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28 Giugno 2026

Come retribuire un tirocinante curriculare: LUL, IRPEF e certificazione 2026

Indicazioni chiare per le imprese su come gestire il pagamento ai tirocinanti curriculari, con focus su LUL, IRPEF e documento CU

Compenso forfettario per tirocinio curriculare: procedure fiscali e amministrative

Un’azienda ha avviato un tirocinio curriculare mediante convenzione con l’università e ha predisposto il progetto formativo. L’impresa intende riconoscere al tirocinante un compenso forfettario, ma restano dubbi sulle procedure fiscali e amministrative da seguire.

Questo articolo sintetizza le alternative pratiche e illustra i passaggi operativi necessari. Vengono chiariti i profili contributivi, gli adempimenti di comunicazione e le possibili modalità di erogazione del compenso. Sono forniti riferimenti normativi e indicazioni concrete per ridurre il rischio di contestazioni amministrative.

Pubblicato: 20/02/2026 09:30.

Quadro normativo e differenze tra tipologie di tirocinio

Le aziende e le università devono distinguere il tirocinio curriculare dal tirocinio extracurriculare per rispettare obblighi normativi e amministrativi. Il primo è integrato nel percorso di studi e viene inserito nel piano formativo dell’ateneo; il secondo è orientato all’inserimento nel mondo del lavoro e spesso si regola tramite convenzioni diverse.

La distinzione incide sulle responsabilità dell’ente ospitante, sugli obblighi assicurativi e sulle modalità di riconoscimento economico. In particolare, il datore di lavoro assume compiti diversi in termini di tutela e supervisione. Le coperture assicurative possono variare in base alla tipologia e alla convenzione sottoscritta. Anche il riconoscimento economico segue percorsi normativi e prassi amministrative differenti.

Per garantire conformità, le parti devono esplicitare nel progetto formativo le attività previste, i criteri di valutazione e le misure di sicurezza. Questo approccio riduce il rischio di contenziosi e facilita il monitoraggio delle competenze acquisite durante l’esperienza.

Quando il compenso è possibile

Inoltre, il versamento di un contributo forfettario può ridurre il rischio di contenziosi e facilitare il monitoraggio delle attività svolte durante l’esperienza.

La decisione spetta all’azienda, ma richiede verifica preventiva della convenzione con l’ateneo e del regolamento interno. Alcuni atenei stabiliscono limiti o procedure obbligatorie per l’erogazione del contributo. La presenza di un pagamento influisce inoltre su profili contributivi e fiscali, che vanno valutati caso per caso con il supporto dell’ufficio stage o di consulenti.

La procedura pratica: LUL o altra modalità?

Per i tirocinanti extracurriculari è prassi consolidata utilizzare il libretto unico del lavoro (LUL) per registrare e liquidare i compensi. Tale soluzione comporta l’applicazione dell’IRPEF e l’emissione della CU, oltre alla tracciabilità delle prestazioni.

Nel caso dei tirocinanti curriculari con compenso forfettario la normativa e le prassi amministrative non sono uniformi. La scelta dipende dalla natura economica del corrispettivo, dalla qualifica giuridica attribuita all’erogazione e dall’accordo tra università e soggetto ospitante.

In pratica le alternative ricorrenti sono: utilizzo del LUL, erogazione tramite convenzione con borsa di studio o riconoscimento come rimborso spese documentato. Ciascuna opzione produce conseguenze diverse su adempimenti fiscali e profili contributivi.

La valutazione deve avvenire caso per caso con il supporto dell’ufficio stage dell’ateneo o di consulenti fiscali. La scelta amministrativa influenza la tracciabilità del pagamento, il trattamento fiscale e gli obblighi di reporting.

Restano necessari chiarimenti operativi per armonizzare prassi diverse tra atenei e soggetti ospitanti; nel frattempo la decisione formale influisce direttamente su adempimenti e rischi di contenzioso.

