(Adnkronos) – Gli Stati Uniti hanno deciso di rilasciare due membri russi dell'equipaggio della petroliera Marinera battente bandiera russa, sequestrata da Washington nel nord Atlantico con il sospetto di operare per aggirare la sanzioni contro il Venezuela. Lo ha reso noto la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova. "In risposta alla nostra richiesta – si legge in un comunicato – il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha deciso di rilasciare due cittadini russi a bordo della petroliera Marinera, trattenuti dagli Stati Uniti durante un'operazione nel Nord Atlantico. Accogliamo con favore questa decisione ed esprimiamo la nostra gratitudine alla leadership statunitense". Una petroliera arrugginita, oggi chiamata Marinera, è diventata nei giorni scorsi il centro di un caso geopolitico che coinvolge Russia, Stati Uniti e Regno Unito. Ma per quale motivo? A cercare di fare chiarezza sulla vicenda è il Guardian, secondo cui l'imbarcazione è sospettata di far parte delle cosiddette 'Flotte ombra' utilizzate da Russia, Iran e Venezuela per aggirare le sanzioni occidentali. La nave, vecchia di oltre 20 anni e priva di carico di petrolio al momento dei fatti, navigava nell'Atlantico quando ha attirato l'attenzione delle autorità britanniche. Il Guardian riferisce che i servizi di intelligence del Regno Unito hanno seguito a lungo i suoi spostamenti, insospettiti dai frequenti cambi di bandiera e dalla struttura proprietaria opaca. Secondo le ricostruzioni del quotidiano britannico, la Marinera non trasportava greggio, elemento che ha rafforzato i sospetti su un possibile utilizzo diverso da quello commerciale. Tra le ipotesi valutate vi era quella del trasporto di armi o equipaggiamenti militari russi, potenzialmente destinati a Paesi terzi o a reti alleate di Mosca. Un sospetto che non ha trovato conferme ufficiali, ma che ha contribuito ad accrescere l'allerta. La nave sarebbe inoltre collegata a una rete di petroliere e cargo utilizzati per eludere i controlli occidentali, spesso operanti senza assicurazioni riconosciute, con equipaggi sottopagati e in condizioni di sicurezza precarie. Il Guardian sottolinea come queste flotte rappresentino uno strumento essenziale per Mosca nel mantenere flussi logistici e finanziari nonostante le sanzioni.
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