L’uso dell’intelligenza artificiale è ormai diffuso nella routine di molti professionisti: dalla redazione di bozze alla gestione di dati, questi strumenti aumentano la velocità e la produttività. Al centro del dibattito resta però il delicato confine tra sostegno operativo e delega delle responsabilità. Il 22/06/2026 è emerso con chiarezza che gli Ordini professionali stanno avviando disposizioni deontologiche mirate a regolamentare questo impiego, con l’obiettivo di preservare la responsabilità professionale e la tutela del cliente.
Tra gli strumenti citati dai professionisti c’è Gemini ma la questione non riguarda solo una tecnologia specifica: tocca aspetti etici, legali e pratici comuni a ogni applicazione IA integrata nell’attività professionale. Le nuove norme puntano a garantire che l’implementazione dell’IA avvenga sotto supervisione umana e in modo trasparente, evitando che la macchina assuma compiti decisionali esclusivi che spettano al professionista.
Ordini professionali: indirizzi su supervisione e responsabilità
Le misure in elaborazione presso gli Ordini intendono chiarire che l’utilizzo di strumenti basati su intelligenza artificiale non esonera il professionista dalla responsabilità delle scelte tecniche e deontologiche. In pratica, la norma sottolinea che la supervisione umana deve essere documentata e tracciabile: ogni output generato dall’IA va verificato, corretto se necessario e firmato dal professionista competente. Questo approccio preserva il principio che la responsabilità ultima rimane in capo alla persona iscritta all’Ordine, non al sistema automatizzato.
Trasparenza verso il cliente e obblighi informativi
Un altro punto cardine delle indicazioni è la trasparenza nei confronti del cliente. I documenti in discussione richiedono che il professionista informi chiaramente quando e in che misura ha fatto ricorso a un algoritmo o a servizi esterni per svolgere attività rilevanti per il mandato ricevuto. L’obbligo informativo riguarda anche i limiti noti della tecnologia e i rischi associati, così da permettere al cliente di valutare il risultato e l’affidamento che intende concedere al professionista.
Linee guida operative: supervisione, tracciabilità e competenze
Dal punto di vista operativo, le indicazioni insistono su tre elementi pratici che devono accompagnare l’adozione dell’IA: supervisione umanatracciabilità delle operazioni e aggiornamento professionale. La supervisione implica controlli sistematici sugli output e la capacità di intervenire correttamente; la tracciabilità richiede registrazioni che dimostrino il ruolo svolto dall’IA e le modifiche apportate dal professionista. Infine, viene sottolineata la necessità di formazione continua per acquisire competenze adeguate all’uso responsabile della tecnologia.
Queste indicazioni non mirano a proibire l’uso dell’IA, ma a incanalarlo in pratiche che salvaguardino il valore della responsabilità professionale. L’intento è evitare scenari in cui la velocità e l’efficienza offerte dagli algoritmi sostituiscano il giudizio tecnico e la responsabilità etica del professionista.
Impatto pratico sugli studi professionali
Nella pratica quotidiana, gli studi che integrano strumenti di intelligenza artificiale dovranno predisporre procedure interne per la verifica dei risultati, modulare i contratti con i clienti prevedendo clausole informative e aggiornare i protocolli di sicurezza dei dati. Queste azioni sono pensate per allineare l’attività professionale ai nuovi obblighi deontologici e per rendere dimostrabile la corretta applicazione delle tecnologie in caso di contestazioni.


