Il corso di diritto del lavoro del pubblico impiego per l’anno accademico 2026-27 è stato pensato per fornire agli studenti una visione completa delle normative, delle prassi e delle dinamiche sindacali presenti nelle amministrazioni pubbliche. Con un totale di 54 ore didattiche, la materia combina moduli asincroni, sincroni e attività interattive, garantendo un equilibrio tra teoria e applicazione pratica.
Struttura temporale e tipologia delle lezioni
Le 54 ore si suddividono in 27 ore di didattica erogativa asincrona fruibili attraverso video-lezioni e slide scaricabili; 6 ore di didattica sincrona previste per webinar in tempo reale e incontri frontali con i docenti; infine 21 ore di didattica interattiva organizzate come e-tivity, forum di discussione e laboratori pratici. Il calendario prevede anche momenti di ricevimento in presenza, indicati regolarmente nella bacheca della materia.
Obiettivi formativi e competenze chiave
Al termine del percorso, lo studente dovrà dimostrare una solida comprensione delle problematiche teoriche e pratiche legate al rapporto di lavoro pubblico, sapendo analizzare sentenze, atti normativi e contratti collettivi. Sarà in grado di distinguere, correlare e interpretare autonomamente le fonti, di costruire argomentazioni persuasive per risolvere casi concreti e di comunicare efficacemente con interlocutori specialisti.
Le competenze acquisite aprono sbocchi professionali quali dirigente o responsabile delle risorse umane nella PA, avvocato del lavoro, magistrato del lavoro o giurista specializzato. Il corso,
Programma dettagliato: dalla contrattazione al diritto sindacale
Il programma è articolato in due macro-aree. La prima parte, “Contratto e rapporto di lavoro”, esplora l’evoluzione normativa dal 1983 al presente, il Testo Unico del Pubblico Impiego, le procedure di reclutamento, la varietà dei contratti atipici, le questioni di orario, ferie, sicurezza, trattamento economico e potere disciplinare. Inoltre, vengono trattati gli aspetti legati al transito del personale tra amministrazioni e alla cessazione del rapporto, inclusi i diversi tipi di licenziamento.
La seconda sezione, “Diritto sindacale”, analizza la contrattazione collettiva, le clausole di salvaguardia, la rappresentatività sindacale, le procedure negoziali, il diritto di sciopero e la condotta antisindacale. Non sono richieste propedeuticità formali, ma è consigliabile aver superato i corsi di diritto privato e costituzionale.
Metodologia didattica e strumenti di apprendimento
Il percorso utilizza una piattaforma e-learning che mette a disposizione un “pacchetto” completo di video-lezioni, slide scaricabili e dispense sintetiche. L’interazione avviene sia in modalità asíncrona via e-mail, sia in tempo reale tramite webinar tematici e chat. Periodicamente, i docenti organizzano sessioni di riepilogo in cui gli studenti possono porre domande su concetti complessi o su casi pratici.
Le e-tivity sono progettate per stimolare la collaborazione tra pari, favorendo la discussione di problemi proposti dal docente e la condivisione di soluzioni. In caso di esigenze particolari, è possibile richiedere al docente percorsi di approfondimento personalizzati, culminanti in una relazione scritta che sostituisce la parte introduttiva dell’esame orale.
Valutazione finale e criteri di superamento
L’esame conclusivo è una prova orale che prevede almeno due domande a risposta aperta, una su ciascuna delle due parti del programma. L’esaminatore può aggiungere ulteriori quesiti per verificare la preparazione generale. Per superare l’esame occorre raggiungere un punteggio minimo di 18/30, dimostrando padronanza sia dei contenuti contrattuali che di quelli sindacali.
Il voto massimo di 30/30 e lode è riservato a chi presenta una conoscenza eccellente, capacità di argomentare con rigore e originalità, e un giudizio critico avanzato. La partecipazione alle e-tivity e, facoltativamente, la presentazione di una tesina o relazione finale, contribuiscono per un terzo del punteggio complessivo.
La cattedra garantisce piena accessibilità alle lezioni e all’esame, prevedendo adeguamenti per studenti con difficoltà fisiche, cognitive o di altra natura, in accordo con le normative universitarie e nel rispetto della privacy.



