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25 Giugno 2026

Decreto Lavoro 2026: incentivi per assunzioni e stabilizzazioni

Il Decreto Lavoro 2026 è stato convertito in legge, introducendo nuovi incentivi per le assunzioni di giovani, donne e lavoratori nelle ZES del Mezzogiorno. Scopri i dettagli e come accedere ai bonus.

Decreto Lavoro 2026: incentivi per assunzioni e stabilizzazioni

Il Decreto Lavoro 2026 ha ricevuto il via libera definitivo dal Senato trasformando in legge il decreto-legge del 30 aprile 2026. Questo provvedimento, varato dal Governo Meloni in vista del Primo Maggio introduce importanti novità per le assunzioni e le stabilizzazioni, con un focus particolare su giovani, donne e lavoratori delle ZES Unica del Mezzogiorno.

Tra le principali misure ci sono gli esoneri contributivi per le assunzioni, il bonus stabilizzazione la condizione del salario giusto per accedere ai bonus, e la stretta sulle piattaforme digitali per i rider. Le domande per i bonus sono già aperte, con le istruzioni pubblicate dall’INPS.

I bonus assunzioni 2026: chi ne ha diritto e come funzionano

Il decreto mette a disposizione circa 960 milioni di euro per incentivare le assunzioni. I bonus sono già attivi e prevedono esoneri contributivi al 100% per i datori di lavoro, con una durata che può arrivare fino a 24 mesi. Tra i requisiti principali c’è l’incremento occupazionale netto ovvero un aumento reale dei dipendenti rispetto alla media dei dodici mesi precedenti.

I bonus principali sono:

  • Bonus giovani under 35 fino a 500 euro mensili650 euro nella ZES Unica, per una durata compresa tra 12 e 24 mesi.
  • Bonus donne fino a 650 euro mensili800 euro nelle regioni della ZES Unica, per lavoratrici di qualsiasi età prive di impiego da almeno 24 mesi.
  • Bonus ZES fino a 650 euro mensili per i datori di lavoro con sede nelle regioni del Mezzogiorno che assumono over 35 disoccupati da almeno 24 mesi.
  • Bonus stabilizzazione fino a 500 euro mensili per la trasformazione a tempo indeterminato di contratti a termine entro 12 mesi di durata, riservata a under 35 mai stati stabili.

Salario giusto e TEC come condizione per gli incentivi

Tutti gli esoneri del decreto sono subordinati all’applicazione del salario giusto individuato nel Trattamento Economico Complessivo (TEC) definito dai Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL) più rappresentativi. Questo principio è stato introdotto per garantire una retribuzione proporzionata e sufficiente, in linea con l’articolo 36 della Costituzione.

Il TEC comprende le voci retributive fisse e continuative previste dal contratto collettivo, come la paga base, le mensilità aggiuntive e le indennità fisse. Non sono incluse, invece, le componenti variabili e discrezionali riconosciute al singolo lavoratore.

Novità per le imprese e i lavoratori

Il decreto introduce anche altre importanti novità. Ad esempio, le imprese certificate sulla conciliazione vita-lavoro ottengono un esonero contributivo fino all’1% dei contributi datoriali, entro un tetto di 50.000 euro annui per impresa. Inoltre, per i CCNL scaduti entro nove mesi, è previsto un anticipo pari al 50% dell’IPCA-NEI.

Per i rider l’accesso alle piattaforme digitali è consentito solo con identità digitale SPID o CIE, oppure con un account ad autenticazione a più fattori. Questo per contrastare il cosiddetto caporalato digitale e garantire maggiore sicurezza e tracciabilità delle prestazioni.

Infine, il decreto introduce il distacco tra imprese di settori diversi fino al 31 dicembre 2029, previo accordo sindacale, e fissa a 12 mesi la durata massima complessiva dei tirocini extracurriculari all’interno di imprese appartenenti allo stesso gruppo.

Luca Ferrari
Autore

Luca Ferrari

Luca Ferrari, giornalista di economia del lavoro e risorse umane, analizza organizzazione aziendale, welfare e diritto del lavoro con uno sguardo alle dinamiche tra imprese e dipendenti.