Salta al contenuto
20 Agosto 2026

IA e occupazione: la trasformazione del lavoro in Italia nel 2026

L'intelligenza artificiale sta trasformando il mercato del lavoro in Italia, con un calo del 24% nelle assunzioni dal 2026, ma con un potenziale valore aggiunto di 312 miliardi di euro

IA e occupazione: la trasformazione del lavoro in Italia nel 2026

L’intelligenza artificiale sta rivoluzionando il mondo del lavoro, ma non nel modo drastico che molti immaginano. Non si tratta semplicemente di sostituire i posti di lavoro, ma di ridistribuire le competenze dove servono, a patto che le aziende investano nelle infrastrutture necessarie per sostenere questa crescita.

Claudio Fratocchi, Managing Director di Scientia Consulting e CEO di Energieering, evidenzia i dati più significativi emersi dagli ultimi studi su intelligenza artificiale, mercato del lavoro e impatto economico.

I numeri dell’IA in Italia

Secondo le ultime ricerche, le assunzioni complessive sono calate del 24% dal 2026, ma l’IA potrebbe generare un valore aggiunto di 312 miliardi di euro in Italia a piena adozione, pari al 18,2% del PIL nazionale.

All’interno del reparto Data & Analytics, si registra una crescita del 251% per gli ingegneri IA, mentre i data scientist calano del 32%. Inoltre, gli attacchi informatici critici in Italia sono aumentati del 42% nel 2026, con un totale di 507 attacchi.

L’IA potrebbe liberare 5,7 miliardi di ore lavorative ogni anno in Italia, tempo che potrebbe essere reindirizzato verso attività a maggiore valore aggiunto.

Le professioni più resistenti all’automazione

Alcune professioni rimangono difficili da sostituire con l’IA. Tra queste ci sono educatoriavvocatiarchitetti e professionisti della sicurezza ruoli fondati su giudizio, responsabilità e fiducia umana.

Ad esempio, un avvocato può utilizzare l’IA per la ricerca giuridica, ma il cliente cerca chi sa valutare strategia e conseguenze. Un architetto può generare concept con l’IA, ma deve bilanciare sicurezza, normative e bisogni reali dei clienti.

L’impatto economico dell’IA

Oltre ai 312 miliardi di euro stimati, l’IA aumenta produttività e redditività senza effetti negativi sull’occupazione. Negli USA, la produttività è già aumentata del 2,2% oltre le attese di fine 2026, e Vanguard stima fino al 60% di probabilità di una crescita del PIL reale del 3%.

Tuttavia, un brief ILO segnala un’esposizione diseguale alla GenAI: 24,1% per le donne contro 17,8% per gli uomini.

Claudio Fratocchi sottolinea che i 312 miliardi stimati per l’Italia non sono un dato astratto, ma il risultato di scelte di investimento che le imprese fanno ora. Quel valore si costruisce solo se cresce insieme alla resilienza delle infrastrutture.

Il Clusit 2026 segnala 507 attacchi critici in Italia, con il Paese che subisce quasi il 10% dell’offensiva cyber globale pesando solo il 2% del PIL mondiale. Le aziende che guadagnano terreno trattano governance, cybersecurity e trasformazione digitale come un unico investimento.

Andrea Derler, economista che ha guidato la ricerca Visier, aggiunge che le organizzazioni stanno ridistribuendo dove servono competenze, e ruoli e compiti si stanno evolvendo. La forza lavoro dovrà adattarsi insieme alla tecnologia.

Andrea Innocenti
Autore

Andrea Innocenti

Andrea Innocenti ha coordinato dall'estero il rientro di una cronista napoletana durante una crisi diplomatica, gestendo contatti con consolati; è corrispondente esteri che definisce linee editoriali sulla geopolitica. Nato a Napoli, parla dialetto locale e mantiene rapporti con ONG partenopee.