Opzioni operative per le aziende

Le aziende che ospitano tirocini devono scegliere la modalità di erogazione del contributo. La decisione influisce su adempimenti fiscali, obblighi contributivi e rischio di contenzioso.

Le principali soluzioni pratiche sono tre. Prima opzione: erogare il contributo come rimborso spese documentato, senza passare per il libretto unico del lavoro (LUL). Seconda opzione: utilizzare il LUL, operare la trattenuta dell’IRPEF e certificare il reddito tramite CU. Terza opzione: stipulare un accordo diverso, ad esempio una borsa lavoro o un voucher, se ammessi dalla normativa e dalla convenzione. Ciascuna opzione richiede verifiche puntuali sulla natura del compenso, sugli obblighi contributivi e sulle annotazioni contrattuali nella convenzione universitaria.

Implicazioni fiscali e di certificazione

In continuità con le scelte operative delle aziende, la modalità di erogazione influisce direttamente sugli adempimenti fiscali e sulla documentazione obbligatoria. Se il compenso è erogato tramite LUL, esso è soggetto a IRPEF come reddito da lavoro dipendente o assimilato, con le relative ritenute e la consegna della CU al tirocinante. Se la somma viene classificata come rimborso spese documentato, può non configurarsi come reddito imponibile, a condizione che la documentazione giustifichi natura e ragione delle spese. La corretta qualificazione richiede verifiche puntuali sulla convenzione, sugli obblighi contributivi e sulle annotazioni contrattuali, nonché consulenza fiscale specializzata per ogni singolo caso.

Rischi e controlli

Un’errata qualificazione del compenso espone l’azienda a contenziosi e a verifiche da parte dell’Agenzia delle Entrate e degli enti previdenziali. Le verifiche possono riguardare la natura del rapporto di lavoro, gli obblighi contributivi e la documentazione a supporto.

Per ridurre i rischi le parti devono formalizzare per iscritto la convenzione con l’università e l’accordo con il tirocinante. Il documento deve specificare la natura del compenso, la documentazione richiesta e l’eventuale erogazione mediante il LUL. In presenza di dubbi la situazione richiede una consulenza fiscale o legale specializzata, valutata caso per caso.

In assenza di regolarità l’azienda può essere soggetta a sanzioni amministrative, richieste di contributi arretrati e contenziosi giudiziari. Si tratta di rischi concreti che influenzano costi e reputazione dell’impresa.

Consigli pratici per le imprese

Per ridurre il rischio di contestazioni, l’azienda dovrebbe verificare la convenzione e il progetto formativo prima di erogare qualsiasi somma. Occorre chiedere indicazioni all’ateneo e valutare la natura del compenso. Se si opta per il LUL, predisporre la modulistica per le ritenute e la CU. Se si scelgono rimborsi documentati, conservare tutte le ricevute e definire criteri oggettivi per le spese rimborsabili. È necessario comunicare in modo trasparente al tirocinante la qualificazione del pagamento e le implicazioni fiscali.

La corresponsione di un contributo forfettario a un tirocinante curriculare è possibile, ma richiede attenzione procedurale. Bisogna valutare la convenzione, determinare la natura del pagamento e scegliere la procedura più coerente — ad esempio LUL con applicazione di IRPEF e rilascio della CU o rimborso documentato — per contenere il rischio di contestazioni. Alessandro Bianchi osserva che, come spesso avviene nei progetti di prodotto, la mancanza di processi condivisi genera problemi operativi; la soluzione pratica è documentare ogni decisione e coinvolgere il consulente fiscale e il referente dell’ateneo.

Martina Marchesi
Autore

Martina Marchesi

Martina Marchesi ha guidato la squadra che ha coperto il piano urbanistico di Firenze, sostenendo una linea editoriale basata sull'analisi documentale. Vicedirettrice, porta un dettaglio personale riconoscibile: una mappa manoscritta dei rioni fiorentini nella sua agenda.