Roma, 2026. Il mercato immobiliare della Capitale sta vivendo una fase di maturità, con un valore complessivo che supera i 10 miliardi di euro. Le compravendite registrano un aumento del 2%, mentre i prezzi salgono dell’1,5%. Tuttavia, è il settore delle locazioni a destare maggiore preoccupazione, con canoni in aumento del 4,5% e un’offerta abitativa ancora insufficiente.
Un mercato in evoluzione
Secondo le stime di FIMAA Confcommercio Roma e Lazio, il mercato residenziale romano è caratterizzato da una domanda presente ma sempre più selettiva. Gli scambi restano consistenti, con un prezzo dell’usato già abitabile che mantiene forza. La locazione diventa il punto in cui domanda e redditi si misurano ogni mese.
Prezzi e credito
La tenuta dei prezzi romani passa soprattutto dall’abitazione esistente in buone condizioni. Le case nuove sono poche e la riqualificazione costa di più rispetto a pochi anni fa. Molte famiglie preferiscono un immobile utilizzabile subito, anche pagando un premio rispetto a soluzioni da ristrutturare.
La domanda di prima casa resta il motore più robusto delle compravendite romane, ma l’accesso al credito opera come filtro. La Banca d’Italia indica per aprile 2026 un TAEG sui nuovi prestiti casa al 3,91%. La quota di nuovi prestiti con determinazione iniziale del tasso fino a un anno sale al 21,2%, segnale di una maggiore attenzione alle opzioni di tasso in una fase meno lineare.
Locazioni e contratti flessibili
La parte più tesa del mercato romano è la locazione. Il numero dei contratti si mantiene complessivamente stabile, ma i canoni avanzano. Questa combinazione descrive un mercato dove la domanda non manca e l’offerta non riesce ad allargarsi abbastanza. Chi cerca casa in affitto compete su pochi immobili disponibili e il prezzo assorbe la pressione.
I canoni medi 2026 hanno registrato un aumento del 5,3%, con incrementi più marcati sui contratti transitori. Per il 2026, FIMAA indica un ulteriore aumento intorno al 4,5%, con dinamiche più accentuate sui contratti ordinari e transitori rispetto agli agevolati.
Il mercato immobiliare romano è in una fase di stabilizzazione ad alta pressione. Gli scambi restano consistenti, il prezzo dell’usato pronto vale più del nuovo da costruire, e la locazione diventa il punto in cui domanda e redditi si misurano ogni mese. La fascia intermedia assorbe la pressione più dura, mentre il patrimonio recuperabile rappresenta il vero freno al rientro sul mercato.


