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18 Giugno 2026

Diritto alla NASpI e APE Sociale dopo dimissioni dalla pubblica amministrazione

Dopo 31 anni di servizio pubblico, Giuseppe sta valutando un contratto a termine nel privato. Scopriamo insieme i suoi diritti riguardo alla NASpI e all'APE Sociale.

Diritto alla NASpI e APE Sociale dopo dimissioni dalla pubblica amministrazione

Giuseppe, dopo 31 anni di servizio nella pubblica amministrazione, sta per prendere una decisione importante: dare le dimissioni e accettare un contratto a tempo determinato nel settore privato. La durata del nuovo impiego è di 6 mesi, con la possibilità di proroga. Ma quali sono i suoi diritti in termini di indennità di disoccupazione e pensionamento anticipato?

In questo articolo esploreremo i requisiti per la NASpI e l’APE Socialedue strumenti fondamentali per chi si trova in una situazione simile a quella di Giuseppe.

I requisiti per la NASpI dopo un contratto a termine nel privato

La NASpIo Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiegoè un’indennità di disoccupazione destinata ai lavoratori del settore privato. Giuseppe, avendo lavorato per 6 mesi nel privato, ha maturato il diritto alla NASpI. Il requisito base è di 13 settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti, e con 6 mesi di lavoro, circa 26 settimane, Giuseppe supera ampiamente questa soglia.

È importante notare che i dipendenti pubblici a tempo indeterminato sono esclusi dalla NASpI. Tuttavia, il contratto a termine nel privato di Giuseppe, cessando per scadenza, gli determina una disoccupazione involontaria e gli fa maturare un diritto autonomo alla NASpI, fondato sui soli contributi del datore di lavoro privato.

Dal 2026, chi si dimette da un rapporto a tempo indeterminato nei dodici mesi precedenti la cessazione involontaria deve avere almeno 13 settimane di contribuzione maturate dopo le dimissioni. Questa regola si applica anche a Giuseppe, ma il requisito è comunque soddisfatto, dato che i sei mesi nel privato successivi alle dimissioni valgono circa 26 settimane, oltre il doppio del minimo.

APE Sociale con 18 mesi maturati nella PA

Giuseppe ha maturato 18 mesi di contribuzione nei 36 mesi precedenti presso la pubblica amministrazione. Questi mesi sono validi anche per l’APE Socialeche non distingue tra settore pubblico e privato. I 18 mesi nei 36 mesi precedenti non sono il requisito contributivo dell’APE Sociale, ma una condizione di accesso prevista per il disoccupato a seguito di scadenza di un contratto a termine.

L’APE Socialeprorogata fino al 31 dicembre 2026 dalla Legge di Bilancio 2026, richiede almeno 63 anni e 5 mesi di età, un’anzianità contributiva di almeno 30 anni e l’aver concluso integralmente la NASpI. Giuseppe, con 31 anni di servizio, possiede già il requisito contributivo.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 24950 del 2026, ha riconosciuto il diritto all’APE Sociale anche a chi non ha fruito della NASpI, purché in stato di disoccupazione. Tuttavia, l’INPS non ha ancora recepito questo orientamento, e nella prassi la conclusione della NASpI continua a essere richiesta.

La sequenza tra NASpI e APE Sociale

I due trattamenti seguono una sequenza precisa: prima si percepisce ed esaurisce la NASpI, la cui durata è pari alla metà delle settimane di contribuzione e che, con sei mesi di lavoro, vale circa tre mesi di indennità; poi, conclusa la NASpI e raggiunti i 63 anni e 5 mesi, si può presentare domanda per l’APE Sociale.

Se Giuseppe non ha ancora l’età richiesta al momento della conclusione della NASpI, dovrà attendere di maturarla, a condizione che la misura sia ancora prorogata. Attualmente, l’APE Sociale è confermata fino al 31 dicembre 2026.

Andrea Innocenti
Autore

Andrea Innocenti

Andrea Innocenti ha coordinato dall'estero il rientro di una cronista napoletana durante una crisi diplomatica, gestendo contatti con consolati; è corrispondente esteri che definisce linee editoriali sulla geopolitica. Nato a Napoli, parla dialetto locale e mantiene rapporti con ONG partenopee.