Angela Camuso ha reso pubblica una lettera in cui ha accusato Sigfrido Ranucci di averle fatto avances durante un colloquio di lavoro avvenuto nel 2018 negli uffici della Rai in Via Teulada con messaggi e un vocale ricevuti nel 2019. Ultimo aggiornamento: 24 agosto 2026.
La notizia assume rilievo per il ruolo pubblico di Ranucci come volto noto del programma Report e per il contesto più ampio di dibattito sul rispetto delle donne nei luoghi di lavoro e sul ruolo del Servizio Pubblico. Le accuse hanno inoltre innescato una catena di prese di posizione politiche e richieste di chiarimenti formali.
Dettagli dell’accusa e ricostruzione temporale
Nella lettera Camuso ha ricostruito l’incontro iniziale avvenuto nel 2018 e un episodio specifico del 9 febbraio 2019, quando avrebbe proposto a Ranucci idee per servizi giornalistici. Durante quegli incontri, secondo Camuso, il conduttore avrebbe mostrato attenzione al suo aspetto fisico più che alle proposte professionali. Tra i messaggi ricevuti, un vocale avrebbe definito una foto del suo profilo WhatsApp come “l’unica cosa bella che aveva visto quel giorno”.
Camuso ha scritto di non aver reagito all’epoca, riportando nel testo: “Non mi ribellai. Non mi indignai. Non ebbi il coraggio di andarti contro”. La giornalista ha inoltre affermato che le avance non si sono tradotte in contatti fisici né in una collaborazione professionale conclusa tra i due.
Reazioni politiche e sollecitazioni formali
Le accuse hanno suscitato commenti da parte di esponenti politici. Augusta Montaruli deputata di Fratelli d’Italia e vicepresidente della Commissione Vigilanza Rai ha definito le accuse “gravissime” e ha chiesto alla Rai di intervenire, sottolineando la contraddittorietà tra sfera privata e responsabilità pubblica richiamata anche nel libro di Ranucci La scelta pubblicato nel 2026.
Maurizio Gasparri senatore di Forza Italia ha commentato la vicenda definendola “incredibile” e sollevando dubbi sull’opportunità di verificare i comportamenti del conduttore all’interno dell’azienda pubblica. Le sollecitazioni politiche hanno richiamato l’attenzione sulla necessità di chiarimenti da parte della governance aziendale.
Difesa pubblica di Sigfrido Ranucci e contesto editoriale
Sigfrido Ranucci ha respinto le accuse e ha difeso la propria posizione in più occasioni pubbliche, citando anche esperienze e polemiche pregresse. Durante la presentazione di uno dei suoi libri ad Asiago Ranucci ha ricordato di affrontare simili vicende fin dal 2000 e ha attaccato la stampa per presunte imprecisioni, affermando che alcune notizie pubblicate erano “piene di falsità”.
Il conduttore ha inoltre parlato del figlio, riferendo che quest’ultimo avrebbe conseguito il titolo di avvocato a breve, e ha sollevato questioni più ampie sulla libertà di informazione in Italia e sul ruolo del Servizio Pubblico senza rinunciare a polemiche sul trattamento mediatico della vicenda.
Elementi politici paralleli e smentite su ipotesi di candidatura
Parallelamente alle accuse, erano circolate voci su una possibile candidatura di Ranucci con Alleanza Verdi e Sinistra (AVS). La componente politica che aveva invitato il giornalista a presentare un libro ha poi smentito l’ipotesi di una candidatura, precisando che l’invito riguardava la partecipazione a una manifestazione programmata a Roma e non un coinvolgimento elettorale.
All’interno del dibattito politico, sono emerse valutazioni contrastanti tra le varie forze, mentre altri soggetti hanno richiamato all’attenzione l’urgenza di non confondere iniziative culturali con scelte di natura politica, ribadendo la necessità di concentrare il confronto su programmi e contenuti.
Le autorità interne alla Rai e la Commissione Vigilanza Rai sono state sollecitate a fare chiarezza sulle ricostruzioni presentate e su eventuali iniziative procedurali. La vicenda resta in evoluzione e saranno eventuali approfondimenti formali a stabilire sviluppi ulteriori.



