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14 Giugno 2026

Lavoro ibrido e trasparenza salariale: cosa emerge da banche e consulenza tech

Un confronto tra 406 annunci pubblicati da grandi gruppi bancari e società di consulenza tech evidenzia che il lavoro da remoto è tornato a essere un'eccezione, le offerte legate all'intelligenza artificiale sono marginali e la trasparenza salariale è ancora quasi assente. Scopri i numeri e le implicazioni per chi cerca lavoro.

Lavoro ibrido e trasparenza salariale: cosa emerge da banche e consulenza tech

Negli ultimi mesi abbiamo confrontato gli annunci di lavoro pubblicati da cinque grandi gruppi bancari italiani (Unicredit, Intesa Sanpaolo, BPER, Banco BPM, Monte dei Paschi di Siena) e da tre importanti realtà di consulenza tecnologica (Accenture, Capgemini, Engineering). L’obiettivo era valutare tre dimensioni concrete: le modalità di lavoro proposte, la domanda di competenze legate all’intelligenza artificiale e il livello di trasparenza salariale negli annunci.

I numeri raccolti nei periodi indicati mostrano uno scenario coerente tra settori diversi: il full remote è praticamente scomparso, le posizioni legate all’IA costituiscono una quota esigua e gli stipendi raramente vengono esplicitati negli annunci. Queste evidenze hanno ricadute pratiche su candidati, aziende e mercati del lavoro locali.

Modalità di lavoro e distribuzione territoriale degli annunci

Nell’analisi relativa al settore bancario, su 77 posizioni raccolte il riferimento al lavoro da remoto appare solamente in 3 annunci. Nel settore della consulenza tech, su 329 annunci il full remote è indicato in meno dell’1% delle offerte, mentre il 68% degli annunci non specifica la modalità di lavoro: questa porzione si divide tra offerte che non menzionano alcuna modalità e altre che accennano genericamente a flessibilità oraria e presenza in sede rimandando i dettagli al colloquio o all’assunzione. Tra gli annunci che esplicitano la modalità, la presenza in sede raggiunge circa il 4% e il full remote circa lo 0,6%.

Un elemento significativo riguarda la capillarità territoriale: Accenture e Capgemini, in particolare, hanno pubblicato offerte distribuite in 25 diversi comuni italiani. Questa diffusione non solo porta opportunità fuori dai grandi centri, ma modifica anche la dinamica salariale locale. Nei centri minori, la concorrenza per talenti induce le PMI locali a migliorare i propri standard di attrattività; parallelamente, una domanda spalmata su più città attenua la pressione salariale nei poli tradizionali come Milano e Roma, riducendo la competizione diretta sui compensi.

Competenze richieste: quanto conta davvero l’intelligenza artificiale e cosa manca sulla retribuzione

Nonostante l’attenzione pubblica sull’IA le posizioni esplicitamente dedicate a questo ambito rappresentano una minoranza: nella consulenza tech 17 annunci su 329 (circa il 5%) riguardano ruoli riconducibili all’intelligenza artificiale nel bancario sono 3 su 77 (4%). All’interno della consulenza, i profili legati all’IA si suddividono tra chi sviluppa modelli, chi li integra in contesti industriali (fabbriche, impianti, robotica) e chi svolge attività consulenziale e strategica. Rimane tuttavia evidente che l’IA non domina la domanda complessiva, che resta ampia e variegata su competenze tecnologiche tradizionali.

Il terzo elemento di rilievo è la comunicazione sulla retribuzione. Nel campione bancario analizzato la cifra salariale non compare in nessuno dei 77 annunci esaminati; nella consulenza tech la pratica è praticamente la stessa: quasi tutti gli annunci non indicano una quantificazione monetaria. Le aziende invece enfatizzano altri aspetti, con il 97% degli annunci della consulenza tech che cita opportunità di sviluppo professionale e oltre il 90% che valorizza un ambiente di lavoro stimolante. Questo approccio potrebbe essere influenzato dall’attesa degli effetti della normativa europea sulla trasparenza retributiva, la cui applicazione potrebbe portare a cambiamenti già nel corso del 2026.

Implicazioni pratiche per chi cerca lavoro

I dati suggeriscono che esistono leve concrete per differenziarsi nel mercato del lavoro: un’azienda che sceglie di comunicare chiaramente la politica sul remote working o di indicare la fascia retributiva nell’annuncio può ottenere un vantaggio competitivo nella ricerca di talenti. In mercati dove la trasparenza è scarsa, queste scelte aumentano la visibilità e la fiducia dei candidati, che oggi confrontano le offerte con facilità e memorizzano le pratiche di reclutamento.

Per candidati e datori di lavoro, questi elementi definiscono le regole del gioco attuali e indicano dove intervenire per migliorare attrattività e matching.

Luca Ferrari
Autore

Luca Ferrari

Luca Ferrari, giornalista di economia del lavoro e risorse umane, analizza organizzazione aziendale, welfare e diritto del lavoro con uno sguardo alle dinamiche tra imprese e dipendenti.