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13 Ottobre 2026

Come prevenire il burnout: normativa, fasi e segnali di rischio

Scopri come riconoscere le quattro fasi del burnout e quali norme obbligano le imprese a gestire lo stress lavoro‑correlato.

Come prevenire il burnout: normativa, fasi e segnali di rischio

Il burnout è una condizione di esaurimento fisico ed emotivo che nasce da uno stress lavoro-correlato prolungato e non gestito correttamente. L’Organizzazione Mondiale della Sanità lo classifica come una problematica legata al contesto occupazionale, ma non lo considerala una malattia. Per questo motivo può colpire qualunque settore, con una maggiore incidenza in ruoli ad alta responsabilità e a stretto contatto con il pubblico.

Cause e fasi del burnout: dal entusiasmo all’apatia

Le radici del fenomeno risiedono in carichi di lavoro eccessivi, scarsa autonomia, mancanza di riconoscimento e relazioni interpersonali conflittuali. Quando le richieste superano le capacità percepite, il dipendente avvia un percorso a quattro tappe. La prima è l’entusiasmo con alta motivazione e impegno. Segue la stagnazione in cui le aspettative si scontrano con la realtà, generando insoddisfazione. Nella frustrazione compaiono irritabilità, difficoltà di concentrazione e senso di inefficacia. Infine l’apatia caratterizzata da disinteresse, esaurimento emotivo e allontanamento dalle responsabilità lavorative.

Obblighi legali per le imprese: valutazione dei rischi e misure preventive

In Italia il D.Lgs. 81/2008 prevede all’articolo 28, comma 1, l’obbligo per il datore di lavoro di valutare tutti i rischi per la salute e la sicurezza, inclusi quelli riconducibili allo stress lavoro-correlato. L’articolo 17 ribadisce che la valutazione è un compito non delegabile. Non esiste una norma specifica per il burnout; la sua prevenzione rientra nella gestione dei fattori organizzativi già contemplati dalle disposizioni sui rischi psicosociali.

Le indicazioni della Commissione consultiva permanente, pubblicate nel 2010, descrivono una procedura in due fasi. La prima, preliminare, si basa su indicatori oggettivi – incidenti, assenze, turnover, segnalazioni del medico competente – e su elementi del contenuto e del contesto lavorativo. Se emergono criticità, si avvia la fase approfondita, che raccoglie la percezione soggettiva dei dipendenti tramite questionari, focus group o interviste.

Strumenti operativi e dati europei: checklist, modulo INAIL e statistiche recenti

Molte realtà aziendali si limitano a compilare una checklist una tantum, senza rivederla dopo riorganizzazioni o cambi di turno. L’INAIL nel 2025, ha introdotto un modulo specifico per il lavoro da remoto e il tecnostress aggiungendo voci su dotazioni tecnologiche, diritto alla disconnessione e bilanciamento vita-lavoro. Pur non essendo obbligatorio, l’utilizzo di questo strumento rafforza la difesa in caso di ispezioni.

Secondo l’indagine OSH Pulse 2025 dell’Agenzia europea, il 29 % dei lavoratori dell’Unione dichiara di soffrire di stress, ansia o depressione legati al lavoro. In Italia, il 40 % segnala pressioni sui tempi o carichi eccessivi, mentre un altro 40 % ritiene le ricompense insufficienti. Il 63 % teme ripercussioni sulla carriera se rivelasse un problema di salute mentale, ma il 54 % si sentirebbe a proprio agio a parlarne con il proprio responsabile.

Questi dati evidenziano l’urgenza di una valutazione continua e di misure correttive concrete: redistribuzione equa delle attività, chiarezza dei ruoli, miglioramento della comunicazione interna e potenziamento del supporto organizzativo. Solo un approccio sistemico, che coniughi normativa e pratiche operative può tutelare la salute dei dipendenti, favorire un clima aziendale positivo e garantire una produttività sostenibile nel tempo.

Susanna Riva
Autore

Susanna Riva

Susanna Riva osserva Bologna dalla finestra dell’Archivio di Stato dove una volta ha passato una settimana a consultare faldoni sulle cooperative cittadine: quel documento segnò la scelta editoriale di approfondire responsabilità istituzionali. Tiene linea critica nella redazione, amante del caffè lungo e del taccuino sempre pieno.