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23 Giugno 2026

Performance economica della Lombardia nel primo trimestre 2026: consumi forti, export debole

La Lombardia apre il 2026 con produzione e servizi in espansione sostenuti dai consumi interni e dagli effetti delle Olimpiadi di Milano-Cortina, mentre le esportazioni stagnano e si osservano differenze marcate tra province e settori.

Performance economica della Lombardia nel primo trimestre 2026: consumi forti, export debole

Il quadro economico della Lombardia per il primo trimestre 2026 mette in evidenza una regione che si rafforza grazie alla domanda interna ma resta esposta a tensioni sui mercati esteri. Produzione manifatturierafatturato dei servizi e alcuni indicatori del lavoro migliorano, tuttavia le vendite oltreconfine si mantengono sostanzialmente inchiodate su livelli annuali e mostrano flessioni verso partner commerciali chiave.

Andamento generale: produzione, servizi e fattori internazionali

Tra gennaio e marzo la manifattura lombarda registra un aumento della produzione dello 0,5% rispetto al trimestre precedente e del 2,4% rispetto a un anno prima, segnando il sesto incremento congiunturale consecutivo. Il motore principale di questa crescita è la domanda interna, mentre gli ordini esteri restano stabili. Anche il fatturato dei servizi continua sull’onda espansiva: +0,4% congiunturale e +2,5% tendenziale, con un contributo rilevante dell’ospitalità collegato alle Olimpiadi di Milano-Cortina.

Nonostante questi elementi positivi, permangono fattori di rischio. Le esportazioni regionali non crescono su base annua, in controtendenza rispetto all’Italia (+1,3%), e si osserva una diversificazione degli effetti tra settori e destinazioni. Inoltre, sebbene l’accordo geopolitico tra USA e Iran abbia inciso sui prezzi energetici portandoli intorno a 80$/barile, la normalizzazione delle catene globali di approvvigionamento potrebbe richiedere settimane o mesi, mantenendo un grado di incertezza per le imprese esportatrici.

Manifattura: settori in ripresa e mercati esteri in difficoltà

La ripresa produttiva interessa tutte le classi dimensionali: +2,7% le grandi imprese, +2,8% le medie e +1,8% le piccole rispetto a un anno prima. Tra i settori con performance più rilevanti si segnalano i mezzi di trasporto (+7,1% tendenziale), legno-mobilio (+3,8%), pelli-calzature (+3,1%), siderurgia (+3,1%) e meccanica (+2,8%). Anche alimentare e chimico-farmaceutico evidenziano incrementi, mentre abbigliamento e prodotti da minerali non metalliferi registrano contrazioni.

Sull’export, la dinamica è composita: la variazione annua aggregata è nulla, frutto di contributi positivi di elettronica, farmaceutica e mezzi di trasporto e di cali marcati per meccanica, moda e chimica. La distribuzione geografica mostra un +1,0% verso l’Ue27 ma un -1,2% verso i mercati extra-europei. Tra i principali partner, crescono le vendite verso Francia, Polonia e Paesi Bassi, mentre si contraggono quelle verso Germania, Spagna, USA, Turchia e Cina. In particolare, la riduzione verso la Cina (-12,7%) rispecchia un trend europeo legato a una domanda interna cinese più fiacca.

Mercato del lavoro: occupazione in crescita ma con spaccature

Nel trimestre la Lombardia conta 4,63 milioni di occupati, cioè 39 mila in più su base annua (+0,8%). L’incremento è concentrato nella componente maschile (+1,9%), mentre il numero di lavoratrici si riduce dello 0,4%. Tra le forme contrattuali il numero di dipendenti cala (-2,1%) mentre cresce fortemente il lavoro autonomo (+14,3%), vicino ai massimi storici. Per settore, le costruzioni (+17,6%) e il comparto del commercio, alberghi e ristorazione (+4,0%) forniscono i contributi positivi più rilevanti, quest’ultimo sostenuto dall’effetto Olimpiadi.

Gli indicatori di disagio migliorano: i disoccupati scendono a 132 mila (-8,1%) e il tasso di disoccupazione regionale cala al 2,8%. Il tasso di occupazione sale al 70,3% mentre il tasso di inattività diminuisce lievemente al 27,7%. Le ore di cassa integrazione guadagni autorizzate calano del 4,0% su base annua, proseguendo un trend discendente avviato a metà 2026.

Dinamiche territoriali: Milano, Monza e Brianza, Lodi, Pavia

La situazione provinciale mostra forte eterogeneità. A Milano la produzione manifatturiera cresce dell’1,2% congiunturale e del 4,3% tendenziale, il rialzo tendenziale più marcato dall’inizio del 2026; tuttavia l’export metropolitano cala dello 0,5% con contrazioni rilevanti nella moda, chimica e meccanica, compensate solo in parte dagli incrementi di elettronica e farmaceutica. Nel territorio della Città Metropolitana le ore di cassa integrazione autorizzate diminuiscono in misura marcata nella comparazione con un primo trimestre 2026 particolarmente elevato.

Monza e Brianza mostrano stabilità della produzione e un +0,7% su base annua, con un export provinciale che cresce del 5,7% ma trainato da pochi settori (metalli, chimica, legno-carta, elettronica); molti comparti locali, come moda e automotive, vedono invece flessioni sui mercati esteri. Lodi registra una svolta negativa: produzione in calo (-3,7% tendenziale) e un forte calo dell’export (-21,6%), in larga parte dovuto all’elettronica; senza questo settore la contrazione delle vendite estere sarebbe limitata. Pavia evidenzia un arretramento congiunturale (-0,9%) e un export in contrazione del 14,0%, con il farmaceutico e la meccanica tra i settori più colpiti, mentre i metalli rappresentano un contributo positivo.

Paolo Mariani
Autore

Paolo Mariani

Paolo Mariani, giornalista esperto di mercato del lavoro e politiche occupazionali, racconta contratti, carriere e trasformazioni del mondo professionale con taglio pratico e attento ai diritti dei lavoratori.