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25 Settembre 2026

Come cambiano i requisiti pensionistici dal 2026 al 2035

Nel 2026 la pensione di vecchiaia parte a 67 anni con 20 anni di contributi; dal 2027‑2028 gli scatti spostano l’età di un mese. Scopri tutti i requisiti, le finestre di uscita e le agevolazioni per lavori usuranti.

Come cambiano i requisiti pensionistici dal 2026 al 2035

Il panorama pensionistico italiano sta attraversando una fase di transizione. Dopo sette anni di stallo, dal 2026 si riprendono i meccanismi di adeguamento alla speranza di vita introdotti dal Fornero. La Circolare INPS n. 28 del 16 traduce in regole operative gli aggiornamenti previsti dalla Legge di Bilancio, impostando una serie di scatti per il periodo 2027-2028 e delineando le finestre di decorrenza per le diverse tipologie di uscita.

Requisiti per la pensione di vecchiaia nel 2026 e scatti 2027-2028

Nel 2026 la soglia anagrafica è fissata a 67 anni sia per gli uomini sia per le donne, indipendentemente dalla categoria di lavoro. Il requisito contributivo resta invariato: occorrono almeno 20 anni di contributi versati o accreditati, anche se il lavoro è stato svolto in regime di lavoro dipendente o autonomo. Per chi ha iniziato a versare dal 1° gennaio 1996, l’importo della pensione deve raggiungere il valore dell’assegno sociale previsto per l’anno di riferimento. A partire dal 1° l’età sale di un mese, a 67 anni e 1 mese, per poi arrivare a 67 anni e 3 mesi nel 2028, in linea con l’adeguamento alla speranza di vita previsto dalla normativa.

Deroghe per i contributivi puri

I lavoratori che hanno iniziato la carriera contributiva a partire dal 1° gennaio 1996, ma non hanno maturato anzianità precedente, possono accedere alla pensione di vecchiaia a 71 anni con soli 5 anni di contribuzione effettiva. Questa possibilità è indipendente dall’importo dell’assegno maturato, consentendo una uscita anticipata per chi non ha accumulato lunghi periodi di lavoro ma possiede una storia contributiva recente.

Pensione anticipata ordinaria: contributi richiesti e finestre temporali

Nel 2026 la pensione anticipata ordinaria è basata sui criteri della Legge Fornero. Gli uomini devono aver accumulato 42 anni e 10 mesi di contributi (pari a 2.227 settimane), le donne 41 anni e 10 mesi (2.175 settimane). Non è più necessario soddisfare un requisito anagrafico. Una particolare caratteristica è la finestra mobile di tre mesi: il trattamento pensionistico inizia tre mesi dopo il raggiungimento del requisito contributivo per la maggior parte dei lavoratori. Per gli iscritti alle gestioni pubbliche CPDEL, CPS, CPI e CPUG la finestra è più ampia – cinque mesi per i requisiti maturati nel 2026, sette mesi nel 2027 e nove mesi dal 2028.

Scatti di contributi per l’anticipata ordinaria

Dal 2027, a seguito dell’adeguamento, gli uomini devono completare 42 anni e 11 mesi di contributi, le donne 41 anni e 11 mesi. L’ulteriore aumento previsto per il 2028 porta le soglie a 43 anni e 1 mese per gli uomini e 42 anni e 1 mese per le donne. Questi incrementi, pur modestamente distribuiti su due anni, possono spostare la data di pensionamento di un mese rispetto al piano precedentemente calcolato.

Pensione anticipata contributiva: età e requisiti di reddito

Un’alternativa per chi vuole uscire prima è la pensione anticipata contributiva. Nel 2026 è consentita a 64 anni a patto di aver totalizzato almeno 20 anni di contribuzione effettiva escludendo la contribuzione figurativa. La prima rata deve essere pari ad almeno tre volte l’assegno sociale; la soglia si abbassa a 2,8 volte per le donne con un figlio e a 2,6 volte per chi ha due o più figli. Questo regime è utile per chi dispone di una carriera più breve ma ha mantenuto un livello di reddito pensionistico elevato.

Regimi flessibili e agevolati: APE Sociale, Quota 41 e lavori usuranti

L’APE Sociale resta operativa fino al 31 dicembre 2026, grazie alla legge del 30 dicembre 2025, n. 199. È destinata a disoccupati, caregiver, invalidi civili con almeno il 74 % di invalidità e a chi svolge lavori gravosi, con un’indennità massima di €1.500 lordi al mese. Le scadenze per la verifica dei requisiti sono 31 marzo, 15 luglio e 30 novembre 2026. La Quota 41 precoci premia chi ha maturato 41 anni di contributi entro il 2026, a patto di aver svolto almeno 12 mesi di lavoro prima dei 19 anni e di appartenere a una categoria tutelata; dal 2027 il requisito sale a 41 anni e 1 mese, ma le categorie esentate dall’adeguamento mantengono la soglia originaria. Per i lavori usuranti il Decreto legislativo 21 aprile 2011, n. 67 consente un’uscita anticipata senza adeguamento per il biennio 2027-2028, a condizione di aver accumulato almeno 30 anni di contributi.

La decorrenza del trattamento dipende dalla misura prescelta e dalla gestione di appartenenza. Per la pensione anticipata ordinaria, la finestra di tre mesi è la regola generale; per le gestioni pubbliche CPDEL, CPS, CPI e CPUG la finestra è più ampia e cresce di due mesi ogni anno a partire dal 2026. È fondamentale capire che il momento di maturazione del requisito, non la data di presentazione della domanda, determina la normativa applicabile. Chi ha completato i requisiti entro il 31 dicembre 2026 mantiene le regole del 2026 anche se la prima rata arriva nel 2027. Per verificare la propria posizione, è consigliabile scaricare l’estratto conto contributivo dal portale INPS, controllare eventuali buchi e, se necessario, utilizzare il simulatore di calcolo pensione per ottenere una stima della data di uscita e dell’importo dell’assegno, tenendo conto di tutte le opzioni disponibili.

Paolo Mariani
Autore

Paolo Mariani

Paolo Mariani, giornalista esperto di mercato del lavoro e politiche occupazionali, racconta contratti, carriere e trasformazioni del mondo professionale con taglio pratico e attento ai diritti dei lavoratori.