Nel cuore dell’area SNAI (Strategia Nazionale Aree Interne) il Comune di Edolo ha assunto un ruolo di riferimento nazionale grazie all’avvio dell’Hub Giovani per le professioni della montagna. Dopo un lungo percorso di analisi dei bisogni, l’iniziativa, promossa da ANCI Lombardia su mandato di ANCI Nazionale ha selezionato Edolo come sede permanente per i prossimi tre anni, ponendo le basi per una rete di competenze, risorse e modelli replicabili su scala territoriale.
Il progetto e i soggetti coinvolti
Il punto di partenza è stato uno studio approfondito condotto da Lucia Coradi consulente di orientamento, che ha intervistato giovani residenti e nuovi arrivati nelle zone montane. Il risultato ha evidenziato due tendenze contrapposte: da un lato l’emigrazione giovanile, dall’altro l’interesse di nuovi profili verso le opportunità offerte dal territorio. ANCI Lombardia in stretta collaborazione con il Polo UNIMONT dell’Università degli Studi di Milano ha così definito tre tipologie di professioni: quelle tradizionali di montagna, quelle nate grazie allo smart working e quelle che operano fisicamente sul territorio.
Le istituzioni al centro della trasformazione
Durante il convegno conclusivo, tenutosi nella Casa dei Comuni di Edolo, Giacomo Ghilardi vicepresidente di ANCI Lombardia, ha sottolineato che il progetto rappresenta un “passaggio di testimone” da parte dell’associazione verso il territorio. Ha ricordato che la sfida non è solo contrastare lo spopolamento, ma investire in un luogo ricco di foreste, risorse energetiche, attività tradizionali e innovazioni. Simona Elmo responsabile delle politiche giovanili, ha ribadito che la rete di Informagiovani garantirà servizi concreti e finanziamenti ministeriali per sostenere i giovani.
Attività concrete e risultati finora raggiunti
Tra le azioni operative, la staffetta virtuale organizzata da ANCI Lombardia ha coinvolto giovani under 35, imprenditori, artigiani e rappresentanti delle associazioni locali. Il 23 settembre a Edolo si è svolta una tavola rotonda in cui Anna Giorgi professoressa di UNIMONT, ha illustrato la rete di collaborazione tra università, imprese e amministrazioni. Sono state presentate iniziative come i “Saloni dell’orientamento”, le “Job week” e la partecipazione alle fiere del lavoro, volte a facilitare l’incontro tra domanda e offerta.
Formazione e ricerca al servizio della montagna
Il polo UNIMONT, riconosciuto a livello internazionale, offre corsi di laurea focalizzati sulla tutela e valorizzazione delle aree alpine. Gli studenti, provenienti da tutta Europa, partecipano a laboratori di ricerca che studiano sostenibilità ambientale, gestione forestale e tecnologie per il smart working in zone remote. Luca Masneri sindaco di Edolo, ha evidenziato come, grazie a questi percorsi, i giovani possano trovare motivi concreti per restare o tornare in montagna, contribuendo a una “nuova etica del lavoro”.
Prospettive future e ruolo della Regione Lombardia
Il Sottosegretario regionale Federica Picchi ha concluso l’incontro ricordando che la montagna non deve più essere vista solo come zona di assistenza, ma come territorio d’investimento. Le politiche attuali mirano a trasformare l’eredità dei Giochi Invernali Milano-Cortina 2026 in opportunità strutturali per le aree alpine, puntando su nuove professioni e smart working. L’obiettivo è creare condizioni di attrattività, lavoro e sviluppo sostenibile, con Edolo al centro di questo cambiamento.
La continuità dei finanziamenti, la collaborazione tra i 1500 comuni lombardi e la volontà di garantire percorsi di studio adeguati fanno di questo progetto un punto di riferimento per le future generazioni che vogliono costruire una carriera nella montagna.



