L’intelligenza artificiale è al centro del dibattito sul futuro del lavoro. Un incontro tenutosi il 9 luglio presso la sede della Cisl a Roma ha riunito esperti per discutere l’impatto di questa tecnologia sul mercato del lavoro, alla luce dell’enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV.
L’evento, intitolato “Custodire l’umano nella trasformazione tecnologica” ha visto la partecipazione di figure chiave come Daniela Fumarola, segretario generale Cisl, monsignor Mauro Lalli e l’economista Leonardo Becchetti.
L’IA come opportunità, non come minaccia
Daniela Fumarola ha sottolineato che l’intelligenza artificiale non deve essere vista come una sfida di cui aver paura ma come un’opportunità da governare. “In tutte le transizioni, in tutte le rivoluzioni c’è sempre stato un momento di preoccupazione”, ha affermato, aggiungendo che la sfida deve essere affrontata mantenendo un principio umano-centrico.
Fumarola ha evidenziato l’importanza di partecipazione e formazione per affrontare questa trasformazione. “Dobbiamo investire in competenze e leggere i nuovi bisogni del mercato del lavoro alla luce di questa nuova sfida”, ha dichiarato.
La tecnologia non è neutrale
Monsignor Mauro Lalli, già nunzio apostolico in Papua Nuova Guinea, ha ricordato che la tecnologia non è neutrale ma assume il volto di chi la pensa, la finanzia e la usa. “L’algoritmo stabilisce chi viene assunto e licenziato, mettendo assieme domanda e offerta”, ha affermato, mettendo in guardia dal rischio di una Torre di Babele dove l’uomo diventa un semplice ingranaggio.
Lalli ha sottolineato l’importanza di mantenere il lavoro al centro della persona, ricordando che il lavoro è dignità e che la vera sfida è tutelare i posti di lavoro.
La formazione come chiave di volta
L’economista Leonardo Becchetti ha evidenziato che, sebbene il lavoro stia aumentando, il problema principale è la qualità del lavoro. “C’è tanto lavoro povero, tanto lavoro precario”, ha dichiarato, sottolineando l’importanza della formazione per i lavoratori che dovranno adattarsi a nuovi settori e imparare a lavorare con l’intelligenza artificiale.
Becchetti ha anche riflettuto sul titolo dell’enciclica, Magnifica Humanitas che sottolinea come la nostra umanità sia di più rispetto alle illusioni scientiste. “Ogni volta che c’è un grande progresso scientifico nella storia c’è lo scientismo”, ha affermato, ricordando che la scienza non è tutto.
L’incontro ha messo in luce la necessità di un approccio umano-centrico all’intelligenza artificiale, con un forte focus sulla formazione e la partecipazione per governare questa trasformazione tecnologica.



