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23 Giugno 2026

Come gli Ordini regolano l’uso dell’intelligenza artificiale in professione

Gli Ordini professionali stanno introducendo norme per l’uso dell’intelligenza artificiale, richiedendo supervisione umana, trasparenza e responsabilità. L’obiettivo è bilanciare efficienza e tutela della professione mentre strumenti come Gemini diventano parte della pratica quotidiana.

Come gli Ordini regolano l’uso dell’intelligenza artificiale in professione

L’uso dell’intelligenza artificiale è ormai diffuso nella routine di molti professionisti: dalla redazione di bozze alla gestione di dati, questi strumenti aumentano la velocità e la produttività. Al centro del dibattito resta però il delicato confine tra sostegno operativo e delega delle responsabilità. Il 22/06/2026 è emerso con chiarezza che gli Ordini professionali stanno avviando disposizioni deontologiche mirate a regolamentare questo impiego, con l’obiettivo di preservare la responsabilità professionale e la tutela del cliente.

Tra gli strumenti citati dai professionisti c’è Gemini ma la questione non riguarda solo una tecnologia specifica: tocca aspetti etici, legali e pratici comuni a ogni applicazione IA integrata nell’attività professionale. Le nuove norme puntano a garantire che l’implementazione dell’IA avvenga sotto supervisione umana e in modo trasparente, evitando che la macchina assuma compiti decisionali esclusivi che spettano al professionista.

Ordini professionali: indirizzi su supervisione e responsabilità

Le misure in elaborazione presso gli Ordini intendono chiarire che l’utilizzo di strumenti basati su intelligenza artificiale non esonera il professionista dalla responsabilità delle scelte tecniche e deontologiche. In pratica, la norma sottolinea che la supervisione umana deve essere documentata e tracciabile: ogni output generato dall’IA va verificato, corretto se necessario e firmato dal professionista competente. Questo approccio preserva il principio che la responsabilità ultima rimane in capo alla persona iscritta all’Ordine, non al sistema automatizzato.

Trasparenza verso il cliente e obblighi informativi

Un altro punto cardine delle indicazioni è la trasparenza nei confronti del cliente. I documenti in discussione richiedono che il professionista informi chiaramente quando e in che misura ha fatto ricorso a un algoritmo o a servizi esterni per svolgere attività rilevanti per il mandato ricevuto. L’obbligo informativo riguarda anche i limiti noti della tecnologia e i rischi associati, così da permettere al cliente di valutare il risultato e l’affidamento che intende concedere al professionista.

Linee guida operative: supervisione, tracciabilità e competenze

Dal punto di vista operativo, le indicazioni insistono su tre elementi pratici che devono accompagnare l’adozione dell’IA: supervisione umanatracciabilità delle operazioni e aggiornamento professionale. La supervisione implica controlli sistematici sugli output e la capacità di intervenire correttamente; la tracciabilità richiede registrazioni che dimostrino il ruolo svolto dall’IA e le modifiche apportate dal professionista. Infine, viene sottolineata la necessità di formazione continua per acquisire competenze adeguate all’uso responsabile della tecnologia.

Queste indicazioni non mirano a proibire l’uso dell’IA, ma a incanalarlo in pratiche che salvaguardino il valore della responsabilità professionale. L’intento è evitare scenari in cui la velocità e l’efficienza offerte dagli algoritmi sostituiscano il giudizio tecnico e la responsabilità etica del professionista.

Impatto pratico sugli studi professionali

Nella pratica quotidiana, gli studi che integrano strumenti di intelligenza artificiale dovranno predisporre procedure interne per la verifica dei risultati, modulare i contratti con i clienti prevedendo clausole informative e aggiornare i protocolli di sicurezza dei dati. Queste azioni sono pensate per allineare l’attività professionale ai nuovi obblighi deontologici e per rendere dimostrabile la corretta applicazione delle tecnologie in caso di contestazioni.

Andrea Innocenti
Autore

Andrea Innocenti

Andrea Innocenti ha coordinato dall'estero il rientro di una cronista napoletana durante una crisi diplomatica, gestendo contatti con consolati; è corrispondente esteri che definisce linee editoriali sulla geopolitica. Nato a Napoli, parla dialetto locale e mantiene rapporti con ONG partenopee.