Riepilogo dei principali segnali dell'indagine UILTuCS basata su dati Istat per il 2026
L’analisi dell’andamento occupazionale in Emilia-Romagna per il 2026, elaborata da UILTuCS su dati Istat, evidenzia una dinamica positiva nel comparto dei Servizi. Nel confronto annuo la regione registra un incremento complessivo di +71.000 occupati nel settore, risultato che deriva da una crescita femminile di +44.000 e maschile di +27.000. In questa sede usiamo il termine occupazione per indicare la somma dei lavoratori dipendenti e indipendenti coinvolti nel mercato.
Nel quarto trimestre del 2026 il rialzo è ancor più marcato: il saldo annuo relativo allo stesso periodo segna +84.000 lavoratori nei Servizi, con una componente femminile che pesa per +53.000 e una maschile per +31.000. Questo scostamento tra trimestre e media annuale è utile per comprendere le oscillazioni stagionali e l’accelerazione recente del mercato; qui il concetto di saldo definisce la differenza tra occupati nello stesso periodo dell’anno precedente.
Analizzando i due principali aggregati del comparto, emergono andamenti distinti. Il segmento Commercio, alberghi e ristoranti mostra un aumento annuo di +19.000 posti, mentre le Altre attività dei servizi contribuiscono con +52.000. Nel primo ambito la crescita è trainata maggiormente dalla componente maschile (+12.000 rispetto a +7.000 femminili), al contrario nelle Altre attività dei servizi il contributo femminile è prevalente (+37.000 contro +14.000 maschili). Qui il termine settore serve a distinguere le diverse macro-aree produttive incluse nell’insieme dei servizi.
Per avere un’idea degli stock, il rapporto segnala che nel complesso del Commercio, alberghi e ristoranti risultano occupate 426.000 persone, delle quali 211.000 sono donne (pari al 49,5% dell’occupazione settoriale). Nel gruppo delle Altre attività dei servizi si contano 944.000 lavoratori, con 551.000 donne che rappresentano il 58,4%. Questi numeri mostrano come la componente femminile sia più presente nelle attività terziarie specializzate; l’espressione incidenza di genere indica la quota percentuale delle donne sul totale occupato in ciascun settore.
La crescita occupazionale nel 2026 è ricondotta soprattutto ai dipendenti, che aumentano di +50.000, mentre gli indipendenti segnano un +21.000. Tra i dipendenti, il saldo settoriale vede un calo nel Commercio, alberghi e ristoranti (-3.000) e un consistente aumento nelle Altre attività dei servizi (+53.000); complessivamente l’incremento tra i dipendenti è attribuibile per +18.000 ai maschi e per +32.000 alle femmine. L’utilizzo di dipendenti e indipendenti distingue rispettivamente i lavoratori subordinati e gli autonomi.
Nelle Altre attività dei servizi il saldo positivo dei dipendenti (+53.000) è ripartito in +17.000 maschi e +37.000 femmine, mentre nel Commercio, alberghi e ristoranti la lieve contrazione di -3.000 dipendenti è attribuita interamente a una riduzione delle lavoratrici (-4.000). Il report riporta inoltre due insiemi di dati addizionali relativi a distribuzioni per genere nei sottogruppi: nel primo settore sono segnalate 468.000 donne e 288.000 uomini, mentre nel secondo settore si indica la presenza di 132.000 uomini e 157.000 donne, dati che integrano il quadro complessivo e talvolta riflettono archi diversi dell’analisi.
Nel disaggregato del IV trimestre 2026 emerge una forte espansione delle Altre attività dei servizi (+82.000) e un lieve aumento nel Commercio, alberghi e ristoranti (+2.000). Nel primo aggregato il contributo è di +31.000 maschi e +51.000 femmine; nel secondo settore il miglioramento risulta concentrato sulla componente femminile. I valori di stock per il trimestre indicano 422.000 occupati nel Commercio, alberghi e ristoranti (211.000 donne, 50% dell’occupazione settoriale) e 951.000 nei servizi residui, con 558.000 donne (58,7%). La nozione di disaggregazione serve a scomporre il totale in voci significative per approfondire tendenze specifiche.
Per il trimestre la crescita è spiegata sia dagli indipendenti (+50.000) sia dai dipendenti (+34.000). Tra i dipendenti il saldo è composto da una forte riduzione nel Commercio, alberghi e ristoranti (-39.000) e da un aumento nelle Altre attività dei servizi (+73.000), quest’ultimo attribuibile a +24.000 donne e +10.000 uomini. Anche gli indipendenti mostrano un aumento suddiviso in +21.000 maschi e +29.000 femmine. Il rapporto dettaglia inoltre che nelle Altre attività dei servizi i dipendenti crescono di +73.000 (di cui +27.000 maschi e +46.000 femmine), mentre nel Commercio, alberghi e ristoranti la flessione di -39.000 dipendenti si suddivide in -17.000 maschi e -22.000 femmine; infine sono riportati stock specifici: nel primo settore 473.000 donne e 304.000 uomini, nel secondo 146.000 donne e 125.000 uomini.
Fonte: elaborazioni della UILTuCS su dati Istat. Per consultare l’analisi completa è disponibile il documento integrale in formato PDF con l’Indagine Mercato del Lavoro 2026.
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