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25 Giugno 2026

Come la direttiva NIS2 sta trasformando la sicurezza informatica nelle aziende italiane

La direttiva NIS2 ha introdotto cambiamenti significativi nella gestione della cybersecurity aziendale, coinvolgendo non solo il reparto IT ma l'intera organizzazione.

Come la direttiva NIS2 sta trasformando la sicurezza informatica nelle aziende italiane

La cybersecurity non è più un argomento riservato agli esperti IT. Con l’entrata in vigore della direttiva NIS2 e il suo recepimento in Italia attraverso il D.Lgs. 138/2026 la sicurezza informatica è diventata una responsabilità trasversale che coinvolge tutti i livelli aziendali.

Questa nuova normativa ha introdotto obblighi stringenti e sanzioni significative, spingendo le aziende a ripensare completamente la loro strategia di sicurezza. La NIS2 non si limita a aggiornare le configurazioni tecniche, ma richiede un cambiamento culturale e organizzativo profondo.

La direttiva NIS2 e il suo impatto sulle aziende

La direttiva NIS2 (UE 2026/2555) è il principale atto normativo europeo in materia di cybersecurity. Recepita in Italia con il D.Lgs. 138/2026 ha sostituito la precedente direttiva NIS del 2016, ampliandone significativamente il perimetro di applicazione.

Uno degli aspetti più innovativi della NIS2 è la responsabilizzazione esplicita del vertice aziendale. Gli organi di gestione delle organizzazioni soggette alla direttiva devono approvare le misure di gestione del rischio cyber, supervisionarne l’attuazione e rispondere personalmente in caso di violazioni gravi. Questo significa che la cybersecurity non può più essere delegata interamente al CIO o al responsabile IT.

Un altro elemento di novità è l’estensione degli obblighi alla supply chain. Le organizzazioni soggette alla NIS2 devono valutare e gestire il rischio cyber non solo nei propri sistemi, ma anche nei sistemi dei fornitori e dei partner. Questo è particolarmente rilevante per chi utilizza servizi di IT outsourcing e managed services.

Obblighi tecnici, organizzativi e di governance

Gli obblighi introdotti dalla NIS2 si articolano su tre livelli distinti: tecnico, organizzativo e di governance. Sul piano tecnico, le aziende devono adottare misure proporzionate al rischio, che includono la gestione delle vulnerabilità informatiche, la protezione delle reti e dei sistemi informativi, e la gestione degli incidenti.

Sul piano organizzativo, le aziende devono registrarsi presso l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) designare un punto di contatto per le comunicazioni con l’ACN, e dotarsi di procedure di notifica per la gestione degli incidenti significativi. Inoltre, devono condurre test e audit periodici sulla propria postura di sicurezza.

Sul piano della governance, il consiglio di amministrazione o l’organo di gestione equivalente deve approvare formalmente le politiche di sicurezza informatica, supervisionarne l’attuazione e garantire che i propri componenti ricevano formazione adeguata in materia di cybersecurity.

Nuove professioni e competenze richieste

L’adeguamento alla NIS2 ha creato una domanda improvvisa e intensa di profili specializzati in cybersecurity. Le figure più richieste nelle organizzazioni soggette alla direttiva includono il CISO (Chief Information Security Officer) il Security Operations Center (SOC) Analyst e il DPO (Data Protection Officer) con competenze NIS2.

La scarsità di questi profili sul mercato italiano richiede un approccio di ricerca attiva. Le aziende devono investire nella formazione del personale esistente e nella ricerca di nuovi talenti per soddisfare i requisiti normativi. Inoltre, la NIS2 ha introdotto nuovi ruoli come il Cyber Risk Manager e il Threat Intelligence Analyst che fino a pochi anni fa erano presenti solo nelle organizzazioni più avanzate.

L’adeguamento alla NIS2 rappresenta una sfida complessa, ma anche un’opportunità per le aziende di rafforzare la loro postura di sicurezza e proteggere i propri dati e sistemi da minacce sempre più sofisticate.

Luca Ferrari
Autore

Luca Ferrari

Luca Ferrari, giornalista di economia del lavoro e risorse umane, analizza organizzazione aziendale, welfare e diritto del lavoro con uno sguardo alle dinamiche tra imprese e dipendenti.