(Adnkronos) – Nel 2025, in Italia, 33 bambini tra 0 e 14 anni hanno perso la vita in incidenti stradali, quattro in più rispetto al 2024, secondo i dati Aci-Istat. Numeri che richiamano l’attenzione sulla necessità di rafforzare la prevenzione e promuovere comportamenti responsabili per proteggere i più piccoli. E’ in questo contesto che si è svolta oggi, presso la Camera dei Deputati, nella Sala Matteotti di Palazzo Theodoli, la presentazione della terza edizione della Settimana della sicurezza del bambino in auto, promossa da Unasca-Unione nazionale autoscuole e studi di consulenza automobilistica, insieme al Centro Studi Cesare Ferrari, in programma dal 2 all’8 novembre 2026. L’iniziativa, patrocinata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e da Anci, punta a coinvolgere genitori, nonni e famiglie in una campagna nazionale di sensibilizzazione sulla sicurezza dei bambini durante gli spostamenti in automobile, con particolare attenzione al corretto utilizzo dei seggiolini e dei sistemi di ritenuta.
”Sulle strade nel 2025 abbiamo avuto 162 morti in meno. Un dato significativo per il Codice della strada ma è un punto di partenza, non di arrivo”. A dirlo il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Matteo Salvini. “Il rischio – avverte – è l’assuefazione cioè tutti attenti il primo anno del nuovo Codice per poi tornare al punto di partenza” Il ministro aggiunge inoltre che “il quiz per prendere la patente va rivisto e aggiornato entro il 2026. Bisogna trovare un equlibrio tra le ore di lezione e le tasche delle famiglie”.
“La sicurezza stradale – ha dichiarato Alfredo Boenzi, segretario nazionale autoscuole Unasca – non si costruisce soltanto attraverso le norme e le sanzioni, ma soprattutto attraverso la formazione e la consapevolezza dei rischi. Proteggere i bambini è una responsabilità collettiva che parte dai comportamenti quotidiani degli adulti. Le autoscuole, con la loro rete capillare di insegnanti e istruttori, svolgono un ruolo fondamentale nell’educare i conducenti alla responsabilità e alla prevenzione. Per questo è necessario investire in una formazione qualificata e nell’aggiornamento continuo di chi guida”.
Dal 2 all’8 novembre, le autoscuole e gli studi di consulenza automobilistica aderenti saranno protagonisti, su tutto il territorio nazionale, di incontri informativi, dimostrazioni pratiche e attività di sensibilizzazione rivolte alle famiglie, anche attraverso iniziative nelle scuole e il coinvolgimento delle amministrazioni comunali. Particolare attenzione sarà dedicata all’utilizzo corretto dei seggiolini, alla scelta dei dispositivi adeguati all’età e alle caratteristiche dei bambini e ai comportamenti da adottare durante ogni spostamento, anche nei tragitti più brevi. L’obiettivo è valorizzare le autoscuole come punti di riferimento per le famiglie, capaci di offrire informazioni, indicazioni pratiche e strumenti di prevenzione.
“Con la terza edizione della Settimana della sicurezza del bambino in auto – ha aggiunto Boenzi – Unasca rinnova un impegno che, anche grazie alla collaborazione con Anci, vogliamo portare nelle città, nelle scuole e tra le famiglie.Il nostro obiettivo è chiaro: zero morti, zero feriti tra i bambini in auto. Perché la sicurezza non può essere il tema di una sola settimana, ma deve diventare un impegno quotidiano”. La campagna intende contribuire a diffondere una cultura della responsabilità condivisa, nella consapevolezza che la protezione dei più piccoli richiede conoscenza, formazione e attenzione costante da parte degli adulti.
“Il ministro Salvini – sottolinea – oggi ci ha chiesto di come associazione di categoria di aiutarlo nel raggiungere prima della fine della legislatura la revisione degli esami per il conseguimento della patente. Noi siamo pronti con un progetto che serve per modificare sia il percorso formativo all’interno delle nostre autoscuole sia l’esame finale. Abbiamo studiato percorsi più consoni e innovativi anche con l’introduzione di sistemi tecnologici che servono ad aiutare coloro che vengono nelle nostre strutture e anche a cambiare il modo di fare formazione per il conseguimento della patente”.
