Per l’anno scolastico 2026/27 il panorama delle supplenze è stato nuovamente riorganizzato con una serie di provvedimenti che interessano docenti, dirigenti e enti locali. Tra i punti più rilevanti troviamo la pubblicazione del bollettino X turno, i dati sulla copertura delle cattedre grazie ai concorsi finanziati dal PNRR e le novità emerse durante il tavolo tecnico del 16 ottobre.
Bollettino X turno: scadenze, obblighi e sanzioni
Il bollettino del X turno è stato pubblicato il 14 ottobre 2026 e contiene le assegnazioni definitive per tutti i posti – interi e a spezzoni – della provincia di Padova. I docenti selezionati devono prendere servizio entro venerdì 16 ottobre 2026 alle ore 08:00; qualora non fosse possibile, è ammesso un differimento soltanto se formalmente concordato e documentato dalla scuola di destinazione. Il mancato rispetto di tale scadenza comporta la decadenza dall’incarico e l’applicazione delle sanzioni previste dall’articolo 15 dell’ordinanza del 16 febbraio 2026.
Chi decidesse di rinunciare all’incarico può farlo direttamente tramite la procedura informatizzata indicata nella e-mail di avviso. I dirigenti scolastici, una volta conseguita la presa di servizio, sono tenuti a stipulare il contratto a tempo determinato, tenendo conto di clausole particolari per i titolari di riconoscimento conseguito all’estero. Inoltre, entro tre giorni lavorativi dall’assunzione, le scuole devono avviare le verifiche delle dichiarazioni presentate dagli aspiranti, garantendo la massima trasparenza e correttezza del processo.
Occupazione docente: dati PNRR e copertura delle cattedre
Il ministero dell’Istruzione e del Merito ha diffuso le statistiche relative alle immissioni in ruolo per il 2026/27. Su 46 642 assunzioni autorizzate dal MEF, ne sono state confermate 34 786, comprensive di posti comuni e di sostegno. A questi vanno aggiunti 3 178 contratti a tempo determinato per la prima fascia di supporto, già destinati a conferma in ruolo nel 2027/28, e 1 495 contratti firmati da docenti di scuole secondarie in attesa di abilitazione. Il totale raggiunge 39 459 posti coperti, pari all’84 % delle cattedre libere, un risultato che supera di gran lunga la media degli ultimi quinquennio.
Differenze regionali
Le percentuali di copertura variano significativamente: in alcune regioni del Sud e in Toscana si registra il 100 % (e in alcuni casi anche oltre per effetto di ricalcoli), mentre in Lombardia la copertura è solo del 64,5 %, in Liguria del 70,6 % e in Friuli-Venezia Giulia del 74,5 %. Queste disparità evidenziano la persistente difficoltà dei docenti provenienti da graduatorie piene nel Sud a spostarsi al Nord, nonostante le misure di agevolazione abitativa previste dal Piano Casa.
Un aspetto critico resta il livello di precarietà nel settore del sostegno. Dopo il ciclo di immissioni, rimangono 7 100 posti scoperti e, sommando le 118 000 supplenze assegnate al 31 agosto, il numero di contratti a tempo determinato supera i 125 000, con la previsione di arrivare a 140-150 000 entro fine anno. La trasformazione di parte di questi incarichi in organico di diritto è ritenuta indispensabile per ridurre la dipendenza da collaboratori precari.
Tavolo tecnico 16 ottobre 2026: novità sulla piattaforma INS e caso pratico
Il 16 ottobre 2026 si è tenuta la seconda riunione del tavolo tecnico tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito e le principali organizzazioni sindacali. È stato confermato che le sanzioni per le supplenze non accettate rimarranno in vigore, allo scopo di scoraggiare le rinunce improvvise. I sindacati hanno chiesto una semplificazione della procedura digitale; in risposta, il Ministero ha annunciato l’introduzione di aggiornamenti alla piattaforma INS, tra cui l’aggregazione automatica degli spezzoni di orario, criteri più stringenti per la prossimità geografica tra i plessi e un limite massimo di sedi aggregabili per ciascuna cattedra. Inoltre, sarà pubblicato un report settimanale per garantire massima trasparenza sulle graduatorie d’istituto e sulle supplenze ancora aperte.
Il caso di Tommaso Cerpelletti
Il medesimo giorno, a Paratico (BS), il comprensorio scolastico di Iseo ha contattato Tommaso Cerpelletti, studente triennale di Matematica presso l’Università Cattolica di Brescia, chiedendogli di coprire due ore di lezione con preavviso di un’ora. Accettata la proposta, il giovane ha firmato il contratto in pochi minuti e si è trovato a gestire una classe di ragazzi di 11-13 anni su un capitolo di scienze mai studiato prima. L’intervento è stato possibile grazie all’interpello disciplinato dall’Ordinanza 88/2024, che consente alle scuole, esaurite le liste provinciali, di ricorrere a candidati fuori graduatoria o anche a studenti universitari, senza attribuire punteggio fino al conseguimento del titolo.
Il contrasto è evidente: per diventare docente di ruolo è necessario possedere una laurea magistrale, 60 crediti in un corso abilitante, superare un concorso (costi superiori a 2 500 €), mentre l’interpello permette a un terzo anno di università di insegnare con un preavviso di pochi minuti, senza tutor o formazione specifica. Con oltre 200 000 supplenti ogni anno – circa un docente su quattro – il ricorso a figure non qualificate evidenzia la tensione tra la necessità di coprire posti vacanti e la garanzia di competenze adeguate. Il dibattito al tavolo tecnico e il caso di Tommaso sottolineano la urgenza di rivedere sia le sanzioni sia le procedure di selezione, per allineare requisiti di ruolo ed emergenze operative.



