Il Governo ha aperto la finestra per la presentazione delle richieste di supporto economico legate al fermo pesca 2026. Dal 21 maggio 2026, a partire dalle ore 12:00 e fino al 30 giugno 2026 alle ore 23:59, le imprese di pesca marittima possono trasmettere le istanze esclusivamente tramite il portale Fermo Pesca. Questa misura riguarda le sospensioni dell’attività avvenute nel 2026 e punta a sostenere i lavoratori che hanno subito riduzioni delle giornate lavorative a causa di misure di arresto temporaneo obbligatorio e non obbligatorio.
Cosa stabilisce il decreto interministeriale
Il provvedimento di riferimento è il decreto interministeriale n. 1603 del 19 maggio 2026, sottoscritto dai ministeri competenti in materia economica, del lavoro e dell’agricoltura. Secondo il testo, ai dipendenti delle imprese marittime spetta una indennità giornaliera onnicomprensiva fino a un massimo di 30 euro per le giornate di fermo valide per il 2026. La misura è finanziata con le risorse stanziate nella Legge di Bilancio 2026 (comma 164, L. 199/2026) per un ammontare complessivo di 30 milioni di euro, mirati a compensare i mancati guadagni determinati dai periodi di stop.
Procedura amministrativa e pubblicazione
La procedura è stata avviata dopo la ricezione del decreto controfirmato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e trasmesso agli organi di controllo per le verifiche di competenza. Il testo ufficiale sarà pubblicato dopo l’acquisizione dei visti richiesti. Nel frattempo il Ministero del Lavoro ha predisposto un focus informativo sul proprio sito e le istruzioni operative per l’invio delle istanze tramite il portale Fermo Pesca, che resta l’unico canale ammesso per la presentazione delle domande.
Chi presenta la domanda e come va compilata
Non sono i singoli lavoratori a inoltrare le richieste, ma le imprese di pesca marittima. Per ogni unità di pesca presente in azienda deve essere predisposta una singola istanza: questo significa che se l’azienda gestisce più imbarcazioni o unità, andrà compilata altrettante domande distinte. Le istruzioni dettagliate per la compilazione sono disponibili nel focus del Ministero e spiegano i campi obbligatori, la documentazione da allegare e i controlli preliminari necessari per l’ammissione al beneficio.
Scadenze e dati risultanti dall’istruttoria
Le domande devono essere caricate sul portale entro le 23:59 del 30 giugno 2026. Al termine dell’istruttoria, saranno resi noti i dati aggregati relativi alle posizioni beneficiarie, al numero di giornate riconosciute e agli importi complessivi erogati. È importante che le imprese rispettino i termini e le modalità indicate, perché solo le istanze trasmesse correttamente e nei termini potranno essere valutate per l’accesso alle risorse stanziate.
Impatto sul settore e prospettive
La misura è stata accolta come un sollievo per un comparto che, secondo le associazioni di categoria, conta oltre 25.000 addetti e circa 18.000 imbarcazioni. Le sospensioni biologiche annuali variano mediamente dai 30 ai 42 giorni, con conseguenze economiche significative: Fedagripesca stima un impatto sul fatturato nazionale di circa 2,5-3 milioni di euro al giorno durante i periodi di stop. Per questo motivo organizzazioni come Coldiretti e Fedagripesca sottolineano la necessità di lavorare sulla strutturazione di ammortizzatori sociali più stabili, come l’estensione della Cisoa al settore pesca, per garantire tutele di lungo periodo.
Il via libera alle richieste per il fermo pesca 2026 rappresenta quindi un intervento mirato e temporaneo, pensato per dare immediata risposta alle difficoltà generate dalle riduzioni delle giornate lavorative. Le imprese sono invitate a consultare il focus del Ministero del Lavoro e a utilizzare il portale Fermo Pesca rispettando le scadenze, in modo da permettere una gestione rapida e trasparente degli aiuti e la corretta attribuzione delle indennità ai lavoratori coinvolti.