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Workshop a Roma su politiche e istituzioni del mercato del lavoro

Evento a Roma che riunisce economisti del lavoro per analizzare il ruolo delle politiche e delle istituzioni nel mercato del lavoro

La Banca d’Italia e il Center for Economic Policy Research (CEPR) tornano a promuovere un confronto scientifico sul funzionamento del mercato del lavoro. L’appuntamento è a Roma il 21 e il 22 settembre 2026, quando ricercatori e esperti si incontreranno per discutere come le politiche pubbliche e le strutture istituzionali influenzino l’offerta e la domanda di lavoro e il processo di matching tra imprese e lavoratori.

Questo incontro, giunto alla sua nona edizione, è pensato come una piattaforma di scambio tra chi produce ricerca empirica e chi si occupa di disegnare interventi pubblici. L’obiettivo è mettere a confronto evidenze recenti e stimolare nuove analisi su temi come la regolazione del mercato, i meccanismi di ricerca attiva del lavoro e gli strumenti di politica attiva e passiva.

Obiettivi e temi al centro del workshop

Il workshop si concentra su questioni centrali per l’economia del lavoro: come le istituzioni e le politiche del lavoro modellano le decisioni di assunzione, la partecipazione al mercato e la mobilità professionale. In particolare, i partecipanti esploreranno l’impatto di norme contrattuali, sussidi, servizi di collocamento e formazione sulla capacità di far incontrare domanda e offerta. Verranno analizzati sia approcci teorici sia evidenze empiriche, con un’attenzione specifica a come gli effetti varino a seconda del contesto istituzionale e del ciclo economico.

Argomenti chiave e approcci metodologici

Tra i temi chiave figurano l’efficacia delle politiche attive, la regolazione del lavoro, e le disuguaglianze nell’accesso alle opportunità occupazionali. Le presentazioni impiegheranno tecniche empiriche avanzate, come studi di valutazione ex post, analisi di microdati amministrativi e modelli strutturali. L’uso di questi metodi permette di fornire stime robuste sugli effetti causali delle misure di policy e di evidenziare scenari per possibili riforme.

Relatori e formato dell’evento

Le keynote lectures saranno affidate a due figure di rilievo internazionale: Barbara Petrongolo (University of Oxford e CEPR) e Erik Hurst (University of Chicago, Booth School of Business). I loro interventi forniranno cornici interpretative e sintetizzeranno sviluppi recenti nella letteratura. L’agenda prevede sessioni parallele con paper discussi da colleghi e momenti di domande e risposte per favorire il dialogo tra presentatori e pubblico.

Formato e opportunità di networking

Oltre alle sessioni scientifiche, l’evento offre spazi per il networking tra accademici, policy maker e professionisti. Questi momenti informali sono progettati per facilitare collaborazioni future e la condivisione di dati e strumenti metodologici. La struttura prevede anche discussioni dedicate a implicazioni politiche concrete, rendendo l’iniziativa rilevante sia per la ricerca accademica sia per chi opera nelle istituzioni.

Come partecipare e informazioni pratiche

I ricercatori interessati a presentare un paper possono inviare la propria proposta secondo le modalità comunicate dagli organizzatori. La scadenza per le candidature è il 17 maggio. Si raccomanda di preparare un abstract chiaro e di indicare le principali metodologie e dati utilizzati: il comitato scientifico privilegia lavori che combinano rigore analitico e rilevanza per le politiche.

La partecipazione al workshop rappresenta un’occasione per esporre risultati di ricerca a una platea qualificata e ricevere feedback costruttivi. Per informazioni pratiche su registrazione, alloggio e programma dettagliato è disponibile una pagina dedicata sul sito della Banca d’Italia. L’evento è aperto a chi lavora nel campo dell’economia del lavoro e a chi ha interessi nelle policy del mercato del lavoro, con particolare attenzione a studi che possano informare decisioni pubbliche.

John Carter

Dodici anni come inviato in zone di conflitto per le maggiori testate internazionali, tra Iraq e Afghanistan. Ha imparato che i fatti vengono prima delle opinioni e che ogni storia ha almeno due versioni. Oggi applica lo stesso rigore alla cronaca quotidiana: verifica, contestualizza, racconta. Niente sensazionalismi, solo ciò che è verificato.

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