Nel mese di novembre 2026, l’ISTAT ha rilasciato una nota mensile riguardo l’andamento dell’occupazione in Italia, evidenziando alcuni punti critici e tendenze significative nel mercato del lavoro. I dati presentati non sono incoraggianti per alcune categorie di lavoratori, tra cui donne, dipendenti a termine e autonomi, così come per specifiche fasce d’età.
Panoramica generale sulla situazione occupazionale
Il tasso di occupazione ha subito una lieve flessione dello 0,1%, portandosi al 62,6%. In termini numerici, questo equivale a una diminuzione di circa 34 mila unità nel numero di occupati. Le categorie più colpite includono le persone di età compresa tra 15 e 24 anni e quelle tra 35 e 49 anni.
Analisi della disoccupazione
La situazione della disoccupazione ha mostrato un trend di riduzione, con un calo complessivo dello 0,1% che ha portato il tasso al 5,7%. Una buona notizia è rappresentata dalla diminuzione della disoccupazione giovanile, che si attesta al 18,8%, con una significativa riduzione di 0,8 punti.
Incremento degli inattivi e confronto con i trimestri precedenti
Un aspetto preoccupante è l’aumento degli inattivi, che ha registrato un incremento dello 0,6%, corrispondente a 72 mila unità. Questo fenomeno interessa sia uomini che donne e quasi tutte le classi di età, tranne quella dei 25-34 anni, dove si è osservato un calo.
Confrontando i dati con il trimestre precedente, da giugno ad agosto, si è registrato un aumento degli occupati dello 0,3%, confermando un trend positivo già emerso a luglio. Parallelamente, la ricerca di lavoro ha subito una contrazione del 3,1%, corrispondente a circa 48 mila unità.
Confronti annuali
Se si considera il periodo tra novembre 2025 e novembre 2026, il numero degli occupati è aumentato dello 0,7%, mentre il tasso di occupazione è cresciuto di 0,3 punti su base annua. Anche il numero di persone in cerca di lavoro è diminuito significativamente, con una flessione del 6,7%, pari a 106 mila unità.
Prospettive future
Sebbene ci siano segnali di miglioramento, come la diminuzione della disoccupazione giovanile e l’aumento degli occupati, permangono sfide significative. Le categorie più vulnerabili, come donne e lavoratori autonomi, continuano a subire gli effetti di un mercato del lavoro in evoluzione. È fondamentale monitorare queste tendenze per garantire un miglioramento sostenibile della situazione occupazionale in Italia.