Il nuovo accordo tra Regno Unito ed Unione Europea, siglato nel 2025, prevede la riammisssione del Regno in Erasmus+ a partire dal 2027. Dopo un decennio di isolamento, gli studenti europei potranno di nuovo scambiare esperienze accademiche a Londra senza le barriere erette dal programma britannico Turning Scheme, che consentiva solo i viaggi in uscita.
Rientro del Regno Unito in Erasmus+ e le principali agevolazioni
Il più grande cambiamento riguarda l’abolizione delle international tuition fees: gli studenti provenienti dall’UE non dovranno più pagare le tasse universitarie per periodi di studio compresi tra tre e dodici mesi, la durata massima consentita dal programma. Inoltre, la procedura per ottenere il visto di scambio è stata snellita: le application vengono elaborate in tempi molto più brevi e la burocrazia è stata ridotta al minimo indispensabile.
Un ulteriore vantaggio è il ripristino del finanziamento per vitto e alloggio da parte dei fondi europei. Questo supporto è fondamentale per gli studenti provenienti da contesti economici svantaggiati, rendendo l’esperienza più democratica e accessibile a una platea più ampia. Il ritorno in Erasmus+ ridà al Regno Unito la capacità di attrarre giovani talenti da tutta Europa.
Lavorare in Regno Unito dopo gli studi: il Graduate Visa
Chi termina gli studi con un Student Visa può ora chiedere il Graduate Visa, un permesso di soggiorno di 18 mesi (o tre anni per i dottorandi) che non richiede un’offerta di lavoro preliminare. Questa novità rende praticabile la ricerca di occupazione o l’avvio di un’attività autonoma subito dopo la laurea, eliminando la dipendenza da sponsor aziendali.
Norme sul distacco e lavoro all’estero
Secondo le indicazioni dell’Associazione dei Piccoli Imprenditori, le regole variano a seconda della destinazione. Nell’Unione europea il distacco è generalmente limitato a periodi predeterminati, mentre negli stati extra-UE i requisiti dipendono da accordi bilaterali e dalle normative fiscali locali. Superati i limiti temporali, il lavoratore può essere considerato residente fiscale nel Paese ospitante e, di conseguenza, obbligato a dichiarare i redditi all’estero.
Il modello del “nomade stanziale”: la carriera di Piero Formica
Piero Formica, professore di 83 anni residente a Bologna, incarna il concetto di nomade stanziale. Dopo la laurea con lode in Scienze politiche a Messina, ha intrapreso una carriera internazionale che lo ha portato da Cambridge a Parigi, passando per l’OCSE e, più recentemente, la Maynooth University in Irlanda, dove è professore di ricerca dal 2009.
Formica attribuisce il proprio successo a tre fattori: etica, merito e reputazione. Egli racconta di aver segnalato a un collega un giovane del Politecnico di Milano, il quale, grazie a quella raccomandazione, è passato da uno stage in Irlanda a una posizione di professore junior in appena tre anni. Per lui, la mancanza di modelli accademici in Italia spinge i giovani talenti a cercare opportunità all’estero, dove le valutazioni si basano sul valore reale del lavoro svolto.



