Come richiedere il bonus donne 2026 e sfruttare l’esonero contributivo

Spiegazione chiara dei requisiti, degli importi massimi e dei passaggi telematici necessari per richiedere il bonus donne 2026

Il Bonus donne 2026 è una misura introdotta dal D.L. n. 62/2026 e dettagliata dall’INPS con la circolare n. 57/2026. L’agevolazione riconosce ai datori di lavoro privati un esonero contributivo del 100% per le assunzioni a tempo indeterminato di donne appartenenti alle categorie svantaggiate o molto svantaggiate effettuate nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2026 e il 31 dicembre 2026. In questo articolo trovi una guida pratica sui requisiti, sugli importi massimi e sui passi operativi per presentare la domanda tramite il Portale delle Agevolazioni.

L’obiettivo è favorire l’ingresso stabile delle donne nel mercato del lavoro attraverso un incentivo che può incidere significativamente sui costi a carico del datore. Il testo spiega cosa intendere per svantaggiate e molto svantaggiate, le condizioni che accompagnano la fruizione dell’esonero e le modalità di presentazione della richiesta telematica, incluse le regole in caso di assunzioni programmate o già effettuate.

Chi può beneficiare e quali sono i limiti dell’agevolazione

Possono accedere al bonus donne i datori di lavoro del settore privato, esclusi i rapporti domestici e gli apprendistati, che assumono a tempo indeterminato (anche part-time) donne di qualsiasi età e residenza che risultino svantaggiate o molto svantaggiate. La misura non si applica alle trasformazioni da contratti a termine già in corso né alle assunzioni a tempo determinato. L’esonero contributivo è concesso nella misura del 100% e prevede un importo massimo mensile fino a 650 euro, elevato a 800 euro per le lavoratrici impiegate nelle aree della ZES unica. La durata varia in funzione della condizione della lavoratrice: molto svantaggiate possono ottenere l’esonero per 24 mesi, mentre le svantaggiate per 12 mesi.

Definizioni operative

Nella pratica normativa, per molto svantaggiate si intendono soggetti senza impiego da 24 o da 12 mesi in determinate situazioni previste dal decreto; per svantaggiate si fa riferimento a criteri di difficoltà occupazionale meno stringenti. L’INPS, con le circolari 55/2026, 56/2026 e 57/2026, ha specificato le condizioni e i limiti, compresa l’esclusione per dirigenti e il tetto massimo mensile. È fondamentale verificare il requisito temporale della disoccupazione e il rispetto del trattamento economico complessivo definito dai CCNL applicabili, poiché il beneficio è subordinato a tali condizioni.

Condizioni necessarie per fruire dell’esonero

Per ottenere l’agevolazione è richiesto il raggiungimento dell’incremento occupazionale netto, l’assenza di licenziamenti individuali nei sei mesi precedenti e il rispetto dei minimi retributivi stabiliti dai contratti collettivi. L’incremento occupazionale netto è un elemento chiave: il datore deve dimostrare che l’assunzione genera un aumento effettivo dell’organico rispetto alla situazione esistente. Inoltre, nel caso di assunzione in part-time, l’importo del bonus deve essere riparametrato in proporzione all’orario; se l’orario viene successivamente aumentato il bonus non potrà superare il massimale iniziale autorizzato.

Procedura telematica: come presentare la domanda

La domanda va inviata esclusivamente tramite il Portale delle Agevolazioni (ex DiResCo) dell’INPS, selezionando il profilo relativo al bonus donne. Nel modulo il datore deve indicare i dati aziendali, il numero di dipendenti, i dati del lavoratore, la dichiarazione sullo stato di disoccupazione, la tipologia contrattuale (tempo pieno o part-time), la retribuzione mensile e l’aliquota contributiva datoriale, oltre alla sede di lavoro e la dichiarazione di conformità ai minimi retributivi.

Domande per assunzioni già effettuate o programmate

È possibile presentare la richiesta sia per assunzioni già effettuate sia per assunzioni non ancora realizzate. Per le prime l’INPS fornisce subito l’esito con l’importo spettante; per le seconde l’Istituto effettua un accantonamento delle risorse e invia una notifica (PEC o MyINPS). In questo caso il datore ha un termine perentorio di 10 giorni per procedere all’assunzione e registrare l’evento con l’Unilav. Il mancato rispetto del termine comporta la perdita delle risorse accantonate, sebbene sia possibile presentare una nuova domanda in seguito.

Per approfondire i dettagli tecnici e consultare i testi ufficiali è consigliabile leggere le circolari INPS 55/2026, 56/2026 e 57/2026, che chiariscono aspetti procedurali e le compatibilità con altri incentivi previsti dal D.L. n. 62/2026. Pianificare correttamente la domanda, verificare i requisiti e mantenere la documentazione aggiornata sono passaggi essenziali per sfruttare pienamente il bonus donne 2026.

Scritto da Roberta Tagliabue

Colf e badanti: crescita della domanda e pressione sulle quote extra UE