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Capri celebra Aramburu con il Premio Malaparte, lo scrittore: “Letteratura antidoto alla brutalità”

(Adnkronos) – “Ricevere il Premio Malaparte è un grande onore, soprattutto in un luogo così straordinario come Capri. Non è solo un riconoscimento personale, ma un segno del valore della letteratura come strumento per unire le persone”. Lo ha detto lo scrittore spagnolo Fernando Aramburu durante la conferenza stampa del prestigioso premio letterario, nato nel 1983 da un’idea di Alberto Moravia e Graziella Lonardi Buontempo, che ogni anno celebra la cultura nell’isola azzurra grazie al sostegno di Ferrarelle Società Benefit. Un’occasione per Aramburu per raccontare anche un episodio personale, simbolo del legame con il pubblico italiano: “Ero a Pordenone durante un firma copie quando una signora mi disse: ‘L’Italia ti ama’. Credo sia la dimostrazione concreta di quanto la letteratura possa creare ponti tra le persone”. Lo scrittore ha poi sottolineato il suo rapporto con la letteratura italiana: “È un legame antico, legato soprattutto all’emigrazione. Negli ultimi anni studio l’italiano quotidianamente e leggo autori italiani, classici e contemporanei. Questo percorso mi ha permesso di avvicinarmi in profondità alla cultura italiana”. Riguardo al senso più profondo della sua opera, Aramburu ha spiegato: “La memoria non può restare solo nella mente delle persone, fragile e destinata a svanire: deve essere custodita nei libri, nelle biblioteche e negli archivi, luoghi dove chiunque può recuperarla. Le mie opere nascono dal desiderio di raccontare le ferite della storia, di dare voce alla memoria e di creare storie che possano parlare a chiunque, ovunque, costruendo ponti tra culture e generazioni”. Riflettendo sul ruolo dell’arte nella società, Aramburu ha aggiunto: “L’arte rappresenta il lato migliore del mondo e finché ci sarà arte ci sarà qualcosa di positivo. Non possiamo ignorare le brutalità, dalle armi alla violenza, ma l’arte resta uno strumento per coltivare le persone e migliorare l’umanità. È un antidoto alla brutalità e un mezzo per crescere come individui e come società”. La conferenza stampa di Aramburu, nella prima giornata del Premio Malaparte, ha così confermato il riconoscimento non solo come omaggio al singolo autore, ma anche come celebrazione del ruolo della letteratura nella memoria collettiva, nella riconciliazione e nella costruzione di ponti culturali. —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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