da Unioncamere e dal Ministero del Lavoro, la provincia di Padova prevede l’inserimento di 8.710 nuovi contratti a ottobre, cifra destinata a salire a 20.780 entro la chiusura di dicembre. Queste previsioni, tuttavia, restano largamente irrealizzate perché quasi una metà delle posizioni richieste (49,3%) non trova corrispondenza con le competenze disponibili sul mercato.

Domanda in crescita, ma profili difficili da reperire

Il dato più significativo è il lieve incremento dello 0,8% della domanda di lavoro rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, segnale positivo in un contesto veneto non particolarmente dinamico. La reale criticità, però, è rappresentata dal divario tra offerte e candidature: il 49,3% delle richieste è classificato come “difficile da reperire”, il che implica che per quasi una posizione su due le imprese non riescono a trovare il candidato ideale.

Il ruolo predominante dei contratti a termine

Un altro elemento di rilievo è la tipologia di rapporto previsto: il 71% delle assunzioni sarà stipulato con una scadenza prefissata, mentre solo il 29% riguarda contratti a tempo indeterminato o apprendistato. Questa prevalenza dei rapporti temporanei dificulta l’attrattiva per i giovani, i quali tendono a rifiutare offerte che non garantiscano stabilità. Il risultato è un circolo vizioso in cui la carenza di contratti stabili alimenta la difficoltà di reperimento dei profili richiesti.

Il terziario di mercato al centro della ricerca

Il settore più coinvolto è il terziario di mercato, con il 62% dei nuovi inserimenti previsti in imprese con meno di cinquanta dipendenti. Le figure più richieste provengono da attività ricettive e di ristorazione (1.320 ingressi mensili), seguite dalle professioni commerciali. Questa concentrazione indica che le aziende di piccola e media dimensione sono le più colpite dalla mancanza di personale qualificato.

Proposte di Confcommercio per una visione più completa

Patrizio Bertin, presidente di Confcommercio Padova, suggerisce di integrare i dati di difficoltà di reperimento con un monitoraggio della durata effettiva dei contratti. Misurare quanti rapporti rimangono attivi dopo sei o dodici mesi potrebbe fornire un indicatore prezioso per valutare la solidità del mercato del lavoro locale. In assenza di tale analisi, le imprese rischiano di perdere, una volta trovato il candidato giusto, un investimento formativo costoso.

Impatti economici e prospettive future

Se da un lato la crescita della domanda indica un mercato attivo, dall’altro la prevalenza di contratti a termine e la difficoltà di reperire profili adeguati rappresentano ostacoli concreti alla competitività. Per le imprese padovane, offrire continuità, formazione e prospettive di crescita potrebbe trasformare la sfida nella loro principale leva competitiva, riducendo i costi legati al turnover e migliorando la capacità di attrarre talenti.

Andrea Innocenti
Autore

Andrea Innocenti

Andrea Innocenti ha coordinato dall'estero il rientro di una cronista napoletana durante una crisi diplomatica, gestendo contatti con consolati; è corrispondente esteri che definisce linee editoriali sulla geopolitica. Nato a Napoli, parla dialetto locale e mantiene rapporti con ONG partenopee.