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25 Ottobre 2026

Occupazione privata in Veneto: crescita di 62.800 unità nel 2026

Il mercato del lavoro veneto registra +62.800 nuove occupazioni, ma settembre chiude in rosso

Occupazione privata in Veneto: crescita di 62.800 unità nel 2026

Nel periodo compreso tra gennaio e settembre 2026 il mercato del lavoro privato in Veneto ha aggiunto 62.800 unità occupazionali. Si tratta di un incremento inferiore rispetto alla media registrata dal 2021, ma comunque significativo in un contesto di rallentamento generale. La dinamica è stata influenzata da fattori stagionali, tra cui la conclusione anticipata della stagione turistica estiva e il trasferimento delle assunzioni tipiche della vendemmia da settembre ad agosto.

Il mese di settembre ha chiuso con un saldo negativo di 9.200 posti, peggiorando rispetto al -2.400 osservato nello stesso periodo del 2025. L’anticipazione della stagione vitivinicola ha spinto le aziende a assumere prima, ma ha anche generato un aumento del 3 % nelle cessazioni nel mese di chiusura, accentuando il risultato retroattivo.

Andamento complessivo gennaio-settembre 2026

Nel totale dei primi nove mesi, le cessazioni hanno raggiunto 436.000 casi, con un incremento del 3 % rispetto all’anno precedente. Il trend è trainato soprattutto da rapporti a tempo determinato in scadenza (+7 %), mentre le dimissioni sono leggermente calate (-2 %) e i licenziamenti collettivi sono diminuiti dell’11 %.

Nuove assunzioni e tipologie contrattuali

Le assunzioni complessive sono salite del 2 % arrivando a 498.900 posizioni. Di queste, 384.400 sono contratti a tempo determinato, in crescita del 3 % rispetto al 2025, con un saldo netto positivo di +49.900 unità, superiore al +48.200 dell’anno precedente. Al contrario, il settore a tempo indeterminato registra un calo, con un saldo di +15.000 rispetto ai +20.500 del 2025, a causa di una diminuzione del 3 % nelle nuove attivazioni e del 5 % nelle trasformazioni/qualificazioni. L’apprendistato ha chiuso con -2.100 unità, migliorando comunque rispetto al -2.300 del 2025.

Andamento provinciale

Le province non hanno mostrato un andamento uniforme. Tre province hanno registrato una flessione nelle assunzioni: Treviso (-5 %), Rovigo (-2 %) e Padova (-1 %). Anche Vicenza ha chiuso con una leggera perdita del 1 %. Al contrario, Venezia ha registrato una crescita del 7 %, trainata da contratti di breve durata nel settore cinematografico avviati all’inizio dell’anno. Belluno e Verona, entrambe ospiti di eventi legati ai Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina, hanno comunque registrato incrementi del 2 %.

Settori economici e tipologie di contratto

Il saldo occupazionale per i macro-settori è rimasto positivo. L’agricoltura ha aggiunto +16.100 posti (meno rispetto ai +18.500 del 2025), l’industria +7.800 (contro i +9.400 dell’anno scorso) e i servizi +38.900, quasi identico al +38.400 del 2025. Il decremento nei settori primario e secondario è dovuto principalmente a una riduzione del 5 % e del 2 % nelle assunzioni. Nel settore industriale, il calo più marcato (-8 %) è stato osservato negli avvii nell’edilizia, limitando il saldo a +2.300 rispetto ai +4.500 del 2025.

Il comparto metalmeccanico registra un saldo di +2.600, con un aumento del 3 % delle assunzioni, specialmente nella produzione di apparecchi meccanici (+5 %), molto richiesti per le infrastrutture legate all’intelligenza artificiale. Anche il made in Italy ha chiuso positivo (+1.900), grazie a una crescita del 2 % delle attivazioni, ad eccezione della concia (-15 %) e del legno-mobilio (-1 %).

Nel terziario le assunzioni sono aumentate del 4 %, confermando il ruolo trainante della regione. Crescita si è vista in turismo, commercio al dettaglio, logistica, servizi di pulizia e finanziari, mentre sono calati commercio all’ingrosso, sanità, attività professionali e servizi informatici.

Per chi desidera approfondire i dati completi relativi a settembre e all’intero 2026, è possibile consultare la Bussola di Veneto Lavoro sul portale /la-bussola.

Andrea Innocenti
Autore

Andrea Innocenti

Andrea Innocenti ha coordinato dall'estero il rientro di una cronista napoletana durante una crisi diplomatica, gestendo contatti con consolati; è corrispondente esteri che definisce linee editoriali sulla geopolitica. Nato a Napoli, parla dialetto locale e mantiene rapporti con ONG partenopee.