Il mercato del lavoro mantovano ha visto nel 2026 una stabilità apparente, con un tasso di occupazione che si mantiene al 52,5%, coinvolgendo oltre 184mila persone. Questo dato, presentato durante un incontro presso la sede di Via Don Maraglio, è emerso dall’analisi dei dati Istat, Sistal e della banca dati provinciale, illustrati da Anna Capucetti, Maria Paola Salvarani e Cristina Paparella.
Differenze di genere e precarietà
Un’analisi più approfondita rivela differenze significative rispetto alle tendenze nazionali. In particolare, emerge uno sbilanciamento di genere il tasso di occupazione femminile è del 41,9%, contro il 63,3% maschile. Inoltre, il numero di inattivi ovvero persone potenzialmente occupabili, è aumentato dello 0,2% rispetto al 2026. La precarietà rimane un problema, con il 52% delle assunzioni a tempo determinato.
Demografia e settori trainanti
Il contesto demografico è caratterizzato da un invecchiamento della popolazione compensato solo dalla presenza di lavoratori stranieri, che rappresentano il 76% della fascia d’età 15-64 anni. Per quanto riguarda i giovani tra i 18 e i 29 anni, le assunzioni riguardano prevalentemente profili non qualificati nei settori dei servizi di alloggio e ristorazione (55%), attività artistiche e sportive (48%) e commercio (47%). Le figure professionali di alto livello corrispondono solo al 16% del totale delle assunzioni.
Settori chiave del mercato del lavoro
Il Report include una nuova sezione dedicata alla struttura produttiva locale, evidenziando i settori che alimentano maggiormente il mercato del lavoro: l’Industria Manifatturiera e Meccanica con il 35,5% degli addetti totali, e la Filiera Agro-alimentare. Questi settori rappresentano le colonne portanti dell’economia mantovana, offrendo opportunità di lavoro e contribuendo alla stabilità occupazionale.
Per una lettura approfondita, è possibile consultare il Report integrale con tutte le schede e le infografiche, disponibili per ulteriori dettagli e analisi.



