L’arrivo della stagione calda porta con sé misure specifiche per chi lavora all’aperto. La Regione Siciliana ha pubblicato l’ordinanza n. 01 del 12/06/2026 un provvedimento contingibile e urgente volto a tutelare la salute dei lavoratori esposti a elevate temperature e radiazione solare. Il testo riguarda in modo diretto categorie professionali che operano all’aperto e introduce obblighi operativi nei giorni classificati ad alto rischio termico.
Ambiti di applicazione dell’ordinanza siciliana
L’ordinanza si applica ai settori con esposizione prolungata al sole: in particolare il comparto agricolo e florovivaistico i cantieri edili e le relative pertinenze esterne, le cave e il settore della logistica di piazzale. Sono incluse anche le attività di consegna urbana svolte con velocipedi o veicoli a motore a due ruote poiché questi operatori sono soggetti a esposizione diretta per periodi prolungati.
Il provvedimento è emanato ai sensi dell’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, e ha effetto pratico nei giorni in cui la situazione meteorologica raggiunge parametri definiti come critici: in tali giornate scatta l’obbligo di adottare quanto previsto dall’ordinanza, che può comportare la sospensione delle attività nelle fasce orarie indicate.
Orari di sospensione e criterio tecnico di riferimento
Le regioni che hanno già adottato provvedimenti analoghi prevedono, nelle giornate classificate ad alto rischio, il divieto di svolgere lavori all’aperto nella fascia oraria compresa tra le 12:30 e le 16:00. L’ordinanza siciliana si inserisce in questo quadro operativo e utilizza un parametro tecnico condiviso per la valutazione del rischio: la piattaforma Worklimate 3.0.
Worklimate 3.0 come strumento di allerta
Worklimate 3.0 sviluppata dal Consiglio Nazionale delle Ricerche e dall’INAIL fornisce una mappa del rischio termico: quando l’area di attività risulta colorata in rosso, la condizione è considerata di alto rischio termico e si attivano le misure previste, tra cui la sospensione delle lavorazioni nella fascia oraria sopra indicata. Questo approccio consente una valutazione puntuale basata su dati scientifici e una risposta locale calibrata.
Misure pratiche e categorie più esposte
La scelta di includere specifici settori non è casuale: agricoltori e florovivaisti trascorrono molte ore al sole durante le operazioni di semina, raccolta e manutenzione, mentre nei cantieri edili e nelle cave le attività fisiche intense unite all’esposizione diretta aumentano il rischio di colpi di calore e altri problemi correlati. Anche i fattorini urbani che effettuano consegne con biciclette o scooter sono considerati a rischio per l’esposizione prolungata e la mobilità continua sotto il sole.
Oltre alla sospensione temporale delle attività, il provvedimento sottolinea l’importanza di misure di prevenzione come pause frequenti, idratazione, disponibilità di aree ombreggiate e DPI idonei; tali indicazioni, pur non sempre tutte specificate nell’ordinanza, sono coerenti con gli indirizzi tecnico-sanitari per la tutela dei lavoratori esposti a caldo estremo.
Diffusione delle ordinanze regionali in Italia e coordinate operative
Negli ultimi anni diverse regioni italiane hanno adottato ordinanze simili per fronteggiare le ondate di calore. Tra le regioni che hanno emanato provvedimenti analoghi figurano Abruzzo, Calabria, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte, Puglia, Toscana e Umbria. La diffusione di misure omogenee mira a uniformare la protezione dei lavoratori su scala nazionale, basandosi su criteri tecnici condivisi come quelli offerti da Worklimate 3.0.
Per le imprese e i datori di lavoro diventa quindi fondamentale consultare gli aggiornamenti delle amministrazioni regionali e monitorare la piattaforma di riferimento: quando la mappa segnala condizioni critiche, scatta l’obbligo di sospensione nelle ore centrali della giornata. L’ordinanza siciliana è stata pubblicata con l’indicazione di provvedere ai necessari adempimenti e alla comunicazione delle misure organizzative interne.
Il testo integrale dell’ordinanza è reso disponibile dalle istituzioni competenti per consentire agli operatori interessati di conoscere nel dettaglio obblighi e ambiti di applicazione. L’ultimo aggiornamento sull’argomento, relativo alla pubblicazione del provvedimento regionale, è registrato il 24 giugno 2026.



