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3 Agosto 2026

Lavoro digitale: il governo introduce nuove regole per proteggere i lavoratori delle piattaforme

Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto che rafforza le tutele per i lavoratori delle piattaforme digitali, introducendo nuove regole sulla gestione algoritmica e sulla protezione dei dati personali.

Lavoro digitale: il governo introduce nuove regole per proteggere i lavoratori delle piattaforme

Il Consiglio dei Ministri nella seduta del 23 luglio 2026, ha approvato un decreto legislativo che introduce nuove tutele per i lavoratori delle piattaforme digitali. Questo provvedimento, che attua la Direttiva (UE) 2026/2831 rappresenta un passo significativo verso il miglioramento delle condizioni di lavoro per chi opera attraverso queste piattaforme.

Il decreto, che si applica a tutte le piattaforme che organizzano attività lavorative sul territorio nazionale, indipendentemente dalla loro sede legale, introduce una serie di misure volte a garantire maggiore trasparenza e sicurezza ai lavoratori. Tra le novità più rilevanti vi è l’estensione della presunzione di subordinazione, già prevista per i rider anche ad altre categorie di lavoratori delle piattaforme digitali.

La presunzione di subordinazione e le tutele per i lavoratori

Il decreto introduce una presunzione di subordinazione per i lavoratori delle piattaforme digitali, basata su elementi come l’organizzazione dell’attività da parte della piattaforma e l’assoggettamento del lavoratore a istruzioni riguardanti contenuti, modalità e tempi della prestazione. Questa presunzione si applica anche ai lavoratori che operano tramite intermediari.

Tra gli elementi rilevanti per la qualificazione del rapporto di lavoro vi sono l’organizzazione del lavoro da parte della piattaforma, l’eterodirezione, ossia l’assoggettamento del lavoratore alle direttive aziendali, e l’organizzazione da parte dell’azienda di contenuti, modalità e tempi della prestazione, anche attraverso l’utilizzo di sistemi automatizzati.

La gestione algoritmica e la protezione dei dati personali

Un capitolo centrale del decreto riguarda la gestione algoritmica del lavoro e la protezione dei dati personali. Vengono introdotti limiti stringenti all’utilizzo delle informazioni raccolte dalle piattaforme, con il divieto di trattare dati relativi allo stato emotivo o psicologico dei lavoratori, alle conversazioni private, all’esercizio dei diritti fondamentali, alle condizioni di salute, alle convinzioni personali, all’appartenenza sindacale o all’orientamento sessuale.

Inoltre, è vietata la raccolta di dati quando il lavoratore non è impegnato nell’attività lavorativa o non si rende disponibile a svolgerla. Le piattaforme dovranno effettuare una valutazione d’impatto sulla protezione dei dati e fornire informazioni trasparenti sui sistemi automatizzati utilizzati.

Supervisione umana e diritto al riesame

Il decreto introduce l’obbligo di supervisione umana dei sistemi algoritmici. Le decisioni che incidono in modo significativo sul rapporto di lavoro, come la sospensione dell’account, la cessazione della collaborazione o altre limitazioni dell’attività, potranno essere assunte esclusivamente da una persona fisica. Eventuali decisioni adottate esclusivamente da sistemi automatizzati saranno nulle.

Ai lavoratori viene riconosciuto anche il diritto di ricevere una spiegazione riguardo alle decisioni automatizzate, di chiederne il riesame e, in caso di mancata correzione, di ottenere il risarcimento dei danni subiti.

Salute, sicurezza e cooperazione tra autorità

Il provvedimento prevede misure specifiche di prevenzione dei rischi derivanti dall’organizzazione algoritmica dell’attività, l’attivazione di canali di segnalazione contro violenze e molestie, maggiori obblighi di informazione e consultazione dei rappresentanti dei lavoratori e una più ampia trasparenza nei confronti delle autorità competenti.

Il decreto disciplina infine la cooperazione tra le autorità nazionali e quelle degli altri Stati membri, anche attraverso l’Autorità europea del lavoro introducendo tutele contro gli atti ritorsivi e un sistema sanzionatorio volto a garantire il rispetto delle nuove disposizioni.

Andrea Innocenti
Autore

Andrea Innocenti

Andrea Innocenti ha coordinato dall'estero il rientro di una cronista napoletana durante una crisi diplomatica, gestendo contatti con consolati; è corrispondente esteri che definisce linee editoriali sulla geopolitica. Nato a Napoli, parla dialetto locale e mantiene rapporti con ONG partenopee.