(Adnkronos) – Poche ore prima dei negoziati di Istanbul tra Ucraina e Russia uno dei circa 15 preziosissimi F-16, offerti dagli alleati alle forze ucraine (principalmente da Paesi bassi, Danimarca, Norvegia e Belgio), è stato distrutto in un combattimento aereo. Una conferma del proseguimento degli scontri e del clima di generale scetticismo sulla possibilità di qualche passo avanti circa il cessate il fuoco chiesto da Kiev sulla strada della diplomazia. E' questo che racconta la composizione stessa della delegazione russa "calibrata con cura per evitare di dare segni di una capitolazione alle pressioni di Washington" o alle richieste di Kiev, come ha commentato Aleksandr Baunov, analista di Carnegie, di basso livello, annunciata ieri sera all'ultimo momento "nel quadro di una tattica deliberata per mantenere l'Ucraina e i suoi alleati sul filo del rasoio fino all'ultimo", ha detto il diplomatico russo Boris Bondarev. Pur senza arrivare a un vertice fra Putin e Zelensky, ipotesi mai considerata davvero probabile, come confermano fonti vicine al Cremlino, del governo e del ministero degli Esteri a Mosca, citate da Moscow Times, e come testimonia la tradizione sovietica accolta in pieno dalla diplomazia russa di vertici preparati in modo estremamente accurato, la scelta dei nomi è al ribasso. Lo stesso capo delegazione Vladimir Medinsky è un ideologo, privo di credenziali tecniche e strategiche. "Invece che un cessate il fuoco senza obblighi di avviare negoziati, l'idea di Putin è quello di negoziati senza un cessate il fuoco, vale a dire una replica di quanto messo in scena sempre a Istanbul poco dopo l'inizio della guerra", aggiunge Baunov. Per Mosca è importante far capire al mondo che "non è in corso nulla di straordinario" e "non è in corso una nuova crisi dei missili di Cuba che richieda una soluzione urgente".
La stessa composizione della delegazione è quella del 2022: guidata dal consigliere del Cremlino, dall'ex ministro della Cultura Medinsky che aveva già condotto le trattative con Kiev nel 2022, include il vice ministro degli Esteri Mikhail Galuzin e il vice ministro della Difesa Fomin. A differenza del 2022, ora a Istanbul c'è anche il direttore dei servizi di intelligence militare Igor Kostyukov, sanzionato negli Usa per il suo ruolo nelle interferenze nelle elezioni presidenziali americane del 2016. La propaganda russa ha ricevuto istruzioni precise. La scelta va descritta come "logica". Dopo il fallimento, annunciato delle trattative di Istanbul, si tornerà a un formato russo americano, con Marco Rubio, Keith Kellogg, Steve Witkoff, da un lato e Sergei Lavrov, Yuri Ushakov, e Kirill Dmitriev dall'altro. Senza la presenza di Kiev. Per poi arrivare al vertice Putin Trump per discutere non di Ucraina "ma di questioni globali", solo una delle quali è l'Ucraina, a cui eccezionalmente potrebbe essere anche invitato a partecipare Zelensky, con una presenza però limitata e simbolica. A coronamento del principale desiderio di Mosca. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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