Uno sguardo sulla forte incidenza dei contratti a termine in Basilicata, la carenza di figure specializzate e le opportunità offerte dal bando Prospettive+ per aggiornare competenze digitali
Il mercato del lavoro in Basilicata mostra segnali contrastanti: molte opportunità di ingresso ma una prevalenza marcata di rapporti di lavoro precari. A livello nazionale emergono inoltre ritardi nell’utilizzo di strumenti digitali e nella formazione continua, fattori che incidono sulla capacità di accesso a ruoli più qualificati. Questo articolo sintetizza i principali numeri regionali, le criticità sulle competenze richieste e le caratteristiche del bando Prospettive+, pensato per rafforzare le competenze digitali delle persone più lontane dal lavoro.
Per il mese di febbraio 2026 le imprese lucane prevedono complessivamente 3.850 assunzioni, che diventano 13.240 se si considera il trimestre febbraio-aprile. Tuttavia la forma contrattuale dominante è il tempo determinato: in Basilicata circa l’88% delle nuove attivazioni sarà a termine, mentre solo il 12% riguarderà contratti considerati stabili (a tempo indeterminato o apprendistato). Questa dinamica segnala una struttura occupazionale caratterizzata da elevata flessibilità contrattuale e una scarsa quota di inserimenti durevoli.
Il settore dei servizi è il più dinamico con circa 1.550 assunzioni previste, seguito dal comparto primario con 1.260 e dall’industria con 1.040. Tra le categorie di lavoratori richiesti, il 20% delle opportunità è riservato a giovani under 30, mentre una quota significativa, pari al 32%, è destinata a lavoratori immigrati. Nonostante la domanda, le aziende segnalano difficoltà nel reperimento del personale desiderato nel 42% dei casi, un indice di mismatch tra offerte e competenze disponibili.
La domanda regionale è fortemente orientata verso profili operativi: gli operai specializzati e i conduttori di impianti rappresentano il 44% delle richieste, seguiti dai profili generici (25%) e dalle professioni commerciali e dei servizi (15%). Sul fronte della qualifica, solo l’8% degli inserimenti programmati richiede personale laureato, mentre la quota maggiore si concentra su chi possiede una qualifica professionale (35%) o il diploma di scuola secondaria superiore (22%).
Un altro punto critico è il limitato spazio dedicato a figure altamente specializzate: solo l’11% delle entrate riguarda dirigenti, specialisti e tecnici, contro una media nazionale del 18%. Questo divario indica una carenza strutturale di talenti tecnici nella regione e una possibile perdita di opportunità per chi ambisce a ruoli più qualificati.
L’Italia presenta, rispetto alla media europea, un tasso di occupazione più basso (62,6% contro il 76,2% dell’UE) e un’alta percentuale di inattivi in età lavorativa (33,5%), con impatto particolare su donne e persone nella fascia 35-49 anni. Nel 2026 il tasso di disoccupazione era pari al 5,7%. Allo stesso tempo la domanda di competenze digitali cresce: l’Osservatorio sulle Competenze Digitali 2026 segnala oltre 222.000 annunci per professioni ICT pubblicati negli ultimi due anni, ma solo il 4% del lavoro complessivo è coperto da specialisti, evidenziando un forte squilibrio tra domanda e offerta.
La penetrazione delle tecnologie sul posto di lavoro è ancora limitata: soltanto il 37,1% degli occupati utilizza strumenti digitali per almeno metà del tempo lavorativo. Ancora più preoccupante è la scarsa partecipazione alle attività formative: appena il 3,2% degli adulti partecipa a corsi di aggiornamento, un fattore che frena la riqualificazione professionale e la possibilità di colmare il divario di competenze.
Per rispondere a queste lacune il Fondo per la Repubblica Digitale finanzia il bando Prospettive+, mirato a sostenere lo sviluppo delle competenze digitali di persone disoccupate o inattive tra i 34 e i 67 anni. Il plafond disponibile è di 25 milioni di euro, destinato a iniziative presentate da partenariati composti da minimo tre e massimo otto soggetti, che includano un soggetto responsabile per il coordinamento con il Fondo per la Repubblica Digitale – Impresa Sociale.
I progetti devono prevedere interventi in almeno due regioni, richiedere un contributo tra 1 milione e 3 milioni di euro e avere una durata compresa tra 18 e 30 mesi. È prevista la limitazione della quota gestita da eventuali partner for profit al massimo del 30% del budget. Le proposte vanno presentate esclusivamente online tramite la piattaforma https://www.portaleready.it/login entro le ore 11:00 del 15 maggio 2026, corredate della documentazione richiesta.
Combinare un’analisi realistica del mercato regionale con interventi formativi mirati può ridurre il mismatch competenze-offerta e favorire percorsi di inserimento più stabili. Il bando Prospettive+ rappresenta una possibilità concreta per rafforzare le competenze digitali di chi è distante dal lavoro e per sostenere una transizione occupazionale più solida.
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