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Zafferano dell’Aquila Dop: “Prodotto d’eccellenza, i dazi non spaventano”

(Adnkronos) – Con una tradizione secolare alle spalle e qualità organolettiche uniche, lo Zafferano dell'Aquila Dop, spezia di nicchia prodotta esclusivamente in provincia de L'Aquila e in particolare nell'Altopiano di Navelli, ha saputo conquistare clienti di alta fascia sui mercati internazionali, primo fra tutti gli Stati Uniti. E non sembra temere l'impatto dei dazi. "Non abbiamo ancora riscontri su eventuali impatti dei dazi, le quantità che esportiamo sono relativamente modeste e la clientela statunitense che acquista il nostro prodotto è una clientela attenta, con buone capacità di acquisto. I dazi non credo influiranno molto", dice all'Adnkronos Massimiliano D'Innocenzo, presidente del Consorzio per la tutela dello Zafferano dell’Aquila Dop, presidente della Cooperativa di comunità Oro rosso e socio della Cooperativa di produttori 'Altopiano di Navelli'. Un prodotto sicuramente di nicchia (la produzione annuale si attesta tra i 30 e i 40 chili e servono circa 250mila fiori per 1 kg di zafferano prodotto esclusivamente in 13 comuni dell'aquilano), dalle qualità uniche, attrae una clientela attenta, affezionata, di fascia alta. L'oro rosso abruzzese vanta infatti clienti di livello "tra cui il Bulgari Hotel di Parigi e Dubai, oltre che quelli di Milano e Roma", dice D'Innocenzo. E poi Giappone, Francia, Emirati Arabi, Svizzera, Germania, Olanda. Una spezia storicamente molto apprezzata, "i mercati tedeschi si approvvigionavano del nostro zafferano fin dal Medioevo", spiega. "Più difficile entrare nei mercati mediterranei come Spagna e Grecia che hanno produzioni di zafferano molto rilevanti dal punto di vista quantitativo e quindi con prezzi competitivi". Ma il 'nostro' Zafferano dell’Aquila Dop è un altro tipo di prodotto. "Abbiamo un disciplinare che ha messo nero su bianco sia la tradizione della coltivazione sia il processo di affinamento della spezia, che avvengono ancora manualmente, e che fa sì che le concentrazioni organolettiche siano particolarmente elevate. Grazie a questo sistema – sottolinea D'Innocenzo – garantiamo un prodotto di qualità superiore che lo rende tra i migliori al mondo, se non il migliore. Il vantaggio della Dop è proprio di garantire al consumatore sempre una qualità eccelsa e dai controlli rigorosi". Dal 5 al 19 settembre gli appuntamenti che celebrano l''oro rosso' Prodotta in 13 comuni dell'aquilano (Barisciano, Caporciano, Fagnano Alto, Fontecchio, L'Aquila, Molina Aterno, Navelli, Poggio Picenze, Prata d'Ansidonia, San Demetrio nei Vestini, S. Pio delle Camere, Tione degli Abruzzi e Villa Sant' Angelo) la Dop Zafferano dell'Aquila compie 20 anni e conta circa 90 produttori locali che collaborano con le principali cooperative dell'altopiano di Navelli, Produttori Uniti Zafferano, Castelcamponeschi, Peltuinum, Sapori della Terra, Artemisia, Centuria.  Per celebrare i 20 anni della Dop dell''oro rosso', il Gruppo di azione locale (Gal) Gran Sasso Velino, in collaborazione con la Regione Abruzzo-assessorato all'Agricoltura, la Camera di Commercio del Gran Sasso d'Italia e la Fondazione della Cassa di Risparmio dell'Aquila, nell'ambito della Strategia di sviluppo a valere sul Piano di Sviluppo Rurale Abruzzo 2014-2022, promuove una serie di eventi nei luoghi simbolo dello zafferano prodotto in provincia dell'Aquila e nello specifico nell'altopiano di Navelli, dal 5 al 19 settembre: il 5 settembre a Navelli, il seminario 'Zafferano dell'Aquila Dop: vent'anni di storia, cultura e identità'; il 9 e il 12 settembre, rispettivamente nei comuni di San Pio delle Camere e di Barisciano, due show cooking; il 19 settembre a L'Aquila, nella sala Ipogea di palazzo dell'Emiciclo, sede del Consiglio regionale d'Abruzzo, il convegno 'Oro rosso d'Abruzzo: eccellenza Dop tra tradizione e futuro'. "Il nostro territorio celebra il legame con un prodotto che rappresenta storia e futuro delle nostre comunità, simbolo di cultura ed identità, di tradizione e innovazione nelle nostre resilienti aree interne. Lo Zafferano, emblema di amore e costanza, di cura e passione, rappresenta bene lo spirito di chi abita i nostri paesi e che continuando a custodire antichi saperi si apre a nuovi scenari", spiega Paolo Federico, sindaco di Navelli e presidente del Gal Gran Sasso-Velino.
 Dal XII secolo a oggi, storia dello Zafferano di Navelli La spezia si ottiene dagli stimmi del fiore del Crocus che si raccoglie tra ottobre e novembre, la mattina presto. Secondo alcune delle fonti principali, lo zafferano arrivò in Italia per la prima volta a Navelli nel XII secolo, grazie a un monaco domenicano appartenente alla famiglia Santucci, che portò dalla Spagna alcuni bulbi della pianta. Qui, sull’altopiano di Navelli, tra i 700 e i 1000 metri di altitudine, trovò un habitat molto favorevole, diventando un prodotto di gran lunga superiore a quello coltivato in altre nazioni.  Tra il Cinquecento e il Settecento divenne una delle principali risorse economiche dell’Abruzzo aquilano, molto richiesto tra i commercianti veneziani, milanesi e fiorentini, fino a creare una rete consolidata verso l’Europa centrale. La maggiore produzione si ebbe nel XVI secolo, lo stesso secolo che poi ne vide il declino a causa della peste, delle guerre e dell’accrescersi delle gabelle imposte dai monarchi spagnoli. Tra alti e bassi, la coltivazione toccò una drastica riduzione nel XIX secolo fino ad azzerarsi quasi completamente nel dopoguerra.  Il processo di recupero arrivò grazie all'intuizione di Silvio Salvatore Sarra, noto come il 're dello zafferano', fondatore nel 1971 della cooperativa Altopiano di Navelli. Nel 2005 lo Zafferano dell’Aquila ha ottenuto la Denominazione di Origine Protetta, riconoscimento del legame tra l’altopiano di Navelli e l’eccellenza del prodotto. Oggi rappresenta non solo una spezia di altissimo pregio, ma anche un simbolo identitario e culturale per l’intera area aquilana. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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