L’ADiSU Umbria attraverso il suo amministratore unico Giacomo Leonelli ha presentato una nuova iniziativa volta a contrastare la crescente fuga dei cervelli nella regione. L’obiettivo centrale è la costituzione di una fondazione speciale che continui a offrire sostegno ai neo laureati anche dopo la fine delle borse di studio universitarie. Il contesto demografico dell’Umbria, caratterizzato da un calo delle nascite e da un saldo migratorio negativo, rende urgente intervenire per mantenere capitale umano qualificato sul territorio.
Il primo incontro istituzionale e le proposte emerse
Il 19 settembre 2026, nella sala di rappresentanza del Collegio Ermini, è stato tenuto il primo tavolo di lavoro. Tra i presenti spiccavano figure di alto livello: l’assessore regionale Fabio Barcaioli il direttore regionale Adriano Bei l’assessore di Perugia Andrea Stafisso l’assessora di Terni Tiziana Laudadio e il presidente del consiglio comunale di Corciano Andrea Bacelli. Anche rappresentanti di Università degli Studi di PerugiaUniversità per Stranieri di Perugia dei Conservatori di Musica Morlacchi e Briccialdi, dell’ITS Umbria Academy e della Fondazione Perugia hanno partecipato, creando un ampio crocevia tra mondo accademico e territorio.
Partecipanti istituzionali e università
Oltre alle autorità regionali e comunali, sono intervenuti rappresentanti di associazioni di categoria quali ConfindustriaConfcommercioConfartigianato e Legacoop Umbria. La pluralità degli attori ha permesso di raccogliere numerose proposte concrete: dalla creazione di stage retribuiti alle collaborazioni con centri di alta formazione per sviluppare master in linea con le esigenze del mercato regionale.
Obiettivi della fondazione e modalità operative
Leonelli ha spiegato che la fondazione di partecipazione non partirà da un modello predefinito, ma sarà costruita collettivamente. La duplice finalità è garantire maggiori opportunità e diritti ai neo laureati e assicurare che talenti e competenze rimangano e si sviluppino in Umbria. Tra le azioni previste vi sono borse di studio per master specialistici, programmi di mentorship con imprese locali e finanziamenti per progetti di ricerca applicata.
Supporto post-laurea, master e collaborazioni con imprese
Il piano prevede l’instaurazione di un portale unico dove i laureati potranno trovare offerte di master, tirocini e opportunità di lavoro qualificato. Inoltre, saranno attivati accordi quadro con le realtà industriali del territorio per favorire la trasformazione digitale e l’innovazione. Il finanziamento provvederà a coprire spese di iscrizione, vitto e alloggio, riducendo le barriere economiche che spesso spingono i giovani a cercare opportunità all’estero.
Fuga dei cervelli e impatto demografico in Umbria
Il fenomeno della partenza dei giovani laureati è strettamente legato a dati demografici preoccupanti: nel 2025 l’Italia ha registrato il più basso numero di nascite dal secondo dopoguerra, con un tasso di fertilità di 1,14 figli per donna. In Umbria, la mancanza di posti di lavoro qualificati per specialisti ha accelerato l’esodo, contribuendo a un saldo migratorio negativo. Le statistiche mostrano che oltre 100 000 italiani hanno lasciato il Paese nel 2024-2025, con una consistente quota di laureati. La fondazione, quindi, mira a invertire questa tendenza offrendo percorsi di crescita professionale direttamente nella regione.
Il confronto è proseguito con impegni concreti: le parti hanno concordato di elaborare un documento di lavoro entro i prossimi mesi, definendo i criteri di ammissibilità, le fonti di finanziamento e le strutture amministrative necessarie. La speranza è che, attraverso una collaborazione stabile tra istituzioni, università e sistema produttivo la nuova fondazione possa diventare un punto di riferimento permanente per tutti i neo laureati umbri, rafforzando così il legame tra formazione e territorio.



