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9 Ottobre 2026

Bancarrota da quasi 80 milioni, 6 arresti e 42 milioni sequestrati

Scandalo finanziario da quasi 80 milioni svela stipendi fittizi, arresti a Cagliari e sequestri per 42 milioni

Bancarrota da quasi 80 milioni, 6 arresti e 42 milioni sequestrati

Una delle più rilevanti indagini penali degli ultimi anni ha portato alla luce un crac da quasi 80 milioni di euro gestito da una società di lavoro temporaneo presente in sette regioni italiane. La Guardia di Finanza di Cagliari, su richiesta della Procura della Repubblica, ha scoperto un complesso meccanismo di frode che ha coinvolto familiari, dipendenti e numerosi prestanome.

Struttura della rete di società fantasma

Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, l’impresa aveva creato undici società satellite due delle quali con sede in Romania. Queste entità venivano utilizzate come canali per trasferire risorse dalla casa madre a società apparentemente indipendenti, dove i soldi venivano registrati come ricavi regolari. L’obiettivo era duplice: nascondere l’effettiva insolvenza e impedire la liquidazione giudiziale.

Stipendi gonfiati ai familiari

Il direttore di fatto della società, insieme ai successivi amministratori, aveva disposto il pagamento di compensi estremamente superiori alla media a favore di dipendenti appartenenti al proprio nucleo familiare. Tali stipendi, spesso più del doppio rispetto al mercato, erano giustificati da contratti fittizi e servivano a trasferire liquidità fuori dal bilancio aziendale.

Fatturazioni fittizie e trasferimenti illeciti

Parallelamente, le indagini hanno evidenziato l’emissione di fatture per servizi inesistenti o duplicate. Questi costi falsati consentivano di giustificare il flusso di denaro verso le società satellite, dove venivano poi contabilizzate come ricavi legittimi. Il risultato è stato lo spostamento di circa 78 milioni di euro fuori dal patrimonio della società prima della sua liquidazione.

Impatto sui lavoratori e sul fisco

I creditori principali risultano essere i lavoratori somministrati impiegati in settori quali la grande distribuzione, l’edilizia, la logistica e le costruzioni meccaniche. Per quasi 65 milioni di euro di contributi previdenziali non sono stati versati, lasciando i dipendenti privi di copertura e con crediti pendenti. L’intera esposizione debitoria della società ammonta a circa 118 milioni di euro con una grave compromissione del sistema contributivo.

Operazione della Guardia di Finanza e misure cautelari

Le autorità hanno messo in atto un vasto blitz che ha interessato otto province italiane: Cagliari, Sulcis-Iglesiente, Nuoro, Belluno, Pisa, Livorno, Roma e Potenza. In totale sono state eseguite 26 perquisizioni presso abitazioni private e sedi societarie, con il sequestro di denaro, quote societarie e decine di immobili per un valore complessivo di circa 42 milioni di euro.

Per quanto riguarda i responsabili, sei persone hanno subito arresti domiciliari con braccialetto elettronico mentre altri cinque sono tenuti a presentarsi quotidianamente alla polizia giudiziaria. Complessivamente, quattordici soggetti risultano indagati per bancarotta e autoriciclaggio.

Le attività di sequestro e la messa sotto sequestro preventivo dei beni rappresentano la speranza di ottenere un futuro ristoro per i creditori anche se la difformità patrimoniale è di gran lunga superiore al valore attualmente sequestrato. La vicenda rimane aperta a ulteriori accertamenti giudiziari, con la presunzione di innocenza che tutelerà tutti gli indagati fino a eventuale sentenza definitiva.

Andrea Innocenti
Autore

Andrea Innocenti

Andrea Innocenti ha coordinato dall'estero il rientro di una cronista napoletana durante una crisi diplomatica, gestendo contatti con consolati; è corrispondente esteri che definisce linee editoriali sulla geopolitica. Nato a Napoli, parla dialetto locale e mantiene rapporti con ONG partenopee.