Questa mattina si è svolto a San Giovanni Valdarno un nuovo tavolo istituzionale convocato dalla Regione Toscana per fare il punto sui lavori programmati al cavalcaferrovia di Ponte al Pino e sulle ricadute operative sulla linea Firenze–Arezzo–Chiusi. All’incontro hanno partecipato rappresentanti degli enti locali del Valdarno aretino e fiorentino, i comitati dei pendolari, lo staff tecnico regionale, RFI e Trenitalia, con l’assessore regionale ai trasporti collegato da remoto. L’obiettivo era valutare le misure di mitigazione e definire le informazioni ai cittadini in vista delle settimane di cantiere previste per luglio.
Navette integrative e percorso alternativo dalla stazione di Campo di Marte
La Regione Toscana, in collaborazione con il Comune di Firenze, ha illustrato un piano di collegamenti sostitutivi studiato per limitare i disagi ai viaggiatori. In particolare, chi arriverà in treno alla stazione di Firenze Campo di Marte potrà avvalersi gratuitamente di un sistema integrato di bus navetta che collegheranno la stazione alle fermate della tramvia. Le corse navetta saranno dirette alle fermate Libertà-Parterre (linea T2) e Fortezza (linea T1)permettendo poi di raggiungere la stazione di Santa Maria Novella utilizzando la tramvia fino ad Alamanni. Il servizio sarà attivo sia all’andata sia al ritorno, con percorsi speculari pensati per mantenere la continuità dei collegamenti urbani.
Dettagli operativi sui servizi sostitutivi
Durante la riunione sono stati descritti gli snodi logistici: i bus partiranno dai pressi della stazione Campo di Marte con frequenze studiate per assorbire i flussi dei treni deviati; la tariffazione per l’utilizzo del collegamento integrato sarà gratuita per i pendolari interessati dal piano temporaneo. Le autorità hanno sottolineato che questi mezzi sono una misura temporanea e che saranno necessarie comunicazioni puntuali per orientare l’utenza sulle fermate e sugli orari effettivi.
Riduzione della capacità della linea e appello alla flessibilità delle imprese
RFI ha segnalato che la sostituzione del cavalcaferrovia comporterà una sensibile riduzione della capacità della tratta nelle fasce orarie di punta mattutine e pomeridiane, con cancellazioni e rimodulazioni dei treni che impatteranno in modo particolare sui pendolari che quotidianamente si spostano verso Firenze per lavoro o studio. I rappresentanti dei comitati dei pendolari hanno espresso preoccupazione per le cancellazioni previste nelle ore critiche, chiedendo maggiore attenzione nella pianificazione delle corse e informazioni tempestive sugli scenari possibili.
In risposta a queste criticità, la Conferenza zonale dei sindaci del Valdarno, guidata dalla presidente Valentina Vadi, ha lanciato un appello diretto alle associazioni di categoria e alle principali aziende dell’area fiorentina. La richiesta è che, nei periodi con maggiori limitazioni del servizio ferroviario, le imprese adottino misure organizzative compatibili con la propria attività per ridurre l’impatto sui lavoratori. Tra le soluzioni indicate ci sono il ricorso temporaneo allo smart workingla flessibilità sugli orari di ingresso e uscita e altre modalità di gestione del personale che possano contenere i disagi.
Motivazioni e impatto sociale dell’appello
La presidente della Conferenza zonale ha spiegato che i lavori a Ponte al Pino sono interventi necessari e strategici per la sicurezza e l’efficienza della rete, ma che nei periodi di maggiore impegno dei cantieri le limitazioni potrebbero allungare i tempi di percorrenza e complicare la gestione quotidiana delle famiglie. L’appello alle aziende è stato descritto come un atto di responsabilità collettiva volto a mitigare gli effetti sulla mobilità e sulla vita lavorativa dei cittadini, favorendo soluzioni pratiche e temporanee.
I sindaci del Valdarno aretino e fiorentino hanno inoltre chiesto che la comunicazione verso i cittadini sia capillare e tempestiva: oltre ai canali digitali, si raccomanda l’uso di strumenti informativi tradizionali per raggiungere tutti gli utenti, informandoli con anticipo sulle modifiche al servizio, sui percorsi alternativi e sulle opzioni messe a disposizione durante il cantiere.
Coordinamento interregionale e prossime convocazioni
Nel corso del tavolo è stato ricordato che la questione presenta profili che coinvolgono non solo la Toscana ma anche regioni limitrofe: è stata citata la delibera dell’Autorità di regolazione dei trasporti (Art), 49/2026 di aprile, che evidenzia alcune criticità condivise tra Toscana, Umbria e Lazio. Le tre regioni stanno già lavorando in modo coordinato per affrontare i problemi sollevati dalla delibera, e la prossima riunione plenaria è stata fissata per l’autunno, quando saranno aggiornati i piani operativi e le valutazioni sull’efficacia delle misure adottate.
I sindaci hanno annunciato che continueranno a seguire la situazione con attenzione e a rappresentare le esigenze del territorio nei dialoghi con la Regione, RFI, Trenitalia e le organizzazioni datoriali, con l’obiettivo di contenere al massimo i disagi per i pendolari e le famiglie durante le fasi più delicate del cantiere.



