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30 Maggio 2026

Situazione occupazionale a Modena: risultati, gap e prospettive

Il Centro Studi Tagliacarne analizza la condizione occupazionale di Modena confrontandola con le province italiane, evidenziando punti positivi e criticità legate all'allineamento domanda-offerta e alla reperibilità delle figure professionali

Situazione occupazionale a Modena: risultati, gap e prospettive

Il Centro Studi delle Camere di Commercio Guglielmo Tagliacarne ha diffuso una scheda Dataview che mette a confronto la situazione del mercato del lavoro di Modena con le altre province italiane. Il documento offre una fotografia sintetica ma ricca di indicatori: tassi di occupazione e inattività, divari di genere, livelli di disoccupazione e la quota di assunzioni previste. I dati citati nella scheda si basano su fonti ufficiali come IstatForze di lavoro e il Sistema Informativo Excelsior per le previsioni di assunzione.

Risultati generali e posizionamento nazionale

Nel complesso, Modena figura tra le prime trenta province italiane per vari indicatori occupazionali, segnalando una situazione sostanzialmente positiva rispetto alla media nazionale. Il tasso di occupazione della popolazione 15-64 anni è indicato al 69,7% per il 2026, un lieve incremento rispetto al 69,3% del 2026. Nonostante il miglioramento percentuale, la posizione in graduatoria è scesa al 29° posto, segnalando che altri territori hanno registrato progressi più marcati negli ultimi anni.

Variazioni di lungo periodo

La flessione nella classifica nazionale è significativa se si considerano gli anni precedenti: nel 2026 la provincia occupava la 5ª posizione. Questo scarto suggerisce un dato dinamico che va interpretato non solo in termini assoluti, ma anche relativi al contesto territoriale e alle traiettorie di ripresa post-crisi.

Indicatori chiave: inattività, disoccupazione e divari di genere

Per la stessa fascia 15-64 anni il tasso di inattività si attesta al 27,1% nel 2026, con una diminuzione di circa mezzo punto rispetto al 2026, e posiziona Modena nuovamente al 29° posto nazionale. Il tasso di disoccupazione è rimasto stabile al 4,4% rispetto al 2026, collocando la provincia al 41° gradino della classifica italiana.

Divario occupazionale tra uomini e donne

Il gap tra tasso di occupazione maschile e femminile (15-64 anni) è un indicatore cruciale: nel 2026 la differenza è di 12,4 punti percentuali a favore degli uomini, ma si osserva una riduzione di 1,5 punti rispetto all’anno precedente. Questo miglioramento, pur parziale, mostra progressi nella partecipazione femminile al mercato del lavoro; tuttavia, Modena si trova al 28° posto nel confronto nazionale, quindi resta margine per interventi mirati.

Assunzioni previste e difficoltà di reperimento

La scheda Dataview riporta anche quante entrate di lavoratori sono previste ogni 100 residenti nella fascia 15-64 anni: il valore per Modena è del 16,3%, leggermente inferiore al 2026, che colloca la provincia al 30° posto in Italia. Questo indicatore sintetico consente di valutare la dinamica delle opportunità occupazionali rispetto alla popolazione disponibile.

Reperibilità delle figure richieste

Tra i sei indicatori analizzati, il punto più critico riguarda la quota di assunzioni previste considerate di difficile reperimento. A Modena questa incidenza è del 51,4%, un valore che la colloca al 73° posto in Italia e che risulta nettamente peggiore della media nazionale. Tale dato segnala un crescente mis-match fra le competenze richieste dalle imprese e la disponibilità di lavoratori con i profili adeguati.

Implicazioni e prospettive per il territorio

Interpretando i numeri, la situazione modenese appare a doppia faccia: da un lato il quadro occupazionale è positivo in termini assoluti e di molte variabili, dall’altro la progressiva perdita di posizioni in classifica e la forte incidenza delle posizioni difficili da coprire rappresentano segnali di allarme. In pratica, le imprese trovano opportunità ma faticano a reperire figure specializzate, creando un collo di bottiglia che può frenare la crescita locale.

Azioni possibili

Per affrontare il problema del mismatch servono azioni coordinate: investire in formazione mirata, promuovere percorsi di riqualificazione professionale e rafforzare i legami tra scuole, università e aziende. Interventi di policy che incentivino la formazione tecnica e l’apprendistato potrebbero ridurre la percentuale di entrate difficili da reperire e migliorare la competitività territoriale.

In sintesi, i dati raccolti nella scheda Dataview del Centro Studi Tagliacarne offrono una base solida per valutare punti di forza e criticità del mercato del lavoro a Modena. Sebbene la performance complessiva sia soddisfacente sotto molti aspetti, la crescente discrepanza tra domanda aziendale e offerta di competenze richiede interventi strutturali per evitare che il potenziale economico locale resti parzialmente inespresso.

Andrea Innocenti
Autore

Andrea Innocenti

Andrea Innocenti ha coordinato dall'estero il rientro di una cronista napoletana durante una crisi diplomatica, gestendo contatti con consolati; è corrispondente esteri che definisce linee editoriali sulla geopolitica. Nato a Napoli, parla dialetto locale e mantiene rapporti con ONG partenopee.