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18 Giugno 2026

Come le aziende italiane affrontano benessere, conflitti e trasformazione digitale

Un incontro a Firenze ha riunito manager e istituzioni per discutere di benessere organizzativo, smart working e gestione dei conflitti

Come le aziende italiane affrontano benessere, conflitti e trasformazione digitale

Il mondo del lavoro è in continua evoluzione e le organizzazioni devono adattarsi rapidamente per rimanere competitive. A Firenze, si è tenuto un incontro promosso da Manageritalia Toscana e Aleteia Ets, con il patrocinio del Comune di Firenze, Confcommercio Toscana, Cida e Aidp, per discutere delle strategie necessarie a favorire benessere, inclusione e qualità delle relazioni nei luoghi di lavoro.

L’evento ha visto la partecipazione di Laura Sparavigna, assessora a Organizzazione e Personale, Smart City e Innovazione del Comune di Firenze, Marco Zuffanelli, presidente di Manageritalia Toscana, e Simone Stefani, presidente di Aleteia Ets. Durante l’incontro, è stata presentata la ricerca nazionale “Obiettivo Benessere”, commissionata da Manageritalia e realizzata da AstraRicerche.

Le sfide principali per i manager

La ricerca ha evidenziato diverse sfide che i manager devono affrontare. La digitalizzazione dei processi e l’utilizzo dell’AI sono considerati prioritari dal 72,3% degli intervistati, con il 21,3% che li indica come priorità assoluta. Seguono il controllo dei costi operativi (65%) e la difficoltà nel reperire personale qualificato.

Un’altra sfida significativa è la gestione del cambiamento generazionale e l’integrazione della Generazione Zindicata dal 46% del campione. Inoltre, il 75% dei manager percepisce la propria organizzazione in fase di trasformazione per adeguarsi ai nuovi scenari economici e sociali.

Modelli organizzativi e smart working

La ricerca ha anche analizzato la correlazione tra modelli organizzativi e smart working. Nelle aziende che non prevedono lavoro agile, i modelli gerarchici tradizionali raggiungono l’84%, mentre scendono al 58% nelle organizzazioni che consentono almeno tre giorni di smart working alla settimana. Tuttavia, rispetto agli anni post-pandemia, il lavoro agile registra una contrazione: il 41% delle aziende ne ha ridotto l’utilizzo e solo il 14,5% lo ha aumentato.

Il ruolo strategico del welfare aziendale e della formazione

Il welfare aziendale è considerato uno strumento strategico per offrire vantaggi economici ai lavoratori (69%), migliorare il clima interno (62%) e favorire il benessere e l’equilibrio tra vita professionale e privata (58%). Per oltre la metà dei manager, rappresenta anche un efficace strumento per trattenere i talenti e ridurre il turnover.

La formazione è fondamentale e coinvolge tutti i lavoratori nel 73,6% delle organizzazioni. Le competenze tecniche restano prioritarie (65,5%), ma cresce l’attenzione verso le soft skill (57%) e le competenze digitali avanzate (57,9%).

La gestione dei conflitti e l’impatto dell’AI

La conflittualità organizzativa è un altro tema cruciale. Le principali cause individuate sono i carichi di lavoro e la distribuzione delle attività (49%), seguiti dai cambiamenti organizzativi (46,4%), dalle relazioni interpersonali (36%) e dalla definizione di ruoli e percorsi di carriera (31%). Solo il 21% attribuisce i conflitti principalmente a questioni economiche o retributive.

Quando non vengono gestiti correttamente, i conflitti producono conseguenze rilevanti: il 73,4% degli intervistati indica il peggioramento del clima aziendale come principale effetto negativo, seguito dal calo della produttività (38,7%).

Un focus specifico è stato dedicato all’AI. Se da un lato le nuove tecnologie vengono riconosciute come strumenti capaci di aumentare efficienza e velocità dei processi, dall’altro emergono timori significativi. Il 64% dei manager segnala il rischio di non riuscire a comprendere quando l’IA sbaglia o potrebbe fornire risultati migliori; il 62% evidenzia la necessità di maggiore formazione e i rischi legati alla gestione dei dati sensibili. Preoccupa inoltre il possibile impoverimento delle capacità cognitive delle persone: il 60,2% teme che un uso eccessivo dell’IA possa ridurre l’abitudine all’analisi critica, alla valutazione autonoma e al problem solving.

“I dati della ricerca confermano che il benessere organizzativo non è un tema accessorio, ma una leva strategica per la competitività delle imprese”, ha dichiarato Marco Zuffanelli, presidente di Manageritalia Toscana. “In un contesto caratterizzato da trasformazioni tecnologiche, nuove esigenze delle persone e crescente complessità gestionale, le organizzazioni devono investire nella qualità delle relazioni, nella formazione e nella capacità di gestire i conflitti. Creare ambienti di lavoro inclusivi e orientati all’ascolto significa migliorare non solo il clima aziendale, ma anche produttività, innovazione e capacità di attrarre e trattenere talenti”.

Per Simone Stefani, presidente di Aleteia Ets, “migliorare la qualità delle relazioni e la vivibilità degli ambienti di lavoro e della società significa contribuire alla costruzione di organizzazioni più sane, inclusive e sostenibili. È da qui che nasce la possibilità di coniugare benessere individuale, efficacia organizzativa e prosperità collettiva. Ed è proprio con questa prospettiva che abbiamo sviluppato la nostra certificazione Conflict-Positive Organization per aiutare le imprese a riconoscere le tensioni, leggerle e trasformarle in occasioni di apprendimento, fiducia e corresponsabilità”.

Luca Ferrari
Autore

Luca Ferrari

Luca Ferrari, giornalista di economia del lavoro e risorse umane, analizza organizzazione aziendale, welfare e diritto del lavoro con uno sguardo alle dinamiche tra imprese e dipendenti.