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Vino italiano sotto attacco, la campagna di Oscarwine e Centinaio

(Adnkronos) – Oscarwine, uno dei portali sul vino più letti, torna con i suoi eventi sul vino. Ad annunciarlo Livio Buffo, Ceo dell’agenzia di comunicazione Cenacoli e Gian Marco Centinaio, vicepresidente del Senato della Repubblica. “Come anticipato a Vinitaly – ha commentato Livio Buffo – Con il senatore Centinaio abbiamo intenzione di lanciare una vera e propria campagna di sensibilizzazione su alcuni problemi che affliggono il nostro settore vitivinicolo e creare un sano dibattito che svegli le coscienze. Siamo un’eccellenza internazionale del vino ma continuiamo a subire passivamente il fuoco amico dell’Europa e, adesso, a subire i pericolosi cambi di umore degli statunitensi sui dazi: in questa situazione rischiano non solo le cantine ma anche tutte le aziende e le professionalità che fanno parte della filiera. Continuo a reputare che la miglior difesa sia l’attacco e, a brevissimo, presenteremo con il vicepresidente del Senato un progetto per provare a cambiare davvero le cose.” “Da anni – ha sottolineato il presidente Centinaio – sto portando avanti una battaglia contro una serie di vergognosi attacchi al nostro agroalimentare, dal nutriscore ai dazi americani, passando per gli avvisi sanitari irlandesi. Ci sono, tuttavia, altre situazioni sconosciute ai più – alcune potenzialmente pericolose, altre già dannose – che meritano la luce dei riflettori, che devono essere comunicate alla nostra filiera produttiva, combattute e fermate. Stiamo organizzando un incontro con Cenacoli e oscarwine per presentare questa iniziativa che vedrà coinvolta attivamente anche la nostra comunità italiana all’estero. Il patrimonio agroalimentare italiano è indissolubilmente legato al suo territorio e non delocalizzabile, non possiamo produrre l’olio d’oliva, il parmigiano, i nostri vini altrove come vorrebbe qualcuno. Urge diplomazia e una soluzione politica che non danneggi le nostre aziende: ieri il presidente Meloni ha fatto un importante passo in questo senso.” “Tanto per dare un dato a chi ci confronta sempre con i francesi – conclude Buffo – l’Italia è il primo Paese al mondo per export di formaggi oltreoceano e, negli ultimi anni, sono cresciuti anche i numeri del vino. Ho sentito dire da qualche italiano trapiantato negli Usa che, in caso di aumento dei prezzi delle nostre bottiglie, andrà sui vini della Napa Valley. Questo atteggiamento è grave. La nostra comunità –che ripeterò fino alla noia ha fortemente contribuito al ritorno del presidente Trump e che quindi ha un peso elettorale negli Usa – deve far sentire la sua voce e protestare; così come tengono la bandiera italiana in bella vista sui balconi o fuori dai negozi, devono manifestare la loro italianità anche in termini di sostegno “politico” al nostro agroalimentare. I nostri prodotti tipici sono unici, un’espressione del territorio, una materia prima unica al mondo, un saper fare che non si può delocalizzare o trasferire oltreoceano. Adesso attendiamo di vedere a cosa porterà l’incontro di ieri fra la premier Meloni e il presidente Trump.” —winewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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