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Apple punta su Google per la nuova Siri, accordo da 1 miliardo l’anno

(Adnkronos) – Apple ha deciso di non aspettare più. Come riportato da Mark Gurman di Bloomberg, l’azienda sarebbe vicina a finalizzare un accordo miliardario con Google per utilizzare un modello Gemini su misura, da 1,2 trilioni di parametri, una cifra che polverizza gli attuali modelli Apple e sottolinea il salto di potenza richiesto per la prossima versione di Siri. La trattativa, in corso da mesi e ora nella fase finale, consentirebbe ad Apple di integrare la tecnologia di Google nel restyling dell’assistente vocale, previsto con iOS 26.4 in uscita la prossima primavera. Internamente, il progetto ha due nomi: Glenwood per l’integrazione con Gemini, Linwood per il nuovo Siri. Apple avrebbe testato diversi modelli esterni, tra cui ChatGPT di OpenAI, in parte già integrato con iOS, e Claude di Anthropic. Alla fine, però, la decisione è caduta su Google: Gemini offre risultati più solidi, soprattutto nelle funzioni chiave di pianificazione e sintesi, quelle che permetteranno a Siri di capire contesto, prendere decisioni e coordinare azioni complesse tra app e servizi. La versione personalizzata di Gemini è un enorme salto avanti rispetto al modello da “soli” 150 miliardi di parametri utilizzato oggi nel cloud di Apple Intelligence. È un livello di potenza che cambia la percezione stessa dell’assistente: Siri non “risponde”, pianifica, organizza, sintetizza. Nonostante la portata dell’accordo, Apple non intende pubblicizzarlo: niente partnership dichiarate. Gemini sarà un fornitore invisibile, integrato dietro l’interfaccia del nuovo Siri. Apple manterrà il controllo dei dati grazie ai propri server Private Cloud Compute, che isoleranno Google dall’accesso alle informazioni degli utenti. Solo alcune funzioni di Siri passeranno da Gemini. Altre continueranno a essere basate sui modelli interni di Apple. Gurman racconta che Apple sta lavorando internamente a un proprio modello cloud da un trilione di parametri, con l’obiettivo di sostituire Gemini a partire dall’anno prossimo. Il problema è che Google sta correndo più veloce: il modello Gemini 2.5 Pro è in cima a quasi tutte le classifiche tecniche dei grandi modelli linguistici. Parallelamente, Apple è costretta a studiare soluzioni alternative per la Cina: nel Paese l'IA di Google è vietata, quindi si pensa a una combinazione di modelli interni più un filtro sviluppato con Alibaba. È al vaglio persino una collaborazione con Baidu. 
—tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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