Come partecipare al click day del 18 febbraio per colf e badanti secondo il decreto flussi

Tutte le informazioni essenziali sul click day del 18 febbraio 2026: accesso, documenti richiesti, limiti di quote e tempi della procedura per assumere colf e badanti extra-Ue

Il click day del 18 apre la finestra per l’invio delle istanze di ingresso di colf, badanti e babysitter provenienti da paesi extra‑UE. La convocazione è prevista nell’ambito del Decreto Flussi 2026 e riguarda contratti di lavoro subordinato non stagionale.

La misura mette a disposizione complessivamente 13.600 posti. La procedura è interamente digitale e si basa sull’ordine cronologico delle domande; Il criterio è finalizzato a soddisfare il fabbisogno di lavoro domestico dichiarato dai datori di lavoro.

Come funziona la procedura e accesso al portale

Il criterio è finalizzato a soddisfare il fabbisogno di lavoro domestico dichiarato dai datori di lavoro. Le istanze devono essere inoltrate tramite lo Sportello unico per l’immigrazione (portale ALI), accessibile con credenziali riconosciute come SPID, CIE o CNS. Il sistema consente l’invio solo di pratiche precedentemente compilate e salvate: il pulsante invia diventa attivo alle ore 9:00 del giorno stabilito. La trasmissione avviene in base alla sequenza temporale di ricezione delle richieste. Per evitare il logout automatico dopo 30 minuti di inattività, è necessario mantenere la sessione attiva aggiornando la pagina.

Tempistiche operative

Dopo il click day la sessione va mantenuta attiva per evitare il logout automatico già descritto. Anche se l’invio resta tecnicamente possibile fino alle ore 20:00, nella pratica le quote si esauriscono nelle prime ore.

Entro 48 ore dalla giornata di click day viene generato il codice identificativo della domanda e la relativa ricevuta. Tale documentazione è consultabile nella sezione Ricerca domande del portale.

Il Ministero provvede alla ripartizione provinciale delle quote entro 10 giorni. Se permangono posti inutilizzati è prevista una ridistribuzione dopo 50 giorni.

Chi può presentare la domanda e fase di precompilazione

Dopo la ridistribuzione prevista dopo 50 giorni, le istanze devono essere presentate esclusivamente dai datori di lavoro. I lavoratori stranieri non possono inviare direttamente la richiesta.

La presentazione avviene previa richiesta di disponibilità al Centro per l’impiego competente. Il portale non consente la compilazione ex novo durante il click day; è quindi obbligatorio aver completato la precompilazione nei giorni precedenti e salvato le domande in bozza. Solo le bozze salvate possono essere inviate rapidamente all’apertura, fissata alle 9 in punto.

Limiti e deleghe

Per garantire continuità con le bozze già salvate, la presentazione delle istanze segue le regole sui limiti annuali. Ogni datore di lavoro privato può inoltrare fino a tre domande nell’arco dell’anno. Il vincolo non si applica alle organizzazioni datoriali, ai consulenti del lavoro iscritti alle liste dell’Ispettorato del Lavoro e alle agenzie di somministrazione autorizzate. Molti datori di lavoro si avvalgono di associazioni di categoria o di professionisti per la compilazione. L’obiettivo è ridurre il rischio di errori formali che potrebbero compromettere l’esito della pratica.

Requisiti economici e documentazione richiesta

Per ridurre il rischio di errori formali che potrebbero compromettere l’esito della pratica, la verifica dei requisiti economici è obbligatoria prima della presentazione dell’istanza.

Per le imprese e professionisti il criterio è il reddito imponibile minimo. Il requisito previsto è di 30.000 euro annui. La documentazione fiscale deve attestare tale ammontare con chiarezza.

Per le famiglie che intendono assumere personale domestico il requisito è differenziato in base alla composizione del nucleo. Per un nucleo composto da una sola persona il reddito minimo richiesto è di 20.000 euro annui. Per nuclei familiari con più conviventi la soglia sale a 27.000 euro annui.

Il reddito può essere integrato con quello del coniuge o di parenti fino al secondo grado, anche se non conviventi. Tale possibilità deve emergere dalla documentazione presentata.

Asseverazione e casi particolari

Tale possibilità deve emergere dalla documentazione presentata. È obbligatoria l’asseverazione, la certificazione che attesta il rispetto delle condizioni contrattuali previste dalla normativa. L’atto deve essere rilasciato da un consulente del lavoro o da un’organizzazione datoriale accreditata. È prevista una deroga reddituale quando il datore di lavoro è affetto da patologie o disabilità che limitano l’autosufficienza e richiedono assistenza domiciliare.

Iter successivo e controlli specifici per alcune nazionalità

La pratica viene istruita seguendo l’ordine cronologico dopo l’invio. Per alcune nazionalità, in particolare Bangladesh, Pakistan, Sri Lanka e Marocco, il rilascio del nulla osta è subordinato al parere della Questura e a verifiche preliminari dell’Ispettorato nazionale del lavoro (INL) insieme all’Agenzia delle Entrate. Per queste istanze non opera il meccanismo del silenzio-assenso previsto per le altre domande.

Ottenere una delle 13.600 autorizzazioni disponibili richiede preparazione e tempestività. Completare la precompilazione, dimostrare i requisiti economici, predisporre l’asseverazione e collegarsi al portale con credenziali valide nei tempi utili sono passaggi essenziali per aumentare le probabilità di esito positivo.

Scritto da Viral Vicky

Decreto Flussi 2026: guida al click day del 18 febbraio per colf e badanti