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16 Luglio 2026

Perché i capi narcisisti preferiscono il lavoro in presenza

Una recente indagine svela che il ritorno in ufficio non dipende solo dalla produttività, ma anche dalla psicologia dei leader. Scopri come il narcisismo influisce sulle scelte lavorative.

Perché i capi narcisisti preferiscono il lavoro in presenza

In un’epoca in cui il lavoro da remoto è diventato una pratica consolidata, emerge una nuova variabile nel dibattito: il narcisismo dei leader. Una recente ricerca condotta dagli psicologi del lavoro Adam Grant e Marissa Shandell ha analizzato migliaia di aziende e i relativi amministratori delegati, svelando un collegamento inaspettato tra il ritorno in ufficio e la psicologia dei capi.

Secondo gli esperti, la decisione di far tornare i dipendenti in presenza non è dettata principalmente da ragioni di produttività, ma piuttosto dal bisogno di potere e status dei leader. «L’unico tratto che ha costantemente predetto l’opposizione al lavoro da remoto è stato il narcisismo, ovvero la tendenza a essere egocentrici e a ritenersi in diritto di tutto», affermano Grant e Shandell.

Le prestazioni e il modello ibrido

Gli studi rivelano che il modello organizzativo più efficace, sia in termini di produttività che di soddisfazione dei lavoratori, è quello misto o ibrido. Per ottenere i migliori risultati, i due esperti consigliano di:

  • Permettere alle persone di lavorare da remoto una parte della settimana, riducendo il turnover senza diminuire le prestazioni.
  • Limitare lo smart working a metà della settimana per evitare l’effetto di frammentazione e isolamento.
  • Istituire giorni di presenza collettiva per favorire scambi e collaborazione.
  • Rimanere flessibili organizzativamente, adattando la presenza del team alle esigenze specifiche del lavoro.
  • Garantire altre forme di flessibilità oltre al lavoro da remoto, come la scelta dell’orario di inizio.

La psicologia dei capi

La ricerca di Grant e Shandell ha dimostrato che, in molte organizzazioni, la scelta tra lavoro da remoto o in presenza non è basata su reali ragioni di produttività, ma sulla psicologia dei capi. «I leader egocentrici tendono a fare fatica ad accettare l’idea che i dipendenti possano scegliere autonomamente dove lavorare», scrivono gli esperti.

Il narcisismo, secondo gli psicologi, è come una droga che induce le persone a desiderare costantemente attenzione e approvazione. Il lavoro da remoto priva i leader di questa «fornitura» di riconoscimento, che è fondamentale per chi cerca potere e status. Inoltre, il controllo è un altro fattore cruciale: quando i dipendenti non sono in ufficio, è più difficile esercitare comando e controllo.

Comprendere questa dinamica può aiutare a creare ambienti di lavoro più equilibrati e soddisfacenti per tutti.

Paolo Mariani
Autore

Paolo Mariani

Paolo Mariani, giornalista esperto di mercato del lavoro e politiche occupazionali, racconta contratti, carriere e trasformazioni del mondo professionale con taglio pratico e attento ai diritti dei lavoratori.