(Adnkronos) – I raid della notte scorsa erano per "compromettere" e "distruggere" le capacità nucleari dell'Iran. Così il segretario alla Difesa Usa, Pete Hegseth, in un briefing al Pentagono. Le operazioni hanno "devastato" il programma nucleare di Teheran. Le ambizioni del programma "sono state annientate", ha detto Hegseth, aggiungendo che "l'ordine ricevuto dal nostro commander in chief era mirato, potente e chiaro". "Abbiamo devastato il programma nucleare iraniano, ma – ha precisato – va sottolineato che l'operazione non ha preso di mira truppe iraniane o la popolazione iraniana". Hegseth ha quindi parlato di "leadership coraggiosa e visionaria" di Trump e ha detto che "grazie" a questo e al "suo impegno per la pace attraverso la forza, sono state annientate le ambizioni nucleari dell'Iran". "Il presidente Trump ha detto no alle armi nucleari, vuole la pace e l'Iran dovrebbe seguire questa strada", sono state le parole del segretario alla Difesa Usa. Hegseth ha precisato che l'operazione in Iran non punta "al regime change", l'obiettivo non è un cambio di regime a Teheran. "Questa missione non era e non è stata per un regime change – ha detto – Il presidente ha autorizzato un'operazione mirata per neutralizzare le minacce ai nostri interessi nazionali rappresentate dal programma nucleare dell'Iran". "Tutte le nostre munizioni di precisione hanno colpito dove volevamo e hanno avuto l'effetto desiderato", ha aggiunto il segretario alla Difesa Usa. Riferendosi agli alleati degli Stati Uniti nella regione, Hegseth ai giornalisti ha spiegato: "Siamo stati rispettosi e abbiamo lavorato in collaborazione con loro". Quanto agli iraniani, ci sono "sia messaggi pubblici che privati trasmessi direttamente" che vengono passati tramite "molti canali", ha confermato il segretario alla Difesa, secondo il quale "gli iraniani capiscono perfettamente qual è la posizione americana". Gli iraniani sanno "esattamente quali passi possono fare per la pace e spero li facciano", ha proseguito, aggiungendo che è stata data loro "ogni occasione per venire al tavolo" dei negoziati. Da aprile sono stati cinque i round di difficili colloqui sul controverso programma nucleare dell'Iran. Il sesto round era atteso per domenica scorsa, annullato dopo l'inizio dell'escalation tra Israele e Iran il venerdì precedente. "Come ha detto, il presidente vuole la pace ed è necessario un accordo negoziato", ha detto ancora Hegseth. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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