Esaminare le sfide e le opportunità per colmare il divario di genere nelle competenze numeriche in Italia: un'analisi approfondita delle strategie per promuovere l'uguaglianza di genere nell'istruzione e nelle professioni STEM.
Il divario di genere nelle competenze matematiche rappresenta una questione di notevole importanza, non solo sul piano sociale, ma anche economico. In Italia, un paese con un tasso di natalità in calo e un’aspettativa di vita in crescita, è fondamentale sfruttare i talenti di tutti, uomini e donne, per favorire la crescita e l’innovazione. Tuttavia, il report dell’OECD Skills Outlook mette in evidenza che persistono differenze significative nelle opportunità di acquisire competenze numeriche tra i generi, con le donne che continuano a essere svantaggiate.
Il documento evidenzia non solo le tendenze generali legate alle competenze, ma anche le specificità del contesto italiano, dove il divario di genere nelle competenze numeriche si manifesta in modo particolare. In Italia, infatti, il vantaggio degli uomini rispetto alle donne nelle abilità matematiche emerge già in età scolare e si riduce lentamente nel corso della vita, ma non per miglioramenti significativi delle donne, bensì a causa di una stagnazione delle competenze maschili.
L’analisi del divario di genere nelle competenze numeriche in Italia mostra tratti distintivi rispetto ad altri paesi. Nella scuola primaria, il divario a favore dei maschi è uno dei più ampi a livello internazionale, con un vantaggio del 27% rispetto alla media OECD del 7%. Nella scuola secondaria, pur mantenendo un differenziale significativo, questo si riduce a 23%, mentre in altre nazioni il gap tende ad amplificarsi.
Un aspetto interessante riguarda la distribuzione del vantaggio: in Italia, tra gli adulti provenienti da famiglie con un basso livello di istruzione, il divario è simile a quello degli altri paesi, ma sorprendentemente, le donne con genitori laureati mostrano un vantaggio dell’8%. Questo fenomeno può essere attribuito a famiglie che valorizzano l’istruzione, creando aspettative diverse per le ragazze. Tuttavia, le donne provenienti da contesti meno istruiti affrontano opportunità formative limitate e reti sociali meno solide.
Per garantire una distribuzione più equa delle competenze e migliorare le prospettive lavorative, è essenziale promuovere l’apprendimento permanente. In Italia, il divario di genere nelle competenze numeriche tende a ridursi nel corso della vita, ma questo non deve essere considerato un segnale positivo. Infatti, la diminuzione del gap è principalmente attribuibile a un miglioramento limitato delle competenze, soprattutto tra gli uomini, piuttosto che a un progresso significativo delle donne.
Le donne italiane, come in molte altre nazioni, sono meno inclini a intraprendere corsi di laurea in settori STEM, come ingegneria e informatica. In Italia, solo il 22% delle donne ha partecipato a corsi di formazione nell’ultimo anno, ben al di sotto della media OECD del 44%. Questa situazione riflette non solo la mancanza di opportunità di apprendimento, ma anche una minore motivazione a investire nella propria crescita professionale. Tra gli uomini, la partecipazione è anch’essa bassa, con solo il 26% che partecipa a corsi di aggiornamento.
Inoltre, le donne segnalano spesso la difficoltà di conciliare impegni familiari con quelli lavorativi, evidenziando la necessità di servizi per l’infanzia e maggiore flessibilità nelle organizzazioni. Queste barriere persistenti limitano le opportunità di apprendimento e sviluppo professionale.
Affrontare le radici del divario di genere è fondamentale. Ciò implica un rafforzamento dell’insegnamento della matematica nelle scuole e un’azione mirata per contrastare gli stereotipi di genere che influenzano le scelte scolastiche e professionali. È altrettanto importante ampliare le opportunità di formazione per gli adulti, garantendo che le competenze acquisite in gioventù siano continuamente aggiornate.
In Italia, il divario occupazionale tra uomini e donne è particolarmente ampio, con una differenza di 24 punti percentuali anche a parità di istruzione e competenze. Questo fenomeno, unito a un divario retributivo che, a parità di condizioni, può arrivare al 15%, evidenzia come molte donne qualificate restino sottovalutate nel mercato del lavoro. La valorizzazione dei talenti femminili è cruciale per migliorare la crescita della produttività e rispondere alle esigenze di competenze nei settori emergenti.
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