“Questo governo – ha detto il vice presidente della Camera, Fabio Rampelli – ha avuto un’attenzione particolare verso i temi della sicurezza stradale, adottando un approccio diverso per preservare la vita in quanto tale. C’è stata molta attenzione al coefficiente di disattenzione e all’uso del cellulare alla guida che influisce negativamente sul quoziente intellettivo. E’ di Giorgia Meloni (allora deputata di Fratelli d’Italia ndr)- sottolinea – la prima firma all’obbligo di utilizzo dei dispositivi anti-abbandono per i bambini di età inferiore a 4 anni trasportati in seggiolino auto è entrato in vigore il 7 novembre 2019. Stiamo facendo ogni sforzo per cercare di mettere ordine tra l’umano e il post umano e non abbiamo trovato ancora la chiave, soprattutto tra le nuove generazioni. Inoltre la sicurezza del bambino in auto è affidata totalmente agli adulti. La norma e la tecnologia non bastano, mai abbassare la guardia anche nei piccoli tragitti. La sicurezza non va in vacanza e non conosce le distanze minime”.
“La responsabilità della vita dei bambini alla guida – sottolinea Stefano Locatelli, vicepresidente Anci – passa per gli adulti. Con il nuovo Codice della strada sono diminuite le vittime, ma le amministrazioni comunali tengono alta l’attenzione. L’impegno di Anci è la collaborazione con il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e con il progetto di Mobilità sicura realizzato con il dipartimento per le Politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei ministri e con Upi. Anci ha inoltre siglato il protocollo d’intesa con Unasca e l’Associazione Gabriele Borgogni per promuovere la sicurezza stradale nelle aree urbane. Non dimentichiamo che oltre il 73% degli incidenti stradali avviene sulle strade urbane e oltre il 65% è rilevato dalle Polizie locali. I Comuni sono in prima linea perché conoscono il territorio: possono intervenire sulla qualità e sulla sicurezza degli spazi pubblici, sulla mobilità quotidiana e sulla protezione degli utenti più vulnerabili. Le Polizie locali svolgono un ruolo essenziale sia nei controlli sia nella prevenzione e nell’educazione stradale. Nel 2024, secondo i dati Anci, dei 149 Comandi nei Comuni capoluogo e nei Comuni con più di 50mila abitanti, il 61% ha costituito nuclei per svolgere attività di educazione stradale”.
“Con Unasca – ricorda Lucia Vecere, ufficio mobilità e sicurezza stradale Aci – abbiamo collaborato tanto sul tema della sicurezza stradale. L’Aci porta avanti attività di informazione e sensibilizzazione anche con il progetto TrasportACI Sicuri. L’obiettivo principale di TrasportACI Sicuri è quello di sensibilizzare e informare gli adulti sui comportamenti corretti da tenere in auto per un trasporto sicuro dei bambini attraverso incontri formativi ed informativi. Gli incontri sono stati erogati con il supporto di presentazioni in power point per mostrare i giusti comportamenti alla guida di un veicolo, onde permettere maggiore consapevolezza sulle possibili conseguenze derivanti dal mancato rispetto delle norme. Inoltre, attraverso l’analisi delle principali marche e tipologie di seggiolini per auto presenti sul mercato, si è offerto agli interessati una scheda di natura tecnica per consentire una scelta ‘ragionata’ in ottica di incremento della sicurezza. Tipologia delle informazioni veicolate: norme del codice della strada, nozioni di dinamica, normativa su omologazione seggiolini, tipologia seggiolini, consigli sulle modalità di installazione dei seggiolini.
“Nonostante gli impegni profusi da tutti per la sicurezza stradale – sostiene Fausto Fedele, direttore generale per la Sicurezza Stradale e l’Autotrasporto presso il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – purtroppo i dati non ci rassicurano. Abbiamo realizzato uno spot – ha ricordato – per sensibilizzare sul tema, stiamo organizzando un webinar presso il Ministero e progetti formativi nelle scuole”.
“Proteggere i nostri bambini quando si viaggia è sicuramente il modo migliore per garantire il nostro futuro, perché i bambini sono il nostro futuro. Per questo l’informazione per promuovere la sicurezza stradale è preziosa e deve essere trasversale, sistematica e deve passare attraverso tutte le Istituzioni che si occupano di sicurezza, ma anche attraverso la scuola, la Polizia di Stato”. A dirlo all’Adnkronos/Labitalia Luciana Baron, primo dirigente della Polizia di Stato, a margine della presentazione . “Ogni istituzione – sottolinea – deve apportare un proprio contributo prezioso. E’ un modo per essere consapevoli, per capire che ogni attimo, quel click che dura pochi secondi può salvare la vita”.
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