L’estate del 2026 segna un punto di svolta per i prestiti studenteschi in Italia. La riforma del Fondo per il credito ai giovani varata all’inizio dell’anno, ha introdotto una garanzia statale del 70% sul capitale, rendendo questi finanziamenti molto più attraenti per le banche e,
Fino ad oggi, solo l’1% degli universitari italiani ha potuto accedere ai prestiti d’onore. Con le nuove disposizioni, questa percentuale potrebbe aumentare significativamente, offrendo una soluzione concreta per finanziare gli studi.
Le novità della riforma del 2026
La principale innovazione introdotta dalla riforma è la garanzia statale che copre il 70% del capitale del prestito. Questo cambiamento ha reso l’offerta di finanziamenti per gli studenti molto più interessante per gli istituti di credito. Come ha spiegato Annalisa Areni, Head of Client Strategies di UniCredit, “la riforma può far uscire il credito allo studio da una dimensione di nicchia e trasformarlo in uno strumento più strutturale di investimento sul capitale umano.”
Le nuove normative hanno spinto le banche a modificare i loro prodotti per adeguarsi al decreto interministeriale del 17 novembre 2026. Molti istituti stanno preparando il lancio di una nuova generazione di strumenti finanziari, che si aggiungeranno a quelli già disponibili.
Le banche in prima linea
Tra le prime a muoversi, Banco Bpm ha lanciato il suo nuovo “Prestito Studenti”. Anche il Gruppo Cassa Centrale ha sottoscritto una convenzione con Consap e ha raccolto le adesioni delle banche affiliate interessate. Il Gruppo Bcc Iccrea nel credito cooperativo, ha firmato un protocollo d’intesa con Consap per favorire l’adesione delle 111 Bcc del gruppo.
Le offerte attualmente disponibili
Attualmente, otto istituti bancari offrono prestiti studenteschi tramite il Fondo Studio gestito da Consap: UniCredit, Banco Bpm, Banca Sella, Banca Popolare di Puglia e Basilicata, Cassa di Risparmio di Bolzano, Banca di Cividale, Banca Popolare Pugliese e Banco di Credito P. Azzoaglio.
Le proposte sono allineate con la normativa vigente per condizioni generali e importi erogabili. Le differenze principali riguardano i costi e i tempi di rimborso. Ad esempio, il tasso Irs fisso è collegato alla durata del periodo di ammortamento, maggiorato di uno spread che varia dall’1% al 3,85%. Nella maggior parte dei casi, non sono previste spese di istruttoria.
Dettagli sui tempi di rimborso
Il prodotto di Banca Sella della durata massima di dieci anni, prevede un periodo di preammortamento di 30 mesi durante il quale lo studente non paga nulla, neanche la quota interessi. Interessi e capitale vengono recuperati solo nel periodo di ammortamento. Il “Prestito Fondo per lo Studio” di UniCredit prevede un’ammortamento differito, con avvio dopo il periodo di preammortamento. Il “Prestito Studenti” di Banco Bpm offre una durata del rimborso flessibile, da 36 a 150 mesi.
L’iniziativa di Intesa Sanpaolo
Al di fuori delle proposte legate al Fondo Studio, Intesa Sanpaolo ha lanciato nel 2019 “per Merito”, un prestito d’onore pensato per studenti universitari, iscritti a master, corsi Its e percorsi di alta formazione. Questo prodotto consente l’accesso a finanziamenti fino a 75mila euro e tempi di rimborso che possono iniziare fino a due anni dopo il conseguimento del titolo e durare fino a 30 anni.
“Dal lancio dell’iniziativa, già 50mila studenti hanno beneficiato del sostegno di Intesa Sanpaolo, per un valore superiore a un miliardo di euro di finanziamenti erogati”, ha sottolineato Claudia Vassena, executive director Sales & Marketing Digital Retail di Intesa Sanpaolo.


