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9 Luglio 2026

Pensioni in Grecia: vantaggi fiscali e requisiti per il trasferimento

La Grecia offre un regime fiscale vantaggioso per i pensionati italiani, con un'imposta sostitutiva del 7% su pensione e redditi esteri. Scopri come funziona e chi può accedervi.

Pensioni in Grecia: vantaggi fiscali e requisiti per il trasferimento

La Grecia è diventata una meta sempre più ambita dai pensionati italiani in cerca di vantaggi fiscali. Grazie a un regime agevolato, chi trasferisce la residenza fiscale in questo paese può beneficiare di un’imposta sostitutiva del 7% su pensione e altri redditi esteri. Questo vantaggio, però, non è universale e dipende da diversi fattori, tra cui il tipo di pensione e l’importo lordo.

Il regime fiscale agevolato è disciplinato dall’articolo 5B della legge greca 4172/2013 e dura quindici anni. Per accedervi, è necessario non essere stati residenti fiscalmente in Grecia per almeno cinque dei sei anni precedenti e presentare domanda alle autorità fiscali greche entro il 31 marzo dell’anno di riferimento.

Chi può beneficiare del regime fiscale agevolato

Il regime del 7% è riservato ai titolari di pensioni private. Gli ex dipendenti pubblici, invece, sono esclusi e continuano a essere tassati in Italia. Questa distinzione nasce dalla Convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e Grecia ratificata con legge 445/1989.

L’articolo 18 della convenzione assegna le pensioni private allo Stato di residenza, quindi alla Grecia, mentre l’articolo 19 riserva le pensioni pubbliche allo Stato che le eroga, quindi all’Italia. Un chiarimento dell’Agenzia delle Entrate precisa che a contare è la natura del rapporto di lavoro da cui deriva la pensione, non l’ente che paga l’assegno.

Quanto si risparmia trasferendo la pensione in Grecia

Su una pensione lorda di 30.000 euro l’anno, l’imposta greca al 7% è di 2.100 euro, contro i circa 7.100 euro di IRPEF lorda che lo stesso importo sconta in Italia. La forbice si allarga al crescere dell’assegno, perché l’aliquota greca resta fissa mentre quella italiana è progressiva.

Per conoscere il risparmio effettivo nel proprio caso, basta prima calcolare online l’IRPEF sulla pensione in Italia e poi confrontare le tasse con l’imposizione fiscale in Grecia. È importante considerare anche le detrazioni per redditi da pensione e le addizionali regionali e comunali, che possono influenzare il carico fiscale effettivo.

I requisiti per accedere al regime dei pensionati esteri

Per ottenere il 7% occorre non essere stati residenti fiscali in Grecia per almeno cinque dei sei anni precedenti e presentare domanda entro il 31 marzo dell’anno di riferimento. La platea è quella dei titolari di pensione estera, a prescindere dalla nazionalità.

Gli altri presupposti includono provenire da un Paese legato alla Grecia da una convenzione fiscale o da un accordo di cooperazione amministrativa, condizione che l’Italia soddisfa. È necessario attendere la decisione dell’autorità fiscale greca, che dispone di sessanta giorni per accettare o respingere l’istanza, e versare l’imposta forfettaria annuale in un’unica soluzione.

Ottenuta la residenza fiscale greca, il pensionato chiede all’INPS di erogare l’assegno al lordo, presentando la documentazione che attesta l’ammissione al regime ellenico. A quel punto l’Istituto sospende le trattenute IRPEF e le addizionali comunali e regionali, e la tassazione si sposta interamente in Grecia.

Il percorso passa dall’iscrizione all’AIRE l’Anagrafe degli italiani residenti all’estero, che formalizza lo spostamento della residenza. È il presupposto perché l’Italia riconosca la potestà impositiva greca sulla pensione privata ed eviti la doppia tassazione sullo stesso reddito.

L’Agenzia delle Entrate verifica che il trasferimento sia reale: servono l’iscrizione all’AIRE e una presenza effettiva in Grecia di almeno 183 giorni l’anno. Una residenza solo formale, con casa, famiglia e centro degli affari rimasti in Italia, espone alla contestazione dell’esterovestizione e al recupero delle imposte.

Edoardo Marchesi
Autore

Edoardo Marchesi

Edoardo Marchesi, voce delle notizie di Palermo, ricorda la notte in cui seguì il corteo in via Maqueda e decise di chiedere carte e nomi: da allora predilige verifiche sul campo. In redazione guida l’agenda delle emergenze e custodisce una collezione di vecchie mappe della città.