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Tendenze e Prospettive del Mercato del Lavoro in Veneto: Cosa Aspettarsi nel Futuro

Scopri l'evoluzione e le sfide del mercato del lavoro in Veneto nel 2025: tendenze, opportunità e strategie per affrontare le nuove dinamiche occupazionali.

Il mercato del lavoro in Veneto ha mostrato segnali di crescita nei primi dieci mesi del 2025, con un incremento di 41.500 posti di lavoro. Tuttavia, questa cifra è inferiore rispetto all’anno precedente, quando si era registrato un aumento di 55.400 unità. Come consuetudine, il mese di ottobre ha presentato un bilancio negativo, con una perdita di 23.500 posti di lavoro, peggiorando rispetto ai 18.800 posti persi nello stesso mese del 2024. L’andamento è stato influenzato in particolare dal settore agricolo e da alcune aree dei servizi.

Nonostante un contesto economico più complesso, il lavoro in Veneto continua a crescere, anche se a un ritmo ridotto. La Banca d’Italia ha confermato una fase di stagnazione nei primi sei mesi dell’anno, segnalando una diminuzione degli investimenti industriali. Tuttavia, ben 9 aziende su 10 stanno prevedendo di chiudere l’anno in utile o in pareggio, evidenziando una situazione reddituale relativamente positiva.

Analisi dei cambiamenti strutturali

La sostenibilità del mercato del lavoro veneto nei prossimi anni è una questione cruciale, soprattutto per la capacità delle aziende di reperire lavoratori adeguati. Dal 2008, l’analisi dei dati ha rivelato un’accelerazione nella creazione e distruzione di posti di lavoro, accompagnata da una crescente polarizzazione tra lavori a bassa e alta qualifica. Questo fenomeno ha portato a un mismatching tra domanda e offerta, accentuato da fattori demografici e dalla scarsità di competenze tra i lavoratori.

Trend occupazionali dal 2019 a oggi

Nel periodo pre-pandemia del 2019, gli occupati erano circa 2 milioni e 154 mila, e nel 2025 si sono attestati a 2 milioni e 230 mila, con un incremento del 3,5%. Tra questi, gli occupati dipendenti sono passati da 1 milione e 676 mila a 1 milione e 788 mila, segnando un +6,6%. La ripartizione dei contratti evidenzia un aumento degli indeterminati, passati da 1 milione e 419 mila nel 2019 a 1 milione e 566 mila nel 2025 (+10,4%), mentre i contratti a tempo determinato hanno subito una diminuzione.

Il tasso di occupazione nella fascia d’età 15-64 anni è aumentato dal 67,5% nel 2019 al 70,2% nel 2025. Sebbene il Veneto si posizioni leggermente sotto la media europea, il tasso di occupazione maschile è cresciuto, mentre quello femminile ha mostrato un miglioramento, sebbene con un gap significativo rispetto agli uomini.

Disoccupazione e politiche attive

La disoccupazione in Veneto ha mostrato segni di flessione, con 69 mila disoccupati nel secondo trimestre del 2025, rispetto ai 128 mila nel 2019. La composizione dei disoccupati è cambiata, con una percentuale crescente di ex occupati. Le politiche attive del lavoro sono diventate fondamentali per affrontare le sfide occupazionali, inclusa la formazione e l’accompagnamento dei disoccupati nel mondo del lavoro.

Servizi per il lavoro e inserimento

I Centri per l’Impiego (CPI) hanno svolto un ruolo cruciale, coinvolgendo circa 100 mila utenti nel 2025. Le attività di orientamento e accompagnamento al lavoro sono state implementate per favorire l’inserimento di categorie svantaggiate, come giovani e donne. Inoltre, il bonus di attivazione alle politiche attive mira a supportare i disoccupati in difficoltà economiche, offrendo fino a 700 euro in base alla situazione individuale.

Prospettive future e sfide demografiche

Il futuro del mercato del lavoro in Veneto si delinea complesso, con una popolazione in invecchiamento e una prevista carenza di lavoratori nella fascia di età 15-44 anni. Si stima che entro il 2030 mancheranno circa 400 mila persone in età lavorativa, una tendenza che richiede interventi strategici per formare e mantenere attivi i lavoratori più anziani e favorire l’ingresso delle nuove generazioni nel mercato.

Il mercato del lavoro in Veneto presenta dinamiche di crescita, ma affronta sfide significative legate alla formazione, alla qualificazione e alla sostenibilità occupazionale. È fondamentale implementare politiche mirate per garantire un futuro lavorativo prospero e inclusivo per tutti.

Dr. Luca Ferretti

Avvocato specializzato nel punto dove diritto e tecnologia si scontrano. Ha difeso startup da cause che potevano affondarle e aiutato aziende a non finire nei guai con il GDPR. Traduce il legalese in italiano comprensibile perché sa che un contratto non letto è peggio di un contratto non firmato. La legge digitale cambia ogni mese: lui la segue in tempo reale.